Demansionamento, piena tutela per il lavoratore

Oltre al reintegro vanno riconosciuti sia il danno patrimoniale che quello morale e biologico

Contro il demansionamento o la dequalificazione, tutela piena del lavoratore. Al dipendente declassato va riconosciuto ogni tipo di danno patrimoniale e non ed un lavoro appropriato al suo inquadramento e alla sua professionalità. Lo ha ricordato la sezione lavoro della Corte d'appello di Genova nella sentenza depositata il 10 gennaio scorso e qui integralmente leggibile tra i documenti allegati. I magistrati liguri, infatti, hanno ribadito un principio che ormai da tempo si è consolidato nella giurisprudenza di legittimità il lavoratore illegittimamente dequalificato e/o demansionato ha diritto alla reintegrazione nelle originarie mansioni. In pratica, al dipendente deve essere accordata una tutela piena con l'obbligo del datore di lavoro di ripristinare la sua posizione precedente. Ad assicurare una tale forma di tutela è lo stesso Codice civile. L'articolo 2103 Cc - conclude infatti la Corte d'appello genovese - consacra il diritto del lavoratore ad essere adibito a mansioni corrispondenti alla propria qualifica . E tale disposizione si considera violata dal datore di lavoro non solo quando il dipendente viene assegnato a mansioni inferiori cd. dequalificazione , ma anche quando è lasciato in condizioni di forzata inattività e senza assegnazione di compiti cd. demansionamento . Va ricordato che il lavoro è sì un mezzo di guadagno, ma anche un modo di espressione della personalità del lavoratore.