Psicologi, al giudice ordinario le controversie sull'abilitazione

Accogliendo il ricorso di via Arenula i giudici ricordano le decisioni delle Sezioni unite della Cassazione. E ribadiscono che la tutela in questione attiene a posizioni di diritto soggettivo dell'interessato

Abilitazione alla professione di psicologo, spetta al giudice ordinario decidere sulle relative controversie. A chiarirlo è stata la quarta sezione del Consiglio di Stato con la decisione 6953/06 depositata lo scorso 28 novembre e qui leggibile nei documenti correlati . Palazzo Spada ha accolto il ricorso del ministero della Giustizia che sosteneva il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo nelle controversie che riguardano il conseguimento dell'abilitazione all'esercizio della professione di psicologo. I giudici di piazza Capo di Ferro hanno ricordato che, malgrado l'orientamento della giurisprudenza amministrativa sia sostanzialmente favorevole a far rientrare nella giurisdizione del Ga anche le controversie che riguardano tale abilitazione, non si può dimenticare che le Sezioni unite della Cassazione nelle sentenze 5803/95 e 5890/97 hanno rivendicato la propria competenza nei giudizi relativi all'iscrizione all'albo degli psicologi. Piazza Cavour, del resto, ha ritenuto che la tutela giurisdizionale delle ragioni di colui che chieda l'ammissione alla sessione speciale dell'esame di Stato per titoli per l'iscrizione all'albo degli psicologi spetta, anche in via d'urgenza, al giudice ordinario, essendo l'indicata tutela attinente a posizioni di diritto soggettivo dell'interessato . In effetti, non è configurabile, secondo i giudici di legittimità, alcuna discrezionalità dell'amministrazione in ordine all'accertamento dei requisiti e delle condizioni di ammissione al descritto concorso . Ne deriva quindi, hanno concluso i consiglieri di Stato, la competenza è del giudice ordinario. cri.cap

Consiglio di Stato - Sezione quarta - decisione 31 ottobre-28 novembre 2006, n. 6953 Presidente ed estensore Saltelli Ricorrente ministero di Grazia e giustizia Fatto Con la sentenza 4051/99 il Tar per il Lazio, Sezione prima, respinta l'eccezione di difetto di giurisdizione sollevata dall'intimata amministrazione statale, accoglieva il ricorso proposto dalla dott. Nicoletta Romita e annullava il provvedimento del 22 gennaio 1992 con cui la Commissione esaminatrice ex articolo 33 della legge 56/1989 aveva respinto l'istanza dell'interessata intesa ad ottenere l'abilitazione all'esercizio della professione di psicologo, non essendo stato provato lo svolgimento del biennio di attività in ambito psicologico la certificazione prodotta essendo relativa ad attività di insegnamento scolastico . Ad avviso dell'adito tribunale, l'amministrazione non aveva tenuto conto che l'interessata possedeva i titoli di cui all'articolo 33, lettera d della legge 56/1989. Il ministero di Grazia e Giustizia con atto di appello notificato il 15 gennaio 2001 chiedeva la riforma della predetta statuizione, deducendo il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo nella materia de qua e rivendicando la legittimità del provvedimento perché, ai fini della fattispecie di cui alla lettera d , dell'articolo 33 della legge 56/1989, il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento non poteva essere assimilato al conseguimento della idoneità ad un posto di psicologia a seguito di pubblico concorso. L'appellata ha resistito al gravame, deducendone l'inammissibilità e l'infondatezza. Diritto La controversia portata all'esame della Sezione, relativa alla legittimità del provvedimento di rigetto dell'istanza della dott. Nicoletta Romita ad ottenere l'abilitazione all'esercizio della professione di psicologo ai sensi dall'articolo 33, lettera d , della legge 56/1989, non appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo. Benché sulla questione si era formato un orientamento della giurisprudenza amministrativa sostanzialmente favorevole a far rientrare nella giurisdizione del giudice amministrativo la controversia de qua CdS, Sezione quarta, 1299/96 324/96 1212/97 976/98 393/98 235/98 319/01, secondo cui sussisteva la giurisdizione amministrativa, comportando la fattispecie la soluzione di una questione di discrezionalità tecnica e non di accertamento tecnico , orientamento che aveva trovato autorevole conferma nella decisione dell'Ap 18/1999 che su rimessione della questione da parte della IV Sezione aveva giustificato la sussistenza della giurisdizione amministrativa in ragione della prevalenza dei profili di interesse pubblico a tutela di interessi della collettività, rispetto ai quali la tutela offerta dall'ordinamento alla pretesa del privato ad esercitare la professione doveva considerarsi mediata e riflessa, così anche C.G.A., n. 638 del 2001 ed ancora decisioni 8212 e 8213/03 della quarta Sezione del Consiglio di Stato , la Sezione non può non rilevare che la Corte di cassazione, a Su, ha in più occasioni ribadito il proprio orientamento contrario alla giurisdizione in materia del giudice amministrativo, anche dopo la citata decisione dell'Adunanza plenaria Cassazione, Su 5803/95 e 5890/97 , secondo cui che la tutela giurisdizionale delle ragioni di colui che chieda l'ammissione alla sessione speciale dell'esame di Stato per titoli per l'iscrizione all'albo degli psicologi spetta, anche in via d'urgenza, al giudice ordinario, essendo l'indicata tutela attinente a posizioni di diritto soggettivo dell'interessato, non essendo configurabile alcuna discrezionalità dell'amministrazione in ordine all'accertamento dei requisiti e delle condizioni di ammissione al descritto concorso così, Cassazione, Su, 5502/04 . Peraltro, tale orientamento, seguito anche da talune decisioni di questa quarta Sezione 978, 989 e 2655/01 e della Sezione sesta 7596/03 , è stato ribadito nelle recentissime decisioni 4469/04, 3649/05 e 325/06, pure di questa Sezione. L'appello deve essere pertanto accolto e, per l'effetto, in riforma dell'impugnata sentenza, il ricorso proposto in primo grado deve essere dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione. Le oscillazioni giurisprudenziali verificatesi nella materia giustificano la compensazione delle spese di entrambi i gradi di giudizio. PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione quarta, definitivamente pronunciando sul ricorso in appello proposto dal ministero di Grazia e Giustizia avverso la sentenza del Tar per il Lazio Sezione prima , 4051/99, lo accoglie e, per l'effetto, in riforma della impugnata sentenza, dichiara inammissibile il ricorso proposto in primo grado dalla dott. Nicoletta Romita per difetto di giurisdizione. Dichiara compensate le spese di entrambi i gradi di giudizio. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa. 1 - 2 - N.R.G. 1426/2001 MA