L’evoluzione tecnologica cattura sempre più informazioni: ci sono aspetti positivi, ma bisogna rispettare la riservatezza

L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, con la Newsletter n. 372 del 19 aprile 2013, ha diffuso alcuni importanti provvedimenti. Apparecchi biometrici che vanno ben oltre la percezione della sola grafia, telecamere che vanno ben oltre la mera registrazione di immagini il sì del Garante, ma con l’imprescindibile rispetto della privacy. I dati sanitari devono essere sempre protetti ok al monitoraggio dei trapianti di tessuti e cellule, oscurati i siti dei Comuni con ordinanze di trattamenti sanitari obbligatori.

Con la Newsletter n. 372 del 19 aprile 2013, l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha reso noti alcuni provvedimenti presi tra il 31 gennaio ed il 21 marzo 2013. Firma biometrica in banca. Nei rapporti bancari l’identificazione certa e rigorosa dell'utenza è un importante fattore di sicurezza. Alcune banche hanno chiesto l’autorizzazione per dei nuovi progetti che rendano identificabili i propri clienti tramite una firma non più su carta, ma su un tablet elettronico grafometrico in grado di acquisire alcuni parametri biometrici della persona come il ritmo, la velocità, la pressione esercitata durante il movimento di firma. I dati registrati sono poi confrontati con quelli già memorizzati in precedenza al fine di consentire l'autenticazione informatica del cliente che l'ha apposta . Il Garante ne ha riscontrata l’effettiva utilità, ma ha raccomandato che le informazioni raccolte - dati biometrici che potrebbero anche consentire, tra l'altro, di risalire a eventuali patologie dell'utente che appone la firma - vengano usate esclusivamente per effettuare l'identificazione dell'utente . L’accesso a tale procedure non può essere in alcun modo previsto come obbligatorio. Telecamere intelligenti contro i vandali. Il Garante ha autorizzato il Comune di Bergamo ad installare alcune telecamere che rilevano quando un soggetto permanga per troppo tempo in un determinato spazio. Dopo 30 o 60 secondi, in base ai vari luoghi identificati, viene avvertita la polizia, che può così verificare i motivi della permanenza. La finalità è quella di evitare atti vandalici. L’Autorità ha evidenziato che tale sistema non comporta in concreto un pregiudizio rilevante per i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini, in quanto, nel rilevare la presenza prolungata degli interessati nell'area adiacente i monumenti e le sedi istituzionali, ha come unico effetto quello di richiamare l'attenzione dell'operatore di polizia addetto alla centrale operativa, al fine di favorire un tempestivo intervento . Il Comune deve però dare corretto avviso ai cittadini sulle modalità di funzionamento del nuovo sistema di rilevamento e deve avere cura di controllare adeguatamente l’acceso a tali registrazioni, che devono peraltro essere conservate per tempi limitati. Monitoraggio su trapianti di cellule e tessuti. Il Garante ha dato il via libera allo schema di accordo tra Stato e Regioni per la ricognizione a livello nazionale dei trapianti sperimentali di cellule e tessuti umani cornee, cute, valvole cardiache e dei nuovi medicinali per terapie avanzate . Infatti viene totalmente esclusa la raccolta di dati personali, mentre viene regolarmente perseguito lo scopo ricognitivo di raccolta di informazioni sul numero dei pazienti coinvolti, lo scopo del trattamento e le patologie curate, il numero delle reazioni o gli eventi avversi gravi . Per escludere il rischio di un’identificazione anche indiretta dei pazienti, in attesa dell’istituzione del registro nazionale, il Ministero della Salute fornisce due schede la prima viene compilata dalla struttura sanitaria e consegnata alla Regione, che nella seconda riepiloga i dati regionali. Le Regioni mandano poi le proprie schede al Ministero, attraverso un’apposita casella PEC. Oscurati i siti comunali, divulgatori di ordinanze di TSO. Il Garante ricorda, infine, che è vietato diffondere dati sanitari di cittadini sui siti web dei Comuni. Con un comunicato del 12 marzo 2013 aveva avvertito che vari Comuni sarebbero stati sanzionati per avere messo online sui propri siti istituzionali i provvedimenti ordinanti trattamenti sanitari obbligatori, con tutti i dati identificativi dei soggetti passivi, che andavano quindi rimossi. Dopo i primi dieci provvedimenti di divieto adottati nelle scorse settimane, il Garante per la privacy ha fatto oscurare dai siti web di altri sedici Comuni italiani, di piccola e media grandezza, i dati personali contenuti in alcune ordinanze con le quali i sindaci disponevano il trattamento sanitario obbligatorio per determinati cittadini.

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