Il trasferimento d'ufficio, se gradito, è senza indennità

di Teodoro Elisino

di Teodoro Elisino Ai fini della corretta qualificazione, in concreto, di un determinato movimento di un dipendente pubblico, come trasferimento d'ufficio ovvero a domanda, deve aversi riguardo alle specifiche modalità con cui esso è avvenuto ciò perché, l'interesse pubblico alla efficiente ed adeguata ripartizione e assegnazione del personale ai vari uffici e servizi è comunque presente in entrambi i tipi di trasferimenti quantunque, in quello a domanda, esso costituisca il limite esterno dell'interesse privato del dipendente quanto appena riferito è contenuto nelle motivazioni della decisione 7266/05 depositata lo scorso 20 dicembre e qui leggibile nei documenti del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale - Sezione Quarta, qui leggibile nei documenti correlati. Con la sentenza 937/03, il Tar del Lazio, Sezione seconda, accogliendo il ricorso proposto da un finanziere, trasferito dalla Legione Allievi della Guardia di Finanza - Comando III Battaglione - Scuola Allievi Finanzieri di Mondovì al Comando Legione Allievi della Guardia di Finanza di Lido di OstiaCentro Addestramento Polifunzionale di Castelporziano, dichiarava il diritto dell'interessato ad ottenere la corresponsione dell'indennità prevista dall'articolo 1 della legge 100/87, senza rivalutazione monetaria, ma con interessi legali, in quanto, nel caso di specie, si versava in ipotesi di trasferimento d'ufficio, disposto per sopperire a specifiche esigenze dell'Amministrazione, a nulla rilevando il gradimento espresso dagli interessati. Il ministero dell'Economia e delle Finanze Comando Generale della Guardia di Finanza , ha chiesto la riforma di detta statuizione, osservando che, contrariamente a quanto frettolosamente ritenuto dai primi giudici, si era in presenza di un trasferimento a domanda e non d'autorità, avendo l'interessato espressamente accettato tale trasferimento, prima che esso fosse disposto, come trasferimento a domanda, tanto più che il ricorrente non era stato chiamato a svolgere presso la nuova sede di servizio mansioni e/o funzioni diverse da quelle espletate nella sede di provenienza. L'appellato ha decisamente contestato i motivi di gravame sollevati dall'amministrazione sottolineando che il trasferimento era stato disposto per soddisfare esclusivamente esigenze dell'amministrazione, ed ha, pertanto, concluso per il rigetto dell'avverso gravame. Per il collegio, l'appello è fondato e deve essere accolto. Giova al riguardo rilevare - è detto nella motivazione della sentenza in esame - che, sebbene secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, il discrimine tra trasferimento d'ufficio e trasferimento a domanda va rintracciato nel diverso rapporto che intercorre nelle due ipotesi tra interesse pubblico ed interesse personale, nel senso che, nel primo caso, il trasferimento è reputato indispensabile per la migliore realizzazione dell'interesse pubblico, mentre, nel secondo caso, è solo riconosciuto compatibile con le esigenze amministrative, essendo irrilevante la circostanza che l'interessato abbia dichiarato la propria disponibilità ex pluribus, CdS, Sezione quarta, 15 giugno 2004 . Tuttavia, ad avviso della Sezione, ai fini della corretta qualificazione in concreto di un determinato movimento di un dipendente pubblico, come trasferimento d'ufficio ovvero a domanda, deve aversi riguardo alle specifiche modalità con cui esso è avvenuto ciò perché, proprio come si ricava dal ricordato indirizzo giurisprudenziale, l'interesse pubblico alla efficiente ed adeguata ripartizione e assegnazione del personale ai vari uffici e servizi è comunque presente in entrambi i tipi di trasferimenti quantunque, in quello a domanda, esso costituisca il limite esterno dell'interesse privato del dipendente Per i giudici di Palazzo Spada, nel caso di specie, pur non potendo dubitarsi che l'Amministrazione ha inteso attivare le opportune procedure per sopperire a proprie specifiche esigenze di servizio, è altrettanto indiscutibile che il personale interessato a tale movimento, tra cui l'appellato, è stato reso evidentemente consapevole che si sarebbe trattato di un trasferimento a domanda, tale essendo qualificato nel radiomessaggio del 20 luglio 1998 n. 79429. Per il collegio, la dichiarazione di gradimento dell'interessato, e cioè l'accettazione del trasferimento in questione come a domanda dichiarazione libera e spontanea, profilo questo giammai contestato , costituiva, peraltro, l'espressa condizione cui era subordinata l'efficacia del trasferimento stesso nulla impediva all'interessato di rifiutare il gradimento e di rinunciare al trasferimento . In presenza di tale inequivoca documentazione, il trasferimento disposto nei confronti del finanziere non può essere considerato d'ufficio, in quanto non si è in presenza di una generica dichiarazione di disponibilità al trasferimento, bensì della sua accettazione quale movimento a domanda, con tutte le relative conseguenza anche di carattere economico. Né - per i giudici amministrativi -, ha alcun autonomo rilievo la circostanza che con il predetto trasferimento l'Amministrazione ha perseguito un interesse proprio attivando le procedure di reperimento del personale con la richiesta di espresso gradimento al trasferimento a domanda, essa ha inteso far coincidere, nel pieno rispetto dei principi di legalità, buon andamento ed imparzialità che devono guidare l'azione amministrativa, l'interesse privato con quello pubblico, senza che quest'ultimo in concreto possa considerarsi prevalente ciò trova conferma nel fatto che l'interessato avrebbero potuto anche negare il gradimento e rinunciare al trasferimento. Sulla base di tali osservazioni, il Consiglio di Stato ha deciso nel senso sopra detto. Nella pubblica amministrazione i trasferimenti d'ufficio sono una rarità, dettati solitamente da ragioni tecniche organizzative, di cui all'articolo 2103 Cc, alla luce dell'articolo 97 Costituzione, che contempla i principi di buon andamento ed imparzialità dell'amministrazione. La mobilità nel pubblico impiego avviene, di regola, sempre a domanda, con procedure paraconcorsuali tra gli aspiranti al posto, in occasione dei cosiddetti interpelli che ogni singola amministrazione, spesso in conformità ad accordi sindacali, dirama prima di procedere a nuove assunzioni. A ben vedere, quindi, sono molto limitati i casi in cui il pubblico dipendente possa pretendere benefici economici, a seguito di trasferimento ad altra sede.

Consiglio di Stato - Sezione quarta - decisione 28 ottobre-20 dicembre 2005, n. 7266 Presidente ed estensore Saltelli Ricorrente ministero dell'Economia e delle finanze Fatto Con la sentenza 937/03, il Tar del Lazio, Sezione seconda, accogliendo il ricorso proposto dal finanziere Domenico Sibillo, trasferito dalla Legione Allievi della Guardia di Finanza - Comando III Battaglione - Scuola Allievi Finanzieri di Mondovì al Comando Legione Allievi della Guardia di Finanza di Lido di OstiaCentro Addestramento Polifunzionale di Castelporziano, dichiarava il diritto dell'interessato ad ottenere la corresponsione dell'indennità prevista dall'articolo 1 della legge 100/87, senza rivalutazione monetaria, ma con interessi legali, in quanto, nel caso di specie, si versava in ipotesi di trasferimento d'ufficio, disposto per sopperire a specifiche esigenze dell'Amministrazione, a nulla rilevando il gradimento espresso dagli interessati. Il ministero dell'Economia e delle Finanze Comando Generale della Guardia di Finanza , con atto di appello notificato il 22 maggio 2003, ha chiesto la riforma di detta statuizione, osservando che, contrariamente a quanto frettolosamente ritenuto dai primi giudici, si era in presenza di un trasferimento a domanda e non d'autorità, avendo l'interessato espressamente accettato tale trasferimento, prima che esso fosse disposto, come trasferimento a domanda, tanto più che il ricorrente non era stato chiamato a svolgere presso la nuova sede di servizio mansioni e/o funzioni diverse da quelle espletate nella sede di provenienza. L'appellato, ritualmente costituitosi in giudizio, ha decisamente contestato i motivi di gravame sollevati dall'amministrazioni, richiamando la puntuale documentazione acquisita in primo grado dalla quale, a suo avviso, si ricavava, senz'alcun ombra di dubbio, che il trasferimento era stato disposto per soddisfare esclusivamente esigenze dell'amministrazione, ed ha pertanto concluso per il rigetto dell'avverso gravame. Con ordinanza 3439/03 questa Sezione ha respinto l'istanza incidentale di sospensione della sentenza impugnata. Diritto L'appello è fondato e deve essere accolto. Giova al riguardo rilevare che, sebbene secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, il discrimine tra trasferimento d'ufficio e trasferimento a domanda va rintracciato nel diverso rapporto che intercorre nelle due ipotesi tra interesse pubblico ed interesse personale, nel senso che nel primo caso il trasferimento è reputato indispensabile per la migliore realizzazione dell'interesse pubblico, mentre nel secondo caso è solo riconosciuto compatibile con le esigenze amministrative, essendo irrilevante la circostanza che l'interessato abbia dichiarato la propria disponibilità ex pluribus, CdS, Sezione quarta, 15 giugno 2004 , tuttavia, ad avviso della Sezione, ai fini della corretta qualificazione in concreto di un determinato movimento di un dipendente pubblico, come trasferimento d'ufficio ovvero a domanda, deve aversi riguardo alle specifiche modalità con cui esso è avvenuto ciò perché, proprio come si ricava dal ricordato indirizzo giurisprudenziale, l'interesse pubblico alla efficiente ed adeguata ripartizione e assegnazione del personale ai vari uffici e servizi è comunque presente in entrambi i tipi di trasferimenti quantunque, in quello a domanda, esso costituisca il limite esterno dell'interesse privato del dipendente Nel caso di specie, come risulta dalla documentazione versata in atti, pur non potendo dubitarsi che l'Amministrazione ha inteso attivare le opportune procedure per sopperire a proprie specifiche esigenze di servizio, è altrettanto indiscutibile che il personale interessato a tale movimento, tra cui l'appellato, è stato reso evidentemente consapevole che si sarebbe trattato di un trasferimento a domanda, tale essendo qualificato nel radiomessaggio del 20 luglio 1998 n. 79429. La dichiarazione di gradimento dell'interessato, e cioè l'accettazione del trasferimento in questione come a domanda dichiarazione libera e spontanea, profilo questo giammai contestato , costituiva peraltro la espressa condizione cui era subordinata l'efficacia del trasferimento stesso nulla impediva all'interessato di rifiutare il gradimento e di rinunciare al trasferimento . In presenza di tale inequivoca documentazione il trasferimento disposto nei confronti del finanziere Domenico Sibilllo non può essere considerato d'ufficio, in quanto non si è in presenza di una generica dichiarazione di disponibilità al trasferimento, bensì della sua accettazione quale movimento a domanda, con tutte le relative conseguenza anche di carattere economico. Né ha alcun autonomo rilievo la circostanza che con il predetto trasferimento l'Amministrazione ha perseguito un interesse proprio attivando le procedure di reperimento del personale con la richiesta di espresso gradimento al trasferimento a domanda, essa ha inteso far coincidere, nel pieno rispetto dei principi di legalità, buon andamento ed imparzialità che devono guidare l'azione amministrativa, l'interesse privato con quello pubblico, senza che quest'ultimo in concreto possa considerarsi prevalente ciò trova conferma nel fatto che l'interessato avrebbero potuto anche negare il gradimento e rinunciare al trasferimento. In conclusione, alla stregua delle osservazioni svolte, l'appello deve essere accolto e, per l'effetto, in riforma della impugnata sentenza, deve essere respinto il ricorso proposto in primo grado dal finanziere Domenico SIbillo. Sussistono tuttavia giusti motivi per disporre la compensazione delle spese di entrambi i gradi di giudizio. PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione quarta , definitivamente pronunciando sull'appello proposto dal ministero dell'Economia e delle Finanze - Comando Generale della Guardia di Finanza - avverso la sentenza 937/87 del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, Sezione seconda, lo accoglie e, per l'effetto, in riforma di quest'ultima, respinge il ricorso proposto in primo grado dal finanziere Domenico Sibillo. Dichiara interamente compensate le spese del doppio grado di giudizio. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'autorità amministrativa. ?? ?? ?? ?? 1 - 2 - N.R.G. 5687/2003 RL