L'inabilitazione si trasforma in amministrazione di sostegno

Il curatore può chiedere al tribunale la revoca e la trasmissione degli atti al giudice tutelare

Alla luce della disciplina di cui alla legge n. 6 del 2004, deve ormai ravvisarsi la residualità degli arcaici e desueti istituti dell'interdizione e dell'inabilitazione, da preferirsi all'amministrazione di sostegno solo quando risultino proprio indispensabili per assicurare all'interessato una adeguata protezione . Conseguentemente, ove in concreto manchi il citato presupposto dell'indispensabilità, deve farsi luogo all'amministrazione di sostegno, istituto sicuramente più protettivo per la persona priva in tutto o in parte di autonomia Nel caso di specie, l'interessato - già inabilitato - versava in uno status accertato come ben più grave di quello proprio dell'inabilitazione, in quanto totalmente impossibilitato a provvedere ai propri interessi, poiché affetto da un disturbo della personalità di tipo border line nonché da emiparesi dipendente da ictus cerebrale, con sostanziale perdita della capacità di autonomia e di autogestione. Poiché il curatore adiva il Tribunale per ottenere la revoca dell'inabilitazione e la trasmissione degli atti al Giudice Tutelare per la nomina di un amministratore di sostegno, il Tribunale adìto - dopo essersi interrogato se le predette condizioni di salute dell'inabilitato imponessero di far luogo alla pronuncia della sua interdizione - in applicazione del principio di cui in massima ha motivatamente accolto il ricorso disponendo la trasmissione degli atti al Giudice Tutelare per i provvedimenti di competenza .

Tribunale di Modena, Sezione seconda civile, sentenza 2 settembre 2005 Presidente ed estensore Stanzani Svolgimento del processo Col ricorso introduttivo l'Avv. [CURATORE] nella ricoperta veste di curatore di [INABILITATA] dichiarata inabilitata dal tribunale di Modena con sentenza 1701/04 ha chiesto a la revoca dell'inabilitazione, b la trasmissione degli atti al Giudice Tutelare ai sensi degli articoli 406 e/o 429, comma 3 Cc, c la nomina, in via provvisoria e d'urgenza, di un amministratore di sostegno per provvedere c1 a formare l'inventario del patrimonio della beneficiaria , c2 a pagare i debiti scaduti e le spese necessarie alla sua assistenza, c3 ad espletare ogni incombente fiscale e tributario, c4 a riscuotere la pensione ed eventuali crediti, c5 a verificare natura, rischio e convenienza dei rapporti bancari in essere, c6 a collaborare coi sanitari che assistono la persona, d la nomina, in via principale, di un amministratore di sostegno definitivo per agire in nome e per conto della beneficiaria nel conferimento di tutti gli atti sub c e le relative sottoelencazioni. Il ricorrente, dopo aver premesso di essere stato autorizzato a promuovere il procedimento dal Giudice Tutelare con decreto in data 6 giugno 2005, ha supportato le proprie richieste sottolineando che la [INABILITATA], attualmente ricoverata presso RSA Ducale, presenta un quadro clinico di afasia transcorticale ed esiti di ictus cerebrale, con disturbi del comportamento e convulsività, pregresso abuso etilico e tabagismo in disturbo della personalità di tipo border line con perdita della capacità di autonomia e di autogestione di tale entità da crearle uno status ben più grave di quello proprio dell'inabilitazione non essendo la persona in alcun modo in grado di provvedere ai propri interessi così da rendersi indispensabile, per una efficiente tutela di essa, l'attribuzione a chi la coadiuva di poteri sostitutivi sia negli atti di natura patrimoniale che in quelli di tutela e cura della salute. Si sono costituiti in giudizio i fratelli della inabilitata, Lorenzo e [CAIO] che non si sono opposti alle domande. Dopo aver precisato che la sorella è legalmente separato dal marito [SEMPRONIO] omologa della separazione in data 19 novembre 2002 e dopo aver sottolineato che i propri genitori sono entrambe deceduti, [TIZIO] si è dichiarato disponibile a ricoprire il ruolo di amministratore di sostegno della sorella. All'udienza del 1 settembre 2005 ove è comparso anche l'Avv. Zurlini per [SEMPRONIO] dichiarando il consenso alle domande del proprio rappresentato, è stata sentita [INABILITATA] e, quindi, la causa è stata trattenuta in decisione avendo i procuratori delle parti ribadito le rispettive conclusioni e rinunciando ai termini per il deposito di atti difensivi scritti. Motivi della decisione Il ricorso è fondato e va accolto secondo la progressione argomentativa qui di seguito esposta da cui conseguono le disposizioni di cui alla parte dispositiva della decisione. 1 Emerge dalla documentazione medica in atti dichiarazione in data 27 maggio 2005 del Dipartimento di salute mentale del Servizio Sanitario Regionale non solo il progressivo aggravamento delle condizioni di salute di [INABILITATA] ma la sostanziale perdita, allo stato, della capacità di autonomia e di autogestione di una persona affetta da ingravescenti afasia transcorticale e esiti di emiparesi destra dipendente da ictus cerebrale con significativi disturbi del comportamento e con la presenza di sindrome frontale quale segnalata da valutazione neurocognitiva. Questo stato delle cose è stato verificato dal Tribunale in sede di visita della [INABILITATA] udienza del 1 settembre 2005 nel corso della quale la stessa, pur evidenziando una certa difficoltà nel rapportarsi criticamente alla realtà esterna, ha dichiarato di aderire - e la dichiarazione è apparsa sufficientemente cosciente - all'ipotesi di nomina di un'amministrazione di sostegno con poteri di sua sostituzione sia negli atti e/o negozi patrimoniali di ordinaria e straordinaria amministrazione che in tutti quelli di cura e tutela della sua salute. 2 A fronte della specifica fattispecie e della constatazione per cui [INABILITATA] si trova sicuramente oggi in una situazione di impossibilità totale di provvedere ai propri interessi può porsi il problema se alla revoca della inabilitazione non debba seguire l'avvio di un procedimento interdittivo al posto di quello di amministrazione di sostegno. Alla luce della disciplina di cui alla legge n. 6 del 2004, che pur non ha nominativamente previsto e regolamentato un caso come quello che si viene considerando, la risposta non può essere negativa stanti le peculiarità che qualificano la fattispecie. Va premesso e ribadito, in linea con l'orientamento reiteratamente espresso da questo Tribunale, che il nuovo istituto dell'amministrazione di sostegno ha posto la pietra miliare di uno status di generale capacità di agire della persona esclusivamente limitabile dall'attento intervento del Giudice Tutelare per determinati atti. E' stata così radicalmente capovolta la logica che già stava a base degli istituti dell'interdizione e dell'inabilitazione, che, nell'affermare una situazione di incapacità o di semincapacità dell'individuo, ne dettava la derivata regolamentazione. Nella nuova prospettiva di preminenza della tutela e della protezione della persona l'interdizione non deve e quindi non può oggi essere pronunciata nei confronti dell'infermo di mente come disponeva l'abrogato testo dell'articolo 414 Cc ma soltanto in presenza dell'ineludibile presupposto che il Giudice ne ravvisi l'indispensabilità per assicurare all'interessato una adeguata protezione una protezione perciò più incisiva di quella garantita dal flessibile e generale strumento dell'amministrazione di sostegno. Donde, su un piano teorico, la residualità degli arcaici istituti mantenuti ragionevolmente in vita dal legislatore per garantire il più ampio spettro delle possibili tutele con una sorte di delega del potere legislativo a quello giudiziario per l'individuazione di situazioni comportanti, eccezionalmente e nell'amplissima varietà di casi concreti, l'adozione dei desueti strumenti per meglio proteggere la persona. E donde, altresì e sul piano concreto, la non ravvisabilità certa, nella fattispecie, del citato presupposto apparendo i modulabili meccanismi dell'amministrazione di sostegno sicuramente più protettivi per la [INABILITATA] che non quelli rigorosamente e astrattamente ablativi dell'interdizione. 3 Dall'accoglimento del ricorso e, quindi, dalla pronuncia di revoca dell'inabilitazione, consegue la trasmissione degli atti al Giudice Tutelare in sede affinché, previa sua ulteriore valutazione, nell'interesse della beneficiaria e in ossequio alla ratio legis quale poco sopra ricordata, il Giudice Tutelare stesso dia corso ad un procedimento di amministratore di sostegno, con relativa nomina dell'amministratore, a tutela e cura di Isabella [INABILITATA]. 4 Non si ritiene di adottare in questa sede i provvedimenti urgenti di cui agli artt. 405, comma 3 , e 418, comma 3 , c.c. posto che la pur prospettata urgenza potrà essere ampiamente soddisfatta dalle statuizioni, prevedibilmente imminenti, del Giudice Tutelare. 5 La peculiarità della fattispecie e la natura della materia del contendere integrano giusti motivi di compensazione integrale delle spese del grado. PQM Il Tribunale, in accoglimento del ricorso, revoca l'inabilitazione di [INABILITATA] pronunciata dal Tribunale di Modena con sentenza 1701/04 dispone che il procedimento sia trasmesso al Giudice Tutelare in sede per i provvedimenti di competenza compensa per intero fra tutte le parti le spese del grado.