Medici di base ed esami per odontoiatra, l'Authority chiede meno restrizioni

Suggerite modifiche ad un accordo della regione Toscana ed alla bozza di regolamento per il nuovo accesso alla professione dentistica

Con due pareri inviati recentemente e qui leggibili come documenti correlati l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha auspicato modifiche ad un Accordo relativo ai medici di medicina generale approvato dalla Giunta regionale della Toscana ed alla bozza di Regolamento adottata nell'ottobre dello scorso anno relativo agli esami di abilitazione all'esercizio della professione di odontoiatra. Nel primo caso l'Authority ritiene come aveva già fatto per quanto avvenuto in Calabria vedere anche nella sezione Arretrati nell'edizione del 5 novembre 2005 che le previsioni dell'Accordo controverso producano effetti negativi, sia ove si va ad incidere sul rapporto ottimale tra la presenza di medici di base e cittadini, sia sull'effetto che tale variazione provoca - nel caso specifico - riducendo il numero di medici di base attivi in un determinato ambito territoriale e limitandone quindi anche la scelta da parte dei cittadini. La Regione ha sostenuto che una delle finalità di tale disposizione sarebbe stata quella di creare la figura del medico di base a tempo pieno, ma l'Authority ritiene che tale finalità possa anche essere raggiunta senza adottare misure incidenti sull'accesso alla professione. Anzi, a detta dell'Antitrust, un più ampio numero di medici disponibili ad acquisire assistiti dal Servizio sanitario nazionale costituirebbe il più significativo incentivo per una migliore qualità del servizio erogato. Criticata, inoltre, con richiesta di modifiche, la sospensione di bandi per certune zone determinate con criteri di densità abitativa e di rapporti numerici tra medici e assistiti , in quanto tale previsione comporta palesemente effetti restrittivi nell'accesso alla libera professione di medico di base nella regione. Anche in questo caso l'Autorità non ritiene che le motivazioni addotte siano sufficienti e chiede una revisione che tenga invece conto dell'opportunità di consentire il più ampio accesso possibile alla professione di medico di medicina generale garantendo agli utenti del Ssn una scelta maggiore. Per quanto riguarda il regolamento per gli esami di abilitazione per odontoiatri, l'Antitrust rileva che per alcuni punti sussista una palese incompatibilità con i principi posti a tutela della concorrenza. Sotto tiro, ad esempio, è la previsione di un tirocinio di nove mesi quale condizione per l'accesso all'esame di abilitazione tirocinio da ripetere qualora non si superi l'esame entro due sessioni l'Authority rileva che la bozza non individua meccanismi di garanzia per l'accesso al tirocinio e ricorda che l'accesso alla facoltà di odontoiatria è già a numero chiuso senza contare che, ad oggi, l'obbligo del tirocinio non è previsto e che, nel caso dell'attività di medico chirurgo, questo periodo è in ogni caso fissato in tre mesi. Forme surretizie di restrizioni di tipo quantitativo - ricorda l'Antitrust - non devono essere utilizzate per restringere l'accesso alle professioni in ogni caso, ove si ritenesse indispensabile l'introduzione vincolante del tirocinio, tutti gli aspiranti professionisti dovrebbero essere messi in condizione di accedervi facilmente . La bozza di regolamento, infine, a parere dell'Autorità deve essere rivista anche per altri aspetti, compresa la parte relativa alle Commissioni giudicatrici per gli esami. Ora tocca ai ministri destinatari Salute e Università-Ricerca raccogliere le indicazioni fornite dall'Authority. m.c.

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Parere AS347 del 28 giugno - 5 luglio 2006 Accordo della regione toscana relativo ai medici di medicina generale, approvato con deliberazione della giunta regionale n. 1015 Nell'esercizio del potere di segnalazione di cui all'articolo 21 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato intende formulare alcune osservazioni in merito alle modalità di accesso alla professione di medico di medicina generale convenzionato con il sistema sanitario nazionale nella regione Toscana, disciplinate nella delibera della Giunta Regionale del 17 ottobre 2005, n. 1015 pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 45/ 2005 , di recepimento del pre-accordo collettivo regionale sulla medicina generale, emanato in attuazione dell'Accordo collettivo nazionale del 23 marzo 2005 di cui all'atto di intesa della Conferenza Stato-Regioni. Come noto, l'Accordo regionale suindicato prevede che, negli ambiti territoriali con più di 40.000 abitanti, il rapporto ottimale medico di base/cittadino è di 1 medico per 1.200 abitanti, invece che 1 medico per 1.000 cittadini come indicato dalla previgente normativa articolo 33, seconda parte . L'Accordo regionale, inoltre, prevede che, negli ambiti territoriali con meno di 40.000 abitanti, qualora vi sia un medico con meno di 300 pazienti e almeno altri due medici con meno di 1.500 pazienti in grado di acquisire nuovi pazienti fino al numero massimo di 1.500 cittadini , non viene bandita la procedura per colmare un'eventuale zona carente articolo 33, prima parte . Con riferimento alla prima previsione, l'Autorità sottolinea che l'incremento del rapporto ottimale medico di base/cittadini incide significativamente sulle possibilità di accesso alla libera professione di medico di base, in quanto determina la riduzione del numero di medici di base attivi in un dato ambito territoriale e limita, quindi, la scelta del medico di base da parte dei cittadini. L'Autorità ritiene che tale limitazione, alla luce degli elementi forniti dalla Regione Toscana e dalla Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati di seguito SISAC , non risulti indispensabile alla realizzazione della paventata finalità di creare la figura di medico di base a tempo pieno, essendo tale finalità raggiungibile attraverso previsioni che non incidono sull'accesso alla professione. Al riguardo l'Autorità sottolinea, peraltro, che l'esistenza di una concorrenza effettiva e potenziale tra medici di base nel medesimo ambito distrettuale, perseguibile soprattutto mediante un numero più ampio possibile di medici di base disponibili ad acquisire assistiti, costituisce il più importante incentivo per la fornitura di una maggiore qualità del servizio pubblico sanitario. Con riferimento alla seconda disposizione, concernente la sospensione dei bandi per le zone carenti negli ambiti territoriali con meno di 40.000 abitanti in presenza di un medico con meno di 300 pazienti e almeno altri due medici in grado di acquisire nuovi pazienti fino al numero massimo di 1.500 cittadini, l'Autorità - in linea con la segnalazione AS315 Modalità di Accesso alla professione di medico di medicina generale convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale nella Regione Calabria del 19 ottobre 2005 - ritiene che anche tale previsione comporti effetti restrittivi nell'accesso alla libera professione di medico di base in Toscana. Infatti, tale previsione, oltre a ledere gli interessi degli utenti del servizio sanitario pubblico, è in grado di ridurre ingiustificatamente il numero di medici di base convenzionati in un determinato ambito territoriale, costringendo i cittadini a rivolgersi a medici con un numero elevato di assistiti in luogo di medici con un numero minore di assistiti. Anche con riguardo a tale previsione l'Autorità sottolinea che, sulla base degli elementi forniti da SISAC e dalla Regione Toscana, non emergono motivazioni idonee a giustificare tale restrizione, quali obiettivi di efficienza organizzativa ovvero di contenimento della spesa pubblica. Sulla base delle suesposte considerazioni, l'Autorità, pertanto, auspica, considerate le esigenze generali, una modifica di entrambe le disposizioni esaminate, nell'ottica di consentire il più ampio accesso possibile alla libera professione di medico di medicina generale in Toscana e di garantire agli utenti del servizio sanitario nazionale un numero più ampio possibile di medici di base disponibili ad acquisire assistiti.

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Parere AS348 del 28 giugno - 7 luglio 2006 Bozza di regolamento sugli esami di abilitazione all'esercizio della professione di odontoiatra L'Autorità, nell'esercizio dei poteri di cui all'articolo 22 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, ritiene di dover svolgere alcune considerazioni in relazione ad una bozza di Regolamento adottata nell'ottobre 2005 dalla Commissione per la riforma degli esami di abilitazione alla professione di odontoiatra , istituita nel dicembre 2004 con decreto dell'allora Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e composta, tra gli altri, da rappresentanti dei Ministeri in indirizzo. In particolare, con il presente parere, l'Autorità intende rappresentare come l'ipotesi di riforma dell'esame di abilitazione alla professione di cui trattasi e dei requisiti necessari per accedere all'esame medesimo presenti profili di incompatibilità con i principi posti a tutela della concorrenza. Quanto ai requisiti di accesso, la bozza di Regolamento prescrive che per partecipare all'esame di abilitazione è necessario aver svolto un tirocinio della durata di 9 mesi, stabilendo, peraltro, che, laddove la prova scritta non sia superata entro due sessioni, l'aspirante odontoiatra, al fine di accedere ad un'ulteriore prova scritta, è tenuto a svolgere nuovamente il tirocinio. Si aggiunga che la bozza di Regolamento, benché preveda che le università assicurano ai laureati l'accesso al tirocinio , non individua alcun meccanismo atto a garantire che ai soggetti neolaureati in odontoiatria siano riconosciute pari opportunità di accesso alle attività di tirocinio, così da non rimettere ai singoli soggetti neolaureati l'onere di individuare la struttura disponibile ad accettare tirocinanti. Né l'articolato in esame contempla il diritto dei tirocinanti a ricevere compensi o rimborsi spese. Sul punto, si osserva che l'accesso alla facoltà di odontoiatria è già a numero chiuso e che, ad oggi, la partecipazione agli esami per accedere alla professione di odontoiatra non prevede l'obbligo del previo svolgimento di un tirocinio. E', inoltre, da rilevare che l'accesso all'attività di medicochirurgo richiede lo svolgimento di un tirocinio di soli 3 mesi. L'Autorità ha, in più occasioni, evidenziato che i requisiti di accesso alle professioni non dovrebbero essere tali da introdurre surrettizie restrizioni di tipo quantitativo11 [Segnalazione AS335 del 6 marzo 2006, In merito allo schema di d.p.r. recante disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di stato, ai sensi dell'articolo 1, comma 18, della legge 14 gennaio 1999, n. 4.] che, in particolare, non è giustificabile l'introduzione del tirocinio obbligatorio per lo svolgimento di attività l'accesso alle quali non era, fino a quel momento, subordinato al soddisfacimento di tale requisito che, comunque, ove si ritenga imprescindibile la frequenza del tirocinio, tutti gli aspiranti professionisti dovrebbero essere messi in condizione di accedervi facilmente22 [Segnalazione AS316 del 16 novembre 2005, Liberalizzazione dei servizi professionali.] che, in ogni caso, le attività di tirocinio non dovrebbero avere una durata eccessiva33 [Segnalazione AS163 del 5 febbraio 1999, Riordino delle professioni intellettuali.]. Sulla scorta di tali considerazioni, si ritiene, pertanto, che la bozza di Regolamento in esame, nella parte in cui introduce l'obbligo per gli aspiranti odontoiatri di svolgere un tirocinio della durata di nove mesi - prescrivendo, peraltro, l'obbligo di ripetere il tirocinio in caso di mancato superamento della prova scritta per due volte consecutive - si presti a procrastinare ingiustificatamente l'ingresso dei neolaureati in odontoiatria nel mondo del lavoro e, quindi, a restringere l'offerta dei servizi odontoiatrici. In merito alle previsioni volte a riformare l'esame di abilitazione, si rileva che la bozza di Regolamento, oltre a rendere più oneroso tale esame - introducendo una prova orale ad oggi non prevista -, attribuisce un ruolo determinante ai rappresentanti degli Ordini professionali nelle attività di valutazione dei candidati. In particolare, è prevista l'istituzione di una Commissione nazionale per la prova scritta incaricata di redigere i quesiti a risposta multipla per la prova scritta la bozza stabilisce che tale Commissione sia composta da otto membri che esercitino l'attività di odontoiatria e siano iscritti da almeno dieci anni al relativo Albo. Alla stregua della bozza in questione, inoltre, presso ogni ateneo indicato come sede d'esame, deve essere nominata una Commissione giudicatrice composta da non meno di quattro membri designati dalle Commissioni per gli iscritti all'Albo degli odontoiatri della Regione in cui ha sede l'ateneo nonché da un presidente docente universitario nominato dal Rettore dell'ateneo medesimo . In proposito, l'Autorità si è in più occasioni espressa sulla necessità di garantire la terzietà di chi contribuisce a stabilire il numero di coloro che sono ammessi ad entrare nel mercato e, quindi, sull'opportunità di limitare la presenza di rappresentanti degli Ordini nelle commissioni esaminatrici44 [Indagine conoscitiva IC15 del 9 0ttobre 1997, Settore degli Ordini e Collegi professionali, nonché segnalazione AS298 del 20 aprile 2005 relativa alle previsioni concernenti le libere professioni contenute nelle Disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale c.d. decreto competitività .]. Anche riguardo a tali aspetti del Regolamento, quindi, si ritiene che, al fine di salvaguardare il principio di imparzialità nelle procedure di accesso all'esercizio dell'attività di odontoiatra, occorrerebbe evitare che le attività di valutazione dei candidati siano svolte da professionisti concorrenti. In definitiva, l'Autorità auspica che le autorità competenti si determinino a non introdurre ulteriori ed ingiustificate restrizioni all'accesso alla professione di odontoiatra e, quindi, in tale ottica, a non dare seguito alla bozza di Regolamento in esame. Ove si ritenga comunque opportuno procedere ad una riforma della materia finalizzata a migliorare la formazione dei giovani odontoiatri, l'Autorità è dell'avviso che potrebbe valutarsi l'ipotesi di consentire lo svolgimento del tirocinio professionale nell'ambito dei corsi di studio universitari. In tal modo, verrebbero garantite paritarie condizioni di accesso alle attività di tirocinio e, nel contempo, sarebbe scongiurata l'eventualità che, una volta terminati gli studi universitari, gli aspiranti odontoiatri siano esposti al rischio di prestare la propria attività a titolo gratuito. L'Autorità auspica, pertanto, che le osservazioni svolte possano essere prese in considerazione nelle valutazioni che i Ministri indirizzo saranno chiamati a svolgere sulla materia.