Slitta a settembre il XXVIII congresso

Dopo una serie di divisioni, i legali ritrovano un accordo minimo su tempi e modalità per affrontare i nodi del sistema giustizia e del mondo forense

Il Congresso nazionale forense si terrà dal 21 al 25 settembre 2006. Lo slittamento della seconda parte del 28 Congresso, svoltosi in prima battuta a Milano dal 10 al 12 novembre 2005, è stato deciso durante l'incontro di sabato scorso, 29 aprile, tra i presidenti degli Ordini e i vertici del Consiglio nazionale forense. Dopo una fase convulsa caratterizzata da forti tensioni interne vedi tra gli arretrati del 5 e 6 aprile 2006 , l'Avvocatura ha ritrovato un minimo di compattezza stabilendo che l'assise nazionale si svolgerà come previsto a Roma ma slitterà a settembre e soprattutto si occuperà di ordinamento forense e sistema giustizia. Questi i punti fermi decisi sabato scorso, mentre per quanto riguarda i problemi interni legati alla rappresentanza e ai rapporti con l'Organismo unitario dell'avvocatura, il Consiglio nazionale forense vaglierà le due proposte avanzate durante l'incontro. Dall'unione triveneta dei Consigli dell'ordine degli avvocati è stato proposto un convegno sull'argomento il 9 e 10 giugno prossimi a Venezia, mentre dall'Ordine di Catania è stata avanzata l'idea di insediare una commissione di studio presso il Cnf per vagliare nuove regole di rappresentanza. I problemi interni, quindi, vengono allo stato accantonati per affrontare quella che viene definita una urgenza, ossia avanzare al nuovo Parlamento le esigenze degli avvocati italiani. È opportuno che in questa fase l'Avvocatura avanzi le sue proposte circa l'ordinamento forense ed in generale sui temi che riguardano il sistema giustizia , ha detto Francesco Greco, segretario dell'Ordine degli avvocati di Palermo. Un nuovo Parlamento ed un nuovo esecutivo si stanno insediando e l'Avvocatura non può restare a guardare, da qui la ritrovata coesione, anche se i problemi di rappresentanza restano. Resta infatti la necessità di ripensare le regole congressuali per far sì che tutte le componenti dell'avvocatura che non si riconoscono nell'Oua partecipino. Di questo, però, non si occuperà il Congresso, che sarà invece impegnato sui problemi più strettamente legati all'attività forense e dal quale dovranno uscire proposte concrete da affidare al nuovo legislatore. p.a.