Giudizio immediato, sulla domanda di patteggiamento decide il Gip

Per le Sezioni unite il ricorso al rito alternativo non sposta la pratica al giudice del dibattimento

Spetta al giudice delle indagini preliminari decidere sulla domanda di patteggiamento presentata dall'imputato, anche se ha già dato il via libera al giudizio immediato. Il ricorso a quest'ultimo rito alternativo, infatti, non fa spostare la pratica al giudice del dibattimento, ma farà retrocedere il processo alla fase dell'udienza preliminare attribuendo la competenza sulla richiesta di patteggiamento al Gip, a meno che siano decorsi i 15 giorni per la notifica e la domanda da parte dell'imputato di accedere al rito alternativo. Lo hanno affermato le Sezioni unite penali della Cassazione nell'informazione provvisoria n. 2 rilasciata, ieri, al termine dell'udienza in camera di consiglio tenuta presso l'Aula magna del Palazzaccio . L'importante contrasto giurisprudenziale, nato in questo caso dal conflitto di competenza tra due giudici friulani Gip e giudice del dibattimento , è stato definitivamente risolto dagli ermellini già nel 2005, infatti, il massimo Consesso si era trovato ad affrontare lo stesso quesito ma l'inammissibilità del ricorso ne aveva impedito la decisione. Ora la questione di diritto è stata risolta. Alla domanda del se sulla richiesta di applicazione della pena a norma dell'articolo 444 Cpp, ritualmente proposta dopo la notificazione del decreto che dispone il giudizio immediato, sia competente a decidere il giudice per le indagini preliminari o il giudice del dibattimento , le Sezioni unite hanno risposto attribuendo la competenza al Gip. Il deposito della sentenza chiarirà la scelta giurisprudenziale degli alti togati.

Cassazione - Sezione prima penale cc ordinanza 19-20 ottobre 2005, n. 38616 Presidente Silvestri - Relatore Piraccini Pg Palombarini - Ricorrente Tribunale di Gorizia Fatto e diritto Il Gip del Tribunale di Gorizia dichiarava la propria incompetenza funzionale a decidere sulla richiesta di applicazione della pena avanzata nei termini previsti dall'articolo 456 Cpp dall'imputato Bergamasco Stefano a seguito della notifica del decreto di giudizio immediato per il reato di omicidio colposo. Fondava tale decisione sull'assunto che la sentenza delle Su della Corte di cassazione del 25 gennaio 2005 n. 4498, avesse riconosciuto la competenza funzionale del giudice del dibattimento e rimetteva gli atti al Tribunale di Gorizia per la decisione sul patteggiamento alla stessa udienza già fissata per la celebrazione del giudizio immediato. Il Tribunale di Gorizia, ricevuti gli atti, declinava la propria competenza a provvedere, rilevando, da un lato, che la sentenza delle Su, citata dal Gip, non aveva risolto il conflitto, ma si era limitata a definire quel tipo di competenza come funzionale, senza indicare quale fosse il giudice competente, dall'altro che, una interpretazione sistematica delle norme che si occupavano della trasformazione del giudizio immediato in uno dei riti alternativi, privilegiava la competenza funzionale del Gip rilevava infatti che il Gip si spogliava del procedimento solo una volta decorso inutilmente il termine di 15 giorni, di cui all'articolo 458 comma 1 Cpp, individuato per la scelta del rito alternativo da parte dell'imputato e pertanto sollevava conflitto di competenza trasmettendo gli atti alla Corte di cassazione. Deve preliminarmente essere dichiarata l'ammissibilità del conflitto in quanto dal rifiuto di due giudici di conoscere il procedimento è nata una stasi processuale non inquadrabile nella previsione del secondo con una dell'articolo 28 Cpp, che regola preventivamente il contrasto tra Gip e Tribunale attribuendo prevalenza ope legis alla decisione di quest'ultimo, ma nella previsione del comma 1 in quanto la decisione del Tribunale potrebbe qualificarsi come atto abnorme stante la ritenuta necessità di disporre la regressione del procedimento alla fase delle indagini preliminari fuori dei casi previsti dalla legge. L'esistenza di un contrasto di giurisprudenza sul punto è stato in più occasioni evidenziato con relazioni dell'Ufficio del Massimario, e la medesima questione era stata sottoposta all'esame delle Su con ordinanza della Sezione seconda 1285/04, ric. Gioia e altro le Su, con sentenza 4419/05, dichiaravano inammissibile il ricorso, non risolvevano il contrasto e sul punto affermavano incidentalmente che la competenza del giudice investito dell'applicazione della pena su richiesta delle parti ai sensi dell'articolo 444 Cpp, dopo l'emissione del decreto che dispone il giudizio, ha natura funzionale. L'orientamento favorevole a riconoscere la competenza del giudice del dibattimento si è prevalentemente affermato prima della modifica legislativa introdotta dalla legge 479/99 cosiddetta legge Carotti all'articolo 446 Cpp con la quale si è . limitato l'accesso al rito del patteggiamento solo all'udienza preliminare e si fonda essenzialmente sul principio del giudice naturale secondo cui il Gip, una volta emesso il decreto che dispone il giudizio immediato, si spoglia del processo trasmettendolo al giudice del dibattimento e quindi non è più possibile una regressione alla fase dell'udienza preliminare Su 185584/90, rv 185584 Sezione terza 1345/91, ric. Nicolosi Sezione seconda 1766/95, rv. 187503 Sezione quarta 476/91, rv 188943 . Alcune decisioni hanno confermato questo orientamento anche dopo l'entrata in vigore della legge Carotti rilevando che ai sensi dell'articolo 448 Cpp il giudice deve immediatamente pronunciarsi sulla richiesta di patteggiamento e quindi in caso di giudizio immediato non può che essere quello del dibattimento, l'unico che può provvedere immediatamente, perché siede in udienza Sezione prima 6238/00, rv 218177 altra decisione ha rilevato che la competenza funzionale del giudice del dibattimento nel caso in esame discende dal comma 1 dell'articolo 448 Cpp che prevede la competenza del Gip a decidere il patteggiamento solo nel caso previsto dall'articolo 477 Cpp e cioè quando sono ancora in corso di svolgimento le indagini preliminari, mentre quando si è già instaurata la fase del giudizio competente è solo in giudice del dibattimento Sezione prima 8924/00, rv 218363 . L'orientamento favorevole a riconoscere la competenza del giudice delle indagini preliminari si è ha affermato dopo l'entrata in vigore della legge Carotti e si fonda essenzialmente sulla considerazione che il Gip non si spoglia del processo con l'emissione del decreto che dispone il giudizio immediato ma solo una volta decorsi i 15 giorni per la notifica e la richiesta da parte dell'imputato di accedere ad uno dei riti alternativi, tra i quali vi è il patteggiamento, in assoluta conformità con lo spirito della riforma che ha voluto identificare, il giudice dei riti alternativi nel Gip Sezione prima, 15045/01, rv 218296 Sezione prima 15721, rv 218758 Sezione seconda 1641/02, rv 221423 Sezione prima 9243/03, rv 224384 Sezione prima 42886/02, rv 222801 . In senso del tutto conforme si è da ultimo espressa Sezione prima 7065/05, rv 230888. Tanto premesso ritiene il collegio che la questione di diritto Se sulla richiesta di applicazione della pena a norma dell'articolo 444 Cpp ritualmente proposta dopo la notificazione del decreto che dispone il giudizio immediato, sia competente a decidere il giudice per le indagini preliminari o il giudice del dibattimento debba essere sottoposta all'esame delle Su ai sensi dell'articolo 618 Cpp poiché il contrasto non risultata composto ed è probabile che sia destinato a ripetersi. PQM Rimette il procedimento alle Su.