Voto plebiscitario, qualche dubbio e ""ok"" governativo: l'avvocato Assumma al vertice Siae

L'assemblea societaria lo ha designato all'unanimità, le commissioni parlamentari hanno detto sì. Unico neo le potenziali incompatibilità sollevate dal Codacons. Alla nomina manca solo la firma del Capo dello Stato

Manca solo il decreto firmato dal Capo dello Stato, ma ormai è ufficiale. La nomina a presidente della Siae Società Italiana Autori ed Editori dell'avvocato Giorgio Assumma, proposta dal Presidente del Consiglio e dal Ministro per i Beni e le attività culturali è stata ratificata venerdì scorso a Palazzo Chigi dall'ultimo Consiglio dei ministri. La candidatura aveva ottenuto, dopo un primo nulla osta governativo, i pareri favorevoli della Settima commissione del Senato Istruzione, Beni culturali, Ricerca scientifica, Spettacolo e Sport e della Commissione Cultura della Camera. Un iter solo apparentemente scontato, nonostante il professor Assumma avesse ricevuto un'investitura corale dall'organismo che istituzionalmente tutela il diritto d'autore amministrando le opere di oltre settantamila aderenti. Nell'assemblea Siae del 20 settembre scorso, a Roma, l'avvocato Assumma era stato designato alla presidenza con un voto praticamente plebiscitario 50 voti su 51, una scheda nulla , ma non aveva celato vedere il suo intervento in quell'occasione, il cui testo è qui leggibile come documento correlato che qualche ostacolo potesse nuovamente frapporsi ad una nuova guida dell'organizzazione. Ed aveva anticipato che nessuna eventuale preclusione in grado di orientare i pareri delle commissioni parlamentari avrebbe sortito tuttavia l'effetto di vederlo recedere dall'idea di un impegno rigoroso per riconquistare il terreno perduto dalla Siae in un periodo di alterne vicende. I fatti hanno poi indicato, invece, come una strada ormai in discesa quella dell'avvocato Assumma verso i palazzi di viale della Letteratura. Sembrava in effetti anche archiviata la dura polemica suscitata dal Codacons che, evidenziando i rapporti professionali intrattenuti dal presidente Siae designato attraverso il proprio studio con numerosi e celebri artisti, case discografiche e istituzioni, ne sosteneva l'incompatibilità all'incarico auspicando, almeno, una rinuncia agli incarichi anche solo potenzialmente in conflitto con il ruolo in via di assunzione. Assumma, in effetti, aveva subito replicato annunciando che tale rinuncia era prevista e rilevando, egli stesso, che in tal modo si sarebbe eliminata ogni possibilità di ipotetico conflitto. Nel frattempo è arrivato il via libera delle commissioni parlamentari. Il Codacons, ritenendosi ancora insoddisfatto, ha annunciato un ricorso al Tar del Lazio chiedendo una verifica di compatibilità per l'esattezza se non sussista un conflitto di interessi sulla base dei rapporti finora intrattenuti dallo studio dell'avvocato Assumma , ma questa è storia recentissima sulla quale ovviamente non vi sono novità. Quanto al profilo del neo presidente, si tratta di personalità certamente ben nota. Nato a Civitavecchia nel 1935, Assumma è tra i più conosciuti studiosi e avvocati specializzati in diritto d'autore e dello spettacolo. Docente all'Università Statale di Roma III in Diritto dell'Editoria, insegna anche Diritto dell'Unione Europea all'Università romana Lumsa. È Presidente della Fondazione Internazionale Perseus-Studi Internazionali per le comunicazioni sociali che, in collaborazione con l'Università Cattolica di Milano, è sede di corsi di promozione per gli autori dell'Audiovisivo. È autore, insieme al professor Giuseppe Corasaniti, del Codice del Diritto e dello Spettacolo, edito dalla Cedam e da sempre si occupa di tali materie.

Siae - Società Italiana Autori ed Editori Intervento del Presidente designato Avv. Giorgio Assumma Assemblea Siae del 20 settembre 2005 Allora, cari amici, in occasioni come questa, in genere, secondo la prassi, l'eletto ringrazia gli elettori con un prologo molto ampolloso e talvolta eccessivo. Io invece voglio immediatamente aprire la mia anima e le mie speranze alla vostra considerazione e alla vostra valutazione, con franchezza e spero anche con chiarezza. Con questa franchezza vi dico che quando prima dell'estate alcuni rappresentanti delle vostre associazioni sono venuti per propormi e prospettarmi la possibilità di una mia candidatura a presidente della SIAE, io istintivamente nel mio cuore ho avuto una reazione categoricamente negativa, ho detto no. Perché? Perché ritenevo di essere arrivato ad un punto della mia vita in cui forse era necessario farsi un po' da parte per dedicarmi di più agli affetti familiari che ho trascurato, per completare degli studi umanistici che ho cominciato e non sono mai riuscito a portare a compimento, per stare più vicino ai miei giovani studenti delle due università dove, come qualcuno di voi sa, insegno due materie molto vicine alle vostre attività professionali ed imprenditoriali e cioè diritto della editoria e diritto della Unione Europea. Ma questo no categorico si è andato via via indebolendo e si è trasformato in un sì altrettanto categorico. Perché questo mutamento? Perché ho pensato alla SIAE del passato, ai grandi uomini, alle grandi battaglie che hanno portato l'Ente a primeggiare e a divenire un bene della collettività, di tutta la collettività nazionale, indipendentemente dalle qualifiche di autori, di editori, di produttori e questo patrimonio culturale, ho pensato, non si può improvvisamente gettare nel cestino dei rifiuti di un commissario straordinario o addirittura nel cestino dei rifiuti di un liquidatore perché in occasione dei vari incontri che abbiamo avuto con delle autorità istituzionali, si è anche pensato, si è anche parlato di una liquidazione definitiva, cioè della morte della SIAE, supportando questa possibilità con il fatto che la legge sul diritto d'autore che attribuisce l'esclusiva alla SIAE nella esazione e nella gestione dei proventi non è più in linea con i principi dell'Unione Europea, cosa non vera che dovremo però comunque contestare. Poi ho pensato alla SIAE di oggi, che dall'esterno viene vista come un teatrino della politica, a motivo di certi contrasti anche esagerati che si sono creati tra alcune categorie di soci e addirittura tra alcuni soci della stessa categoria. Ora il conflitto finché è confronto di idee e di opinioni è fondamentale per una vita democratica, ma non deve mai trascendere, non deve mai andare oltre certi limiti che il buon senso delinea precisamente e che la correttezza della vita associativa considera insuperabile. Il teatrino della politica facciamolo fare ai politici. Voi dovete invece con serietà, noi a questo punto, con serietà dobbiamo superare le discrasie e i contrasti con un senso di responsabilità. Durante gli incontri con alcune vostre categorie, io ho ricevuto pacchi di appunti, opinioni, suggerimenti e ne ho tratto leggendoli la sensazione anzi la certezza che i problemi sono tanti, ma veramente tanti, e sarà difficile risolverli tutti. Dovremo espungere da questo complesso di problemi le tematiche più immediate e più importanti. Ho pensato poi agli strali che sono venuti dall'esterno contro l'autonomia del potere decisionale di voi associati, che in qualsiasi forma associativa deve essere inviolabile siete voi che dovete decidere il destino della vostra Società, non è ammesso che persone estranee che non conoscono la vostra vita, che non conoscono le vostre aspirazioni, muniti di un voto, azzerino ciò che voi avete con tutta coscienza stabilito. Ho pensato poi alla SIAE del futuro prossimo di fronte alle nuove forme di creazione intellettuale e alle nuove tecnologie di riproduzione, di diffusione, di distribuzione delle opere intellettuali. Noi siamo arretrati, siamo arretrati come SIAE. Dobbiamo subito riconquistare il terreno perduto. Ecco perché il mio no si è trasformato in un sì altrettanto categorico. Ed io oggi sono qui tra voi per dirvi che mi impegnerò con determinazione e con fede per adempiere al mandato che mi avete oggi voluto concedere, procurandomi anche una emozione che porterò con me fino alla fine della mia vita. Io farò tutto quello che c'è da fare, commetterò degli errori, ma siate sicuri che non li commetterò mai per malafede, forse per leggerezza, forse per incompetenza. E voi dovete intervenire, mi dovete aiutare con le vostre censure, con le vostre critiche. E' questa la collaborazione che io chiedo, una collaborazione che così fatta si trasformerà anche in affetto, perché si vive anche di affetti. Oggi, quando qualcuno mi ha chiamato invitandomi a venire qui, ero all'Università, e sono stato accompagnato da un mio assistente il quale mi ricordava che oggi è il 20 settembre, è la ricorrenza della breccia di Porta Pia. Ora, comunque si voglia valutare questo episodio storico sotto un profilo ideologico, è stato, e non si può dire diversamente, un momento fondamentale per la unità del nostro paese. Senza esagerare, io spererei che oggi questo 20 settembre sia un momento importante per la vostra unità. Vi assicuro quindi che andrò dritto avanti senza scompormi e senza ritirarmi. Qualora avessi il sentore che le commissioni parlamentari esprimessero in via preconcetta un parere sfavorevole alla mia designazione, io non mi ritirerò, io andrò fino alla fine. Io voglio essere bocciato e voglio vedere quale sarà la motivazione di questa bocciatura. Con questo io voglio ricordare, esprimere i sensi della mia amicizia ai due presidenti designati in precedenza. Loro hanno fatto bene a ritirarsi perché evidentemente si trovavano in una posizione diversa dalla mia. Io rimarrò, vedremo che cosa succederà. Ecco, con questa promessa, con questo obbligo che assumo davanti a voi, io auguro alla SIAE di ritrovare la identità non dico perduta, ma certamente diminuita, offuscata.