Assunzioni bloccate e stipendi tagliati mettono al tappeto la magistratura

Parere critico del Csm sulla Finanziaria. Intanto il plenum trasferisce il procuratore aggiunto di Roma, Lapadura, per incompatibilità con figlia e genero avvocati e riassegna l'ex procuratore Cordova in Cassazione

Chiamato in causa dal Guardasigilli Clemente Mastella, il Consiglio superiore della magistratura non ha esitato a sparare a zero sugli articoli 57 e 64 della Finanziaria 2007. Con un parere votato all'unanimità in VI commissione e ieri sera dal plenum, che durante la discussione non ha mostrato la stessa concordia, i consiglieri dell'organo di autogoverno hanno spiegato che il blocco delle assunzioni con un turn over del 20 % sugli abbandoni dell'anno precedente nella pubblica amministrazione, contestualmente con il taglio del 50 % degli scatti biennali di progressione economica, metteranno al tappeto la categoria. In pericolo, secondo il documento redatto da Antonio Patrono Mi e Ciro Riviezzo Movimenti riuniti , l'indipendenza della magistratura per quanto riguarda il taglio degli stipendi, mentre in contrasto con la ragionevole durata dei processi e dell'obbligatorietà dell'azione penale le limitazioni nelle assunzioni il parere è leggibile tra i documenti correlati . La modifica rilevante dei meccanismi retributivi della magistratura - dice il parere - rischia di incidere pesantemente sui rapporti tra poteri dello Stato e sull'indipendenza della magistratura . Il trattamento retributivo inoltre, dice il testo, è mutato negli anni in attuazione dei valori costituzionali , come l'indipendenza. Infatti - si legge - l'indipendenza di un organo giurisdizionale si realizza anche mediante l'eliminazione delle interferenze interne, con l'apprestamento di garanzie sullo status dei suoi componenti, tra le quali rientra oltre alla progressione in carriera, anche il trattamento economico . Per questo motivo, la riduzione della retribuzione dei magistrati incide direttamente sull'indipendenza dell'ordine giudiziario e dei suoi singoli componenti . La norma della Finanziaria, però, è particolarmente deleteria soprattutto se la si legge alla luce degli specifici elementi di valutazione della produttività da agganciare alle retribuzioni stabiliti dalla riforma dell'ordinamento giudiziario approvata durante la scorsa legislatura. Secondo i consiglieri della VI commissione, inoltre, la norma sulla retribuzione non sarebbe neanche meramente finanziaria , dal momento che inciderebbe in misura quasi irrisoria sul contenimento della spesa pubblica, mentre è strutturale con riferimento alla carriera dei magistrati, e quindi direttamente inserita nella tematica dell'ordinamento giudiziario . Quindi la sede naturale non è certo opportuno che sia la legge Finanziaria . Preoccupa anche la limitazione nelle assunzioni, dal momento che l'organico della magistratura è già insufficiente e sarebbe ancora più inadeguato se non ci saranno nuove assunzioni per coprirne le vacanze. Seri risvolti ci saranno, secondo il Csm, sull'applicazione dei principi costituzionali della ragionevole durata dei processi e sull'obbligatorietà dell'azione penale visto che anche a presidio di questi valori sono poste le previsioni normative in tema di determinazione dell'organico della magistratura . Senza contare che il tutto sia avvenuto senza un serio preventivo confronto nelle sedi opportune. Cordova torni in magistratura. Trasferito per incompatibilità ambientale da Napoli, approdato come collaboratore presso la commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Mitrokhin, passato per alterne vicende di ricorsi e controricorsi, alla fine Agostino Cordova potrà tornare in magistratura. Ieri il Csm ha dato il via libera al suo ritorno in organico, dopo che era stato trasferito d'ufficio per incompatibilità dal precedente incarico di procuratore capo a Napoli per approdare come consigliere in Cassazione. Decisione questa che il magistrato male aveva digerito facendo ricorso alla giustizia amministrativa che però confermava la decisione dell'organo di autogoverno stabilendo che un procuratore non veniva degradato se diventa consigliere della Suprema corte sulla vicenda vedi tra gli arretrati del 13 ottobre 2004, 23 aprile 2004, 19 marzo 2004 . Senza mai approdare al Palazzaccio, Cordova era stato chiamato come collaboratore a tempo pieno presso la commissione parlamentare sul caso Mitrokhin, un incarico scaduto il 31 luglio 2006. Vista la scadenza, questa estate era stato proprio l'ex procuratore di Napoli a chiedere quale destinazione avrebbe avuto. Il Csm, in attesa che si concluda il concorso che lo vede tra i candidati in lizza alla presidenza di una sezione della Cassazione, ha stabilito che Cordova deve essere riassegnato all'ufficio di provenienza, ossia che gli vengano riassegnate le funzioni di consigliere della Cassazione . Il Procuratore Lapadura trasferito per incompatibilità. Il procuratore aggiunto di Roma, Pasquale Lapadura, dovrà abbandonare l'attività svolta finora. Lo ha deciso il plenum di palazzo dei Marescialli, stabilendo l'incompatibilità ambientale del magistrato. Infatti, sia la figlia che il genero di Lapadura svolgono l'attività di avvocato presso la Procura e il Tribunale di Roma. L'interessato, del resto ha ammesso i rapporti professionali intercorsi tra la figlia e dieci diversi sostituti procuratori della Repubblica di Roma e tra il genero e venti sostituti procuratori riporta il documento del Csm. Per i consiglieri di Palazzo dei marescialli, il fatto che Lapadura non rappresenti più l'accusa in udienza o che in 6-7 anni abbia partecipato a non oltre quattro atti istruttori è del tutto irrilevante. A segnalare il caso era stato il Procuratore Capo di Roma Giovanni Ferrara, sollecitando una verifica su una presunta situazione di incompatibilità. Secondo l'organo di autogoverno, la posizione del procuratore aggiunto e le funzioni di coordinamento assegnate a Lapadura costituiscono elementi sufficienti e ampiamente idonei a far risaltare la situazione e far sì che incida sulla credibilità interna ed esterna dell'azione dell'ufficio di appartenenza . p.a.

Consiglio superiore della magistratura Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, Legge Finanziaria 2007, limitatamente alle disposizioni di cui all'art. 57 co. 4 ed all'art. 64 Fascicolo 39/PA/2006 relatori Antonio Patrono e Ciro Riviezzo Parere approvato l'11 ottobre 2006 dalla VI commissione Con nota in data 3 ottobre 2006, il Ministro della Giustizia ha chiesto al Consiglio Superiore della Magistratura, ai sensi dell'art. 10 l. 24 marzo 1958, n. 195, di esprimere il proprio parere sul disegno di legge n. 1746/C - Legge Finanziaria 2007, limitatamente alle disposizioni di cui all'art. 57 comma 4 e all'art. 64. a l'articolo 57 comma 4 L'articolo 57 del disegno di legge n. 1746/C, al quarto comma, prevede che per gli anni 2008 e 2009 le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, ivi compresi i Corpi di polizia e omissis , possono procedere, per ciascun anno, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al venti per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell'anno precedente. Il limite di cui al presente comma si applica anche alle assunzioni dei segretari comunali e provinciali nonché al personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Le limitazioni di cui al presente comma non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette e a quelle connesse con la professionalizzazione delle Forze armate di cui alla legge 14 novembre 2000, n. 331, al decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, ed alla legge 23 agosto 2004, n. 226, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 25 . La norma sembra essere riferita anche all'assunzione di magistrati in virtù del riferimento al personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo n. 165/2001, che espressamente li contempla, e conferma di ciò può trarsi anche sia da un passaggio della relazione tecnica a corredo del disegno di legge nel quale la magistratura è indicata tra le categorie di personale ricomprese nella previsione, sia da un confronto con articoli corrispondenti presenti in precedenti leggi finanziarie in cui era prevista espressamente la non applicabilità ai magistrati dei limiti di assunzione. Ciò posto, la disposizione suscita serie perplessità in considerazione della situazione di crisi evidente dell'amministrazione della giustizia, che non potrà che essere accentuata dalla impossibilità di sostituire quantomeno tutti coloro che lasciano l'ordine giudiziario. Tali perplessità travalicano l'ambito della mera valutazione politica per sfiorare anche il rilievo costituzionale alla luce dell'incidenza negativa che la nuova previsione potrà svolgere sull'applicazione del principio della ragionevole durata del processo prevista dall'articolo 111 e del principio dell'obbligatorietà dell'azione penale previsto dall'articolo 112 della Costituzione. Anche a presidio di essi, infatti, sono poste le previsioni normative in tema di determinazione dell'organico della magistratura, che l'esperienza già dimostra essere insufficiente e che sarebbe reso ancora più inadeguato dalla limitazione di nuove assunzioni per coprirne le vacanze. Lo stesso ordine di ragioni impone di criticare severamente le limitazioni di assunzione anche del personale giudiziario, il cui livello di scopertura attuale è già eccessivo e non ammette ulteriori contrazioni, a pena di pregiudicare non solo la doverosa e da tutti auspicata ripresa di efficienza dell'amministrazione della giustizia, ma addirittura lo stesso mantenimento della già fallimentare situazione attuale. b l'articolo 64 1. L'art. 64 del disegno di legge n. 1746/C, al primo comma, prevede che in attesa di una specifica disciplina intesa alla revisione delle relative strutture retributive, finalizzata al superamento delle progressioni economiche articolate in automatismi stipendiali per anzianità nonché alla introduzione di specifici elementi di valutazione della produttività, per le categorie di personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che ancora fruiscono di progressioni stipendiali automatiche, a decorrere dal 1 gennaio 2007 la misura delle classi di stipendio e degli aumenti periodici biennali previsti dai rispettivi ordinamenti è ridotta del cinquanta per cento. La riduzione non opera per i ratei maturati al 31 dicembre 2006 . La disposizione, lungi dall'incidere su una parte marginale del trattamento economico della magistratura, è destinata nel tempo a ridurne notevolmente la retribuzione complessiva in virtù del meccanismo di calcolo previsto dalla legge 6 agosto 1984, n. 425, secondo il quale il cd. maturato economico delle classi e degli scatti conseguiti sulla base della sola anzianità di servizio contribuisce a formare lo stipendio iniziale relativo alla qualifica successiva, per cui lo stipendio del magistrato non è giuridicamente frazionabile in elementi retributivi stipendio iniziale di qualifica, classi, aumenti biennali autonomamente determinabili, ma costituisce un complesso unitario. 2. La carriera dei magistrati si sviluppa attraverso una serie di valutazioni non automatiche, ma soggette al vaglio del Consiglio Superiore della Magistratura su una serie di parametri. Le classi e gli aumenti biennali, su cui incide la riforma, hanno una funzione specifica, legata alla necessità di adeguare la retribuzione all'incedere del dato temporale tra una valutazione e l'altra, distanti nel tempo tra loro, essendo impossibile pensare a controlli di professionalità così ravvicinati. La determinazione dell'importo di tali scatti, inoltre, non svolge un effetto limitato alla loro corresponsione una volta maturati, ma, come si è detto, incide anche sulla determinazione degli stipendi iniziali di ogni nuova qualifica in virtù del meccanismo tecnico del cosiddetto trascinamento . Pertanto, proprio in virtù dei descritti meccanismi di calcolo di cui alla legge n. 425 del 1984, non è possibile incidere solo su una parte del trattamento retributivo, in quanto ne deriverebbe una modifica complessiva dell'intero sistema di retribuzione. 3. La struttura del trattamento retributivo della magistratura è mutata negli anni, a cominciare dalla l. 24 maggio 1951 n. 392, in ossequio ad una costante linea tendenziale di riforma tesa a superare il principio, proprio dell'ordinamento giudiziario fino ad allora vigente, secondo cui i magistrati erano distinti per gradi con equiparazione ai gradi gerarchici della pubblica amministrazione, in attuazione dei valori costituzionale scolpiti negli artt. 101 la soggezione dei giudici soltanto alla legge , 104 la magistratura costituisce un ordine autonomo ed indipendente da ogni altro potere dello stato , 107 i magistrati si distinguono tra loro solo per funzioni . Infatti, l'indipendenza di un organo giurisdizionale si realizza anche mediante l'eliminazione delle interferenze interne, con l'apprestamento di garanzie circa lo status dei componenti nelle sue varie articolazioni, concernenti, tra l'altro, oltre alla progressione in carriera, anche il trattamento economico Corte Costituzionale 16 gennaio 1978 n. 1 , evitando, tra l'altro che i magistrati siano soggetti a periodiche rivendicazioni nei confronti degli altri poteri dello Stato Corte Costituzionale 8 maggio 1990, n. 238 . Quindi, la riduzione della retribuzione dei magistrati incide direttamente sull'indipendenza dell'ordine giudiziario e dei suoi singoli componenti. Peraltro, occorre notare che la ratio della norma in esame non sembra tanto diretta al raggiungimento dell'obiettivo del contenimento della spesa pubblica su cui oltretutto inciderebbe in misura quasi irrisoria , che informa di sé gran parte del disegno di legge in esame, quanto piuttosto a quello di ristrutturare i meccanismi retributivi della magistratura, nel senso di premiare una pretesa produttività ed individuare per tale via la retribuzione adeguata. Tanto che il meccanismo non viene intaccato per quelle categorie, pur non contrattualizzate , che già godono di incentivi in tal senso. E' evidente, quindi, che si è in presenza non di una norma meramente finanziaria , ma di una norma invece strutturale con riferimento alla carriera dei magistrati, e quindi direttamente inserita nella tematica dell'ordinamento giudiziario la sua sede naturale non è certo opportuno che sia la legge finanziaria. 4. Del resto, la riserva contenuta nella norma proposta, che richiama l'esigenza di introduzione di specifici elementi di valutazione della produttività, quanto alla magistratura, sembra porre problemi di compatibilità con l'art. 107 della Costituzione, che stabilisce che i magistrati si distinguono tra loro solo per funzioni. Tale previsione, che non costituisce certo un privilegio per la categoria ma una garanzia per i cittadini direttamente collegata all'indipendenza, anche interna, della giurisdizione, si attua nel nostro ordinamento anche attraverso il meccanismo della onnicomprensività dello stipendio, della sua esclusività e della sostanziale impossibilità di integrazioni, anche in virtù degli assai rigorosi criteri di autorizzazione agli incarichi extragiudiziari che il Consiglio Superiore della Magistratura si è dato negli ultimi decenni. La eterogeneità delle funzioni svolte dai singoli magistrati pur appartenenti alla medesima qualifica e l'impossibilità di legare la retribuzione all'elemento temporale Corte Costituzionale n. 238 del 1990 cit. , impediscono di collegare anche solo qualche elemento retributivo a risultati di produttività dell'attività del giudice e del pubblico ministero, che sarebbero fuorvianti e rischierebbero di innescare pericolosi meccanismi di emulazione. Del resto, di ciò si è reso conto anche di recente il legislatore che, nel riformare la carriera funzionale dei magistrati pur sulla base di discutibili criteri di selezione, tuttavia ha conservato, ed anzi ha accentuato, la automaticità della progressione economica, ritenendo che proprio lo scollegamento tra la progressione funzionale e quella economica fosse garanzia di indipendenza e di miglior controllo della professionalità art. 51 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 150 . 5. Va anche osservato che una modifica rilevante dei meccanismi retributivi della magistratura da parte del potere legislativo, svincolata da una riflessione complessiva sulla struttura degli stipendi dei magistrati, senza un serio preventivo confronto nelle sedi opportune e costretta negli ambiti oggettivamente ristretti della discussione parlamentare su una normativa così complessa ed eterogenea come la legge finanziaria, rischia di incidere pesantemente sui rapporti tra i poteri dello Stato e sull'indipendenza della magistratura, vanificando del tutto l'interesse alla tutela da ogni interferenza che è alla base del carattere normativo, e non negoziale, delle modalità di determinazione della retribuzione dei magistrati. 6. Infine non può l'organo di governo autonomo della magistratura non rimarcare che ogni decremento del livello retributivo incide pesantemente sulla possibilità di assicurare che l'accesso in magistratura, e quindi ad una funzione primaria negli equilibri di ogni Stato democratico, costituisca obiettivo ambito dai migliori giovani esperti in diritto, garantendo la più elevata qualità possibile dei futuri magistrati. A ciò si aggiunga che le conseguenze dell'effetto riduttivo della retribuzione complessiva che deriverebbe dal particolare meccanismo previsto dal disegno di legge si ripercuoterebbe negativamente soprattutto sui più giovani magistrati, a causa dell'effetto negativo, rispetto all'attuale situazione, derivante dall'incidenza di un minore importo retributivo complessivo al momento del passaggio alle nuove qualifiche, con il rischio concreto di possibile fughe dall'ordine giudiziario verso altre attività più remunerative .