Eletti i membri laici

Il Parlamento in seduta comune ha scelto gli otto componenti. Anedda An e Saponara Fi i più votati seguiti da Nicola Mancino Unione candidato alla vicepresidenza e da Bergamo Udc , Siniscalchi e Tinelli Ds , Volpi Prc e Vacca Pdci

Fumata bianca alla prima votazione. Ieri il Parlamento in seduta comune ha eletto gli otto membri laici del Consiglio superiore della magistratura, mentre il prossimo fine settimana le toghe saranno chiamate a votare i propri candidati. Per l'elezione dei laici di espressione politica era richiesto un quorum dei due terzi, vale a dire 572 voti su 817 parlamentari partecipanti al voto. Ad incassare il massimo delle preferenze è stato Gianfranco Anedda di An che ha ricevuto 758 voti, seguito da Michele Saponara Fi con 741 voti, quindi Nicola Mancino Unione con 715 voti, Ugo Bergamo Udc con 714 voti, Vincenzo Siniscalchi Ds con 710 voti, Celestina Tinelli Ds con 679 voti, Mauro Volpi Prc con 678 voti e Letizia Vacca Pdci con 662 voti. I voti dispersi sono stati 21, le schede bianche 12 e 6 le nulle. 40 preferense poi sono andate anche a Mario Patrono da parte degli esponenti della Rosa nel Pugno che hanno contestato le modalità di votazione messe in atto dalla maggioranza di Centrosinistra. Una mancanza di concertazione contestata anche la Dc-Nuovo Psi che ha dato sei voti a Publio Fiori. Gli accordi, inoltre, prevedono che alla vicepresidenza dell'organo di autogoverno sia poi eletto l'ex presidente del Senato, Nicola Mancino che verrà sostituito alla guida della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama da Enzo Bianco. L'elezione di Mancino porterà anche alle sue dimissioni da senatore con il conseguente ingresso a Palazzo Madama del primo dei non eletti nella circoscrizione Campania, Nello Palumbo, esponente della Margherita e già sottosegretario agli Esteri nel secondo governo D'Alema. Con questo Csm si lavorerà bene, ha commentato a caldo il ministro della Giustizia Clemente Mastella. È altamente positivo - ha detto il Guardasigilli - che il Parlamento si sia espresso nonostante un clima che sembrava di contrarietà e di ostilità tra i due schieramenti. Credo che ciò possa giovare all'autonomia del Csm, così come giova il fatto che arrivino dei non togati con l'apporto pieno del Parlamento. È stato un principio di unità nella distinzione di grande correttezza istituzionale. Di questo va dato atto ai due schieramenti . Il ministro inoltre ha aggiunto che le persone scelte hanno connotati che sono espressivi di quella capacità di far politica, senza che sia partitica. Ci sono quindi tutte le premesse per lavorare bene .