""No"" allo sciopero da Anf e Camere penali

Allo stato attuale, dicono i penalisti, non ci sono motivi politici e associativi per aderire ad un'altra astensione. E l'Associazione nazionale forense conferma la propria dissociazione e insiste bisogna passare dalla protesta alla proposta

Lo sciopero è l'estrema ratio, non va inflazionato. L'Unione delle camere penali con un lungo documento leggibile tra i documenti correlati dice no ai tre giorni di sciopero indetti dall'Oua vedi tra gli arretrati del 2 dicembre 2006 . Anche l'Associazione nazionale forense si dissocia dalla decisione, sottolineando come il 16 dicembre si accavallino due iniziative, una organizzata dall'Oua, una dal Consiglio nazionale forense. Le Camere penali. Nella situazione attuale, dicono i penalisti italiani, non ci sono motivi politici e associativi per aderire ad un altro sciopero. È stato avviato il lavoro con le Associazioni forensi, riporta il documento firmato dal presidente Oreste Dominioni e dal segretario Renato Borzone, sul tema della qualificazione professionale forense e degli elenchi di specialità per arrivare ad una proposta concreta da presentare agli organi legislativi. Dopo l'incontro con il ministro, inoltre, sono stati indicati da parte dell'Ucpi due componenti della commissione per la riforma del Codice penale e della commissione per la riforma del Codice di procedura penale saranno Luigi Stortoni e Francesca Ruggieri . La giunta Ucpi ha inoltre istituito nei giorni scorsi l'Osservatorio carcere, una struttura operativa che ha come obiettivo quello di monitorare la situazione delle singole realtà carcerarie individuando gli interventi necessari. Già la settimana scorsa, i penalisti italiani tirando le prime somme dell'astensione fatta unitariamente a novembre, dichiaravano che dalla protesta si doveva passare alla fase delle proposte. L'incontro con il ministro ha rappresentato per l'Ucpi la possibilità di avanzare le proposte più urgenti vedi tra gli arretrati del 2 dicembre 2006 , incontro che verrà bissato domani, mercoledì 6 dicembre. Secondo le Camere penali, in conclusione, non è più il tempo della contrapposizione ma anche e innanzitutto della concreta iniziativa, dell'affermazione in positivo dei valori di cui l'avvocatura deve essere portatrice al contrario i penalisti eserciteranno tutta la forza del loro patrimonio politico culturale, il proprio ruolo di protagonisti, assieme alle associazioni forensi, nel dibattito relativo alle soluzioni da dare alla questione giustizia . L'Associazione nazionale forense. Con una delibera di ieri, l'Anf richiama le precedenti iniziative per dissociarsi dallo sciopero indetto dell'Oua vedi tra gli arretrati del 10 e del 28 novembre 2006 . Non ci sono, secondo l'Anf, le condizioni per continuare l'astensione e, sulla stessa linea dei penalisti, viene ribadito che occorrerebbe passare dalla fase delle protesta ad una fase propositiva. Piena adesione, invece, alla protesta programmata per il 16 dicembre prossimo, con l'auspicio che sia occasione di incontro e confronto con i cittadini, operatori, forze politiche e sociali, al fine di esporre le ragioni della protesta e trovare consensi e condivisione sulle proposte future . Allo stesso tempo l'Anf esprime grande preoccupazione per i segnali di apparente contrasto e scoordinamento di iniziative tra Cnf e Oua risultante dalla sovrapposizione delle iniziative annunciate per il 16 dicembre, pur nella sostanziale identità di contenuti . Per lo stesso giorno, infatti, l'Oua ha convocato l'assemblea nazionale dell'Avvocatura vedi delibera di venerdì scorso tra gli arretrati del 2 dicembre 2006 , mentre il Cnf ha indetto una giornata di studio per parlare di riforma delle professioni, della professione forense, di riforma della pratica forense e degli esami di avvocato, formazione permanente e recepimento direttiva sull'antiriciclaggio. Tre le ipotesi praticabili gli avvocati saranno costretti a scegliere tra le due iniziative Cnf e Oua si organizzeranno per far coincidere le iniziative uno dei due appuntamenti sarà differito ad altra data. Urge coordinamento.

Associazione nazionale forense delibera del 4 dicembre 2006 Il Direttivo Nazionale dell'Associazione Nazionale Forense Constatato con soddisfazione che le motivazioni esplicitate nel proprio precedente deliberato dell'8 novembre 2006 e confermate dal Consiglio Nazionale del 25 e 26 novembre u.s., relative - in particolare - all'inopportunità del perdurare dell'astensione dalle udienze, sono state fatte proprie e recepite, pur nella diversità di sfumature, da significative dell'avvocatura, essendo stata condivisa l'esigenza di dar vita ad una nuova fase icasticamente, dalla protesta alla proposta che la richiesta di sospendere la protesta attuata nella forma dell'astensione è stata avanzata, oltre che dall'ANF, anche dall'Unione Camere Penali nonché da numerosi rappresentanti degli Ordini nel corso della riunione tenutasi presso il Consiglio Nazionale Forense in Roma il 25.11 u.s. Vista la delibera della Giunta dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura del 30 novembre 2006 che ha ritenuto di proclamare l'astensione dalle udienze per i giorni 14,15 e 16 dicembre 2006 Considerato che l'avvio dell'iter parlamentare del disegno di legge presentato dal ministro della Giustizia Mastella sul riordino delle libere professioni , fatto proprio dall'intero Governo, segna in relazione al percorso disegnato dalla mozione finale del Congresso di Roma 2006 una nuova fase di iniziativa politica Dichiara 1 di non aderire all'astensione proclamata dall'Oua dalla udienze dei giorni 14 15 e 16 dicembre 2 di aderire alla protesta programmata per il 16 dicembre, con l'auspicio che sia occasione di incontro e confronto con cittadini, operatori, forze politiche e sociali, al fine di esporre le ragioni della protesta e trovare consensi e condivisione sulle proposte future. Esprime tuttavia grande preoccupazione per i segnali di apparente contrasto e/o scoordinamento di iniziative tra Cnf e Oua risultante dalla sovrapposizione delle iniziative rispettivamente annunciate per il 16 Dicembre, pur nella sostanziale identità di contenuti.

Unione delle camere penali italiane Inutilità dell'astensione, necessità di una forte proposta dell'avvocatura Documento del 1 dicembre 2006 1.- Nel documento del 25 novembre 2006 Bilancio dell'astensione 13-18.11.2006 dalla protesta alla proposta la Giunta UCPI ha analizzato lo svolgimento e i risultati di tale iniziativa giungendo alla conclusione che nella situazione attuale non ricorrono le ragioni per indire un ulteriore periodo di protesta. Tale conclusione va tenuta ferma e pertanto la Giunta UCPI ribadisce la propria decisione di non indire alcuna ulteriore astensione. 2.- Non è condivisibile la delibera 30 novembre 2006 con cui l'OUA ha stabilito di reiterare lo sciopero tra l'altro per un periodo ridotto, dal 14 al 16.12.2006 per motivazioni non misurate sull'attuale situazione politica. 3.- Nella situazione attuale, infatti, non ne ricorrono i motivi politici e associativi. 4.- Con l'astensione di novembre, grazie al grande impegno di tutti i penalisti, si è conseguito il risultato di far convergere l'attenzione del mondo politico sui temi di impegno politico dell'Unione delle Camere Penali Italiane. Tanto che, sia nel corso dell'astensione che dopo, è proseguito il lavoro con le Associazioni Forensi, in particolare sul tema della qualificazione professionale forense e degli Elenchi di specialità, così come sono proseguiti e sono stati approfonditi i contatti con esponenti politici e parlamentari, in particolare sul grande tema della separazione delle carriere, ai fini anche della organizzazione del Convegno Nazionale di metà gennaio 2007 quale momento forte di elaborazione e di convergenza politica. Oggi l'Unione, le Camere Penali e il Centro Marongiu sono fattivamente impegnati in un lavoro propositivo sui vari temi della giustizia penale, avanzando o apprestandosi ad avanzare le proprie soluzioni. 5.- Tutto conferma, dunque, che quello attuale è il momento della proposta e non della protesta e che una nuova astensione dalle attività giudiziarie comprometterebbe e intralcerebbe le iniziative intraprese, vanificando gli effetti positivi conseguiti con la precedente astensione del 13/18 novembre. La funzione propositiva è spesso difficile da esercitare, specie in condizioni generali ostili. Ma a tale funzione non si può rinunciare, non potendosi cedere alla tentazione della via più facile la protesta comunque, anziché la proposta. 6.- L'UCPI riafferma il criterio da sempre praticato l'astensione è extrema ratio e non va inflazionata deve avere un obiettivo politico concreto e non può essere fine a sé stessa non deve servire a coprire artificiosamente momenti di debolezza deve intrecciarsi con l'elaborazione propositiva e rappresentarne lo sbocco solo quando dalle istituzioni e dalla politica si oppongano chiusure irragionevoli e rifiuti preconcetti al dialogo. 7.- Mezze misure non servono. Sorprende, tra l'altro, che l'OUA, nell'emettere la delibera di astensione ridotta , abbia inviato al Ministro della Giustizia una lettera in cui viene giustificata l'iniziativa di astensione e viene espresso l'auspicio che non ne siano compromesse le avviate possibilità di interlocuzione. L'Avvocatura penale non usa, quando si determina a un atto di protesta, mitigarne l'impatto con cuscinetti ammortizzatori . 8.- Di grande rilievo sono piuttosto le iniziative di astensione che singole Camere Penali, con il sostegno della Giunta UCPI, hanno intrapreso o stanno intraprendendo per contrastare situazioni locali di gravissimo degrado delle strutture giudiziarie, nell'incuria del Governo e dei Responsabili degli Uffici. 9.- L'unità dell'Avvocatura italiana è un valore determinante. Richiede però la capacità, di cui anche l'OUA dovrebbe essere portatore, di realizzarla non solo nel momento della contrapposizione, ma anche, e anzitutto, nel momento della concreta iniziativa e dell'affermazione in positivo dei valori di cui l'avvocatura dev'essere portatrice. 10.- Le Camere Penali si sentono impegnate dall'attuale scadenza politica ad esercitare con tutta la forza del loro patrimonio politico-culturale il proprio ruolo di protagonisti, assieme alle associazioni forensi, nel dibattito relativo alle soluzioni da dare alla questione giustizia . 11.- Nell'ottica che si è sopra indicata, le iniziative dell'Unione delle Camere Penali Italiane rappresenteranno, nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, altrettanti momenti di lavoro concreto rivolto ad affermare e a realizzare le proposte di politica giudiziaria dell'avvocatura penale.