La piena della devolution inonda anche la giustizia

Approvata la decima delega per l'attuazione del nuovo ordinamento giudiziario. Regolati i rapporti tra magistrati capo e dirigenti degli uffici. Giudizi positivi dai cancellieri

Delineate le competenze dei magistrati capo e dei dirigenti amministrativi degli uffici giudiziari, stabilito il decentramento del ministero e creati quattro supermanager. Con il decimo decreto delegato, approvato in prima lettura dal Consiglio dei ministri di venerdì scorso, il ministro della Giustizia Roberto Castelli ha chiuso la prima fase della delega rimangono infatti adesso solo le deleghe riguardanti le norme di coordinamento, da esercitare entro la fine di ottobre 2006, il Testo unico delle disposizioni legislative in materia di ordinamento giudiziario per riunire e coordinare tutta la materia e il relativo testo unico sulle disposizioni regolamentari. Tutte le deleghe. Il Parlamento dovrà adesso dare, entro sessanta giorni dalla data di trasmissione, il parere sui dieci decreti legislativi sino a questo momento licenziati da Palazzo Chigi. Quattro i provvedimenti approvati il 23 settembre scorso dal Consiglio dei ministri, riguardanti l'istituzione della Scuola superiore della magistratura, l'organico della Corte di cassazione, il consiglio direttivo della stessa e i consigli giudiziari ed infine gli incarichi direttivi giudicanti e requirenti vedi tra gli arretrati del 24 Settembre . Due le deleghe approvate il 5 ottobre, una sull'accesso in magistratura, la progressione economica e le funzioni dei magistrati e uno riguardante la pubblicità degli incarichi extragiudiziari arretrati del 6 ottobre . La riorganizzazione dell'Ufficio del Pm fu approvata il 14 ottobre arretrati del 15 ottobre , mentre il 21 fu la volta dell'elezione de Consiglio di presidenza della Corte dei conti e del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa. Il 28 ottobre fu approvata, sempre in prima lettura, la delega sugli illeciti disciplinari, le incompatibilità, la dispensa dal servizio e il trasferimento d'ufficio arretrati del 29 ottobre , mentre venerdì scorso, 18 novembre è stato licenziato il testo sul decentramento salvo intese per la definizione di dettagli tecnici con le amministrazioni concertanti e il coordinamento della Presidenza del consiglio, come già successe per gli illeciti . Come verrà attuato il decentramento. L'ultima delega approvata, strutturata in tredici articoli, regolamenta tre novità gia contenute nella legge 150/05 il rapporto tra il magistrato capo e il dirigente dell'ufficio, il decentramento del ministero e i cosiddetti supermanager per quattro Corti d'appello. I dirigenti dell'ufficio dovranno provvedere alla gestione delle risorse del personale amministrativo in coerenza con gli indirizzi con gli indirizzi del magistrato capo dell'ufficio e con il programma annuale . Nelle Corti d'appello di Roma, Milano, Napoli e Palermo verrà costituito l'ufficio del supermanager , ossia del direttore tecnico che si occuperà della gestione di tutti i servizi che non hanno carattere giurisdizionale. La delega stabilisce inoltre che entro e non oltre il 15 febbraio di ogni anno, il magistrato capo dell'ufficio e il dirigente amministrativo redigono, tenendo conto delle risorse disponibili e indicano le priorità, il programma delle attività da svolgersi nel corso dell'anno . In caso di inerzia, il ministro della Giustizia incarica il presidente della Corte d'appello del distretto competente, oppure provvede direttamente se l'inerzia è delle Corti d'appello o della Corte di cassazione. Con il provvedimento arriva pure il federalismo del ministero, dal momento che gli uffici di via Arenula verranno decentrati con l'istituzione di nuovi organi periferici, con le direzioni regionali e interregionali dell'organizzazione giudiziaria. Queste avranno competenze su personale e formazione, sistemi formativi automatizzati, risorse materiali, beni e servizi, statistiche e casellari giudiziari. Le direzioni interregionali saranno quattro Piemonte e Valle d'Aosta, Umbria e Marche, Abruzzo e Molise, Calabria e Basilicata. Ad essere decentrate saranno alcune direzioni attualmente sotto il Dipartimento degli affari di giustizia, dell'organizzazione giudiziaria e della giustizia minorile. Rimarranno competenze dell'amministrazione centrale il casellario giudiziario centrale, l'organizzazione del personale amministrativo da destinare alle singole regioni nel quadro delle dotazioni organiche esistenti, i bandi di concorso a livello nazionale, i provvedimenti di nomina e di prima assegnazione, salvo che per i concorsi regionali, il trasferimento del personale amministrativo tra le regioni, i provvedimenti in materia retributiva e pensionistica, i provvedimenti disciplinari superiori all'ammonimento e alla censura, infine i compiti di programmazione, indirizzo, coordinamento e controllo degli uffici periferici. La posizione dei Cancellieri. Era tempo che aspiravamo a questo ha affermato il presidente dell'Unione europea dei cancellieri, Gabriele Guarda riferendosi alla regolamentazione tra magistrato capo e dirigente, che sarà la prima norma ad entrare in vigore una volta approvato definitivamente il decreto delegato. Si tratterà adesso - ha continuato - di delineare meglio i contenuti, dando, ad esempio una adeguata formazione a noi dirigenti che, ad esempio, dovremo materialmente gestire i fondi degli uffici . Anche l'aspetto federalistico è visto con favore, ma la devolution della Giustizia, ha avvertito Guarda avrà un'applicazione più lunga, dal momento che viene previsto un regolamento da predisporre entro 180 giorni dall'entrata in vigore del decreto . In questa fase, infatti, si dovrà stabilire una diminuzione dei poteri degli uffici centrali, pensare al trasferimento di fondi, costituire uffici, il tutto, dice il decreto legislativo, utilizzando le strutture esistenti. Per attuare il decentramento il decreto prevede anche un aumento del personale di 160 unità tutte cose, ha sottolineato Guarda ancora da programmare . L'applicazione, insomma, potrebbe arrivare non prima di un anno e mezzo. E di decentramento, organizzazione e gestione dei servizi giudiziari si parlerà mercoledì prossimo a Bologna, durante una giornata di studio cui parteciperanno l'Associazione dirigenti della Giustizia, l'Associazione nazionale magistrati, l'Organismo unitario dell'avvocatura e l'Istituto di ricerca sui sistemi giudiziari del Cnr. Paola Alunni