Sul sito istituzionale del Ministero della Giustizia sono stati diffusi gli ultimi dati, elaborati dalla Direzione Generale di Statistica, relativi alle pendenze ed all’arretrato della giustizia civile gravante su ogni singolo ufficio giudiziario. Si tratta di uno studio in cui i procedimenti pendenti vengono analizzati con l’obiettivo di superare il «mero dato statistico della durata media dei processi civili».
I nuovi dati. Il Ministero della Giustizia ha diffuso, sul proprio sito istituzionale, tutti i numeri riguardanti le pendenze e l’arretrato della giustizia civile gravante su ogni singolo ufficio giudiziario, «con il corredo di una serie di analisi di dettaglio e di tabelle disponibili per la prima volta alla consultazione online». Analisi più dettagliata. Gli ultimi dati non si limitano ad indicare le cause pendenti «senza distinzioni di tipologia di affare, grado del giudizio, collocazione geografica e soprattutto valutazione della distribuzione analitica delle anzianità di iscrizione di tutte le pendenze». Il fine di questo studio è stato invece di analizzare, in tutti i loro particolari, gli affari civili pendenti, «che annovera tutti i procedimenti portati all’esame dei giudici e non ancora conclusi al 30 giugno 2013» per ottenere questo obiettivo, è stata data rilevanza ad indicatori come la diversa natura dei vari procedimenti, la quantità e la durata fisiologica o necessitata . Inoltre, poiché la durata media dei procedimenti civili è direttamente influenzata dall’anzianità di iscrizione di ciascun affare pendente, sono state compilate due tabelle, una riservata alle Corti d’Appello e l’altra ai Tribunali ordinari, con prospetti statistici selettivi per anni e per materie di tutti gli uffici giudiziari. Durata media. La Direzione Generale di Statistica, quindi, rivendica di aver svolto il lavoro, raggiungendo un risultato che supera il mero dato statistico della durata media dei processi civili quest’ultimo consiste in un indicatore «che purtroppo contribuisce pesantemente a relegare la giustizia italiana in fondo alle classifiche sull’efficienza dei sistemi giudiziari redatte dalle organizzazioni internazionali».
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