Norma anti-Caselli, la maggioranza corre ai ripari

Bobbio An , che presentò la disposizione, chiede ora modifiche per il conferimento degli incarichi direttivi dei magistrati

Un emendamento per cancellare le brutture della norma AntiCaselli. Chi non ricorda l'emendamento presentato da Luigi Bobbio An alla riforma dell'ordinamento giudiziario che sbarrava la strada ai magistrati ultrasessantacinquenni per il conferimento di incarichi direttivi. DirittoeGiustizi@ i primi di luglio segnalava, con una prima stima, che i magistrati penalizzati dalla norma sarebbero stati più di cinquecento vedi tra gli arretrati del 5 luglio 2005 . Ora, dal momento che con l'approvazione definitiva, forse già il prossimo consiglio dei ministri, del decreto delegato sull'accesso e la progressione in carriera che rende effettiva la riforma, stabilendo la sua entrata a regime entro 90 giorni, lo stesso Bobbio è corso ai ripari, presentando un emendamento al decreto legge omnibus Dl 273/05, recante proroga termini , in discussione alla commissione Affari costituzionali del Senato, che cerca di sanare quelle storture, offrendo una scappatoia agli ultrasessantenni. L'emendamento presentato da Bobbio e dal presidente della commissione Giustizia, Antonino Caruso, riferito all'articolo 39 del ddl di conversione Ddl 3717/S riporta testualmente Gli appartenenti alle categorie di personale di cui all'articolo 1 della legge 19 febbraio 1981 n. 27 che, essendosi avvalsi della facoltà di cui all'articolo 16, comma 1bis, del decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 503, hanno ottenuto di rimanere in servizio fino al settantacinquesimo anno di età, possono ottenere il conferimento delle funzioni direttive di I e II grado se, alla data di vacanza del posto, non hanno superato il settantunesimo anno di età e di quelle direttive e direttive superiori, anche apicali, di legittimità se alla data di vacanza del posto, non hanno superato il settantaduesimo anno di età e sono in possesso dei requisiti per accedervi stabiliti dall'articolo 2, comma 1, lettera I, n. 1, 2, 3, 4 e 5 della legge 25 luglio 2005 n. 150 . Il decreto legge dovrà essere convertito prima dello scioglimento delle Camere e se l'emendamento dovesse essere approvato, il Csm dovrà rivedere di nuovo i criteri di conferimento. p.a.