Riforme e società. Fondi a pioggia (a volte incostituzionali) e pochi provvedimenti organici

Tra le iniziative governative, la lotta alla pedopornografia e tanti bonus. Di iniziativa parlamentare la tutela per chi costruisce la prima casa e il contrasto alla pratica dell'infibulazione

Continua l'excursus di DirittoeGiustizi@ sull'attuazione del programma elettorale presentato dalla Casa delle Libertà il 2001 durante la XIV legislatura. Sabato 11 febbraio è stato pubblicato un contributo sulla materia civile, sabato 18 è stata la volta del Codice penale. Il 25 febbraio si è parlato di professioni e procedura penale, sabato 4 marzo di Ordinamento giudiziario e sabato 11 di giustizia amministrativa e Pa. Sabato 18 marzo abbiamo proposto un'analisi della normativa approvata in questa legislatura in tema di immigrazione ed asilo la cd. Bossi-Fini , mentre oggi proseguiamo con un esame dei provvedimenti in materia sociale con il contributo a seguire, ed in materia di banche e risparmio con l'articolo a fianco di Valentina Infante. Una delle cinque strategie per migliorare la vita degli italiani nel piano di governo del 2001 della Casa delle Libertà era proprio la politica sociale iniziative per la terza età, per i giovani, la famiglia e i disabili. Per ricostruire le iniziative portate a termine in questi cinque anni dall'esecutivo basta scorrere l'opuscolo presentato il 24 febbraio 2006 dal presidente del Consiglio in concomitanza con il programma elettorale 2006-2011 vedi tra gli arretrati del 25 febbraio nel quale il Governo ha raccolto le leggi attuate. Prima fra tutte va sicuramente menzionata la riforma del sistema pensionistico, contestatissima dalle organizzazioni sindacali che hanno abbandonato il tavolo delle trattative. La riforma è stata da sempre sostenuta dall'esecutivo come iniziativa necessaria e improrogabile ed è stata approvata senza il loro consenso e con i voti contrari dell'opposizione. La riforma si è resa necessaria - riporta il sito di Forza Italia - a causa dell'aumento della durata della vita, dell'invecchiamento della popolazione e del calo demografico. Senza riforma si rischiava di non poter pagare le pensioni future . Per quanto riguarda il sostegno alle famiglie, tolte le iniziative sporadiche, come i contributi statali per l'acquisto di un decoder, il fondo speciale per un Pc alle famiglie o il bonus bebè che hanno dimostrato i loro limiti per il decoder, è stato poi dimostrato che a giovare è stata l'azienda produttrice, controllata da Paolo Berlusconi, fratello del premier il bonus per i figli appena nati, invece, che è andato anche a famiglie benestanti , molte iniziative sono state inserite nelle varie finanziarie. Nella finanziaria 2003 legge 289/02 , ad esempio, l'esecutivo ha destinato il 10% del fondo nazionale per le politiche sociali per il sostegno all'acquisto della prima casa e per il sostegno alla natalità. Anche nella Finanziaria 2005 legge 311/04 si è previsto un fondo di 10 milioni di euro per il sostegno all'acquisto della prima casa per le giovani coppie. Iniziativa, questa, che però si è scontrata proprio venerdì scorso con la decisione della Corte costituzionale che ne ha chiesto la cancellazione per violazione dell'autonomia finanziaria e amministrativa delle regioni vedi articolo in pagina . Molti gli interventi a pioggia inseriti nelle cinque finanziarie che, in quanto tali non hanno mai fatto parte di un programma organico di riforme. Il ministro della Giustizia Roberto Castelli ha più volte dichiarato di essere particolarmente fiero della normativa volta a tutelare gli acquirenti di immobili legge 210/04 e DLgs 122/05 . Nata sulla scia di dolorose storie di cronaca famiglie rovinate dal costruttore fallito e costrette a pagare due volte la casa , la legge delega è stata presentata il 30 maggio del 2001 da un esponente della Margherita, Lino Duilio, e controfirmata da tutti esponenti dello stesso partito, più Gabriella Pistone dei Comunisti italiani. L'esecutivo ha quindi impiegato un anno per stilare il decreto delegato, mentre lo scorso febbraio il ministero della Giustizia ha pubblicato il decreto che istituisce il fondo di solidarietà per gli acquirenti frodati vedi tra gli arretrati del 17 febbraio 2006 . Un provvedimento presentato però su iniziativa parlamentare e non da esponenti della Casa delle Libertà, nonostante poi l'esecutivo non abbia perso tempo nell'attuazione della delega. Di iniziativa governativa invece la lotta alla pedopornografia il provvedimento che inasprisce le pene sia per i pedofili che per chi smercia materiale pedopornografico è stato presentato dal ministro per le pari opportunità, Stefania Prestigiacomo il 13 gennaio del 2004. Con la legge è stato istituito un Osservatorio sulla pedofilia e un centro per il contrasto della pedopornografia che raccoglie tutte le segnalazioni provenienti dall'Italia e dall'estero sui siti internet che diffondono materiale pedopornografico al fine di colpirne i gestori e quindi passare all'oscuramento degli stessi. Di iniziativa parlamentare il provvedimento che è andato a modificare sia il Codice penale che il Codice di procedura penale istituendo nuove fattispecie di reati e inasprendo le pene per coloro che si macchiano della tratta delle persone e la riduzione in schiavitù legge 228/03 . Con il provvedimento, presentato dagli esponenti della Quercia alla Camera prima firmataria, Anna Finocchiaro il 9 luglio del 2001, si è riproposto l'articolato già approvato alla Camera a larga maggioranza durante la XIII legislatura ma mai confermato dal Senato. Oltre ad introdurre nuove fattispecie di reato e prevedere pene severe per i trasgressori, la legge dispone che venga prestata assistenza alle vittime di tali reati. Per dare attuazione soprattutto a quest'ultima disposizione, è stato approvato il Dpr 237/05 che ha stabilito come, quando ma soprattutto con quali fondi far partire il programma di assistenza per donne e bambini ridotti in schiavitù e per le persone vittime del traffico di esseri umani. Un'altra iniziativa importante per la tutela della salute delle bambine è stata la legge 7/2006 con la quale - si legge sempre nell'opuscolo della Presidenza del consiglio - il governo ha sostenuto e finanziato misure per contrastare e reprimere le pratiche di mutilazione genitale femminile, meglio conosciuta come infibulazione. Disposizioni che sono partite sempre da un'iniziativa parlamentare e presentate il 9 luglio 2001 dall'esponente di An Giuseppe Consolo. Secondo il provvedimento, chi si macchia del reato di mutilazione degli organi genitali femminili senza ragioni terapeutiche, sarà punito con la reclusione da quattro a dodici anni contestualmente sono state previste campagne informative sia in Italia che nei Paesi di origine dove vengono effettuate queste pratiche per diffondere i diritti fondamentali della persona, in particolare di donne e bambine. Iniziative molto importanti, queste ultime quattro, di cui però solo una, quella riguardante la pedopornografia, è stata presentata dal governo, mentre per le restanti, due nate da un'iniziativa di parlamentari di centrosinistra ed una da parte di un parlamentare di centrodestra. p.a.