Giustizia, fisco e banche: le critiche dei cittadini

Lungaggini, disservizi e casi di veri e propri raggiri le segnalazioni raccolte nel rapporto 2005 presentato da Cittadinanzattiva

Dalle lungaggini del fisco a quelle della pubblica amministrazione, i cittadini italiani sono schiacciati dai disservizi mentre cresce la rassegnazione. Questo lo spaccato che emerge dal rapporto 2005 di Cittadinanzattiva, presentato venerdì scorso a Roma e frutto delle segnalazioni di oltre seimila cittadini arrivate a Pit servizi, il servizio di consulenza, informazione e tutela il documento è leggibile in formato pdf tra i correlati . Offriamo al nuovo Governo e al Parlamento - ha detto Giustino Trincia, vicepresidente di Cittadinanzattiva - un'agenda di lavoro con priorità e decine di proposte indicate dai cittadini. Riteniamo non più rinviabili quattro scelte di fondo l'effettiva liberalizzazione dei servizi, l'adeguamento e la semplificazione della pubblica amministrazione, il riconoscimento da parte delle istituzioni delle organizzazioni dei cittadini quale soggetto portatore di interessi collettivi, l'avvio di grandi opere in tema di trasporti ferroviari, energia rinnovabile, servizio idrico, gestione rifiuti ed edilizia scolastica . Al futuro legislatore si suggerisce, tra le altre cose, di abrogare la riforma dell'ordinamento giudiziario e la legge Cirielli, di riconoscere e sviluppare le nuove forme di tutela e di conciliazione previste da attuare e diffondere insieme con le organizzazioni civiche ma soprattutto di adottare con legge la Carta dei diritti del cittadino nella giustizia, con la possibilità per questo di verificarne l'attuazione. Per il secondo anno consecutivo è il settore bancario ad aggiudicarsi il primato del servizio peggiore reso ai cittadini, seguito dalle telecomunicazioni e dalla pubblica amministrazione. Lo spaccato che emerge dal rapporto non è edificante. Cresce nel 2005 la conflittualità tra banche e utenti per prodotti ambigui si tratta, secondo Cittadinanzattiva, di veri e propri raggiri, di investimenti ad alto rischio e contratti di finanziamento sottoscritti senza la leale volontà e consapevolezza del cittadino. Per quanto riguarda il fisco, le lamentele si riferiscono prevalentemente alle cartelle pazze per richieste di pagamenti non dovuti, mentre per i rimborsi Irpef nel 44 % dei casi si attendono dai 6 ai 10 anni, nel 31 % dei casi dai 10 anni ai 15, nel 20 % quasi cinque anni e solo nel 5 % i rimborsi arrivano dal primo al terzo anno delle richieste. Per quanto riguarda la giustizia sono numerose le richieste di chiarimento circa le competenze del giudice di pace, l'ammontare delle spese legali e le condizioni per poter usufruire del gratuito patrocinio. Numerose le lamentele sulla lunghezza dei tempi processuali e sulla sfiducia negli operatori della giustizia e al contempo crescono le richieste per conoscere le varie possibilità per risolvere le controversie in via stragiudiziale. Per uscire dal comune senso di insoddisfazione il rapporto chiude offrendo numerosi spunti di riflessione. Anziché parlare ad esempio di grandi opere, sarebbe meglio pensare a cinque grandi infrastrutture edifici scolastici sicuri, rete efficiente di trasporto, un sistema di impianti e tecnologie per la produzione di energia pulita e rinnovabile con conseguente risparmio energetico ed infine l'adeguamento del servizio idrico e un sistema adeguato per la gestione dei rifiuti e l'incentivazione della raccolta differenziata. Non servono interventi mastodontici, ma semplici opere volte a facilitare la vita del cittadino italiano. p.a.

Procuratori dei cittadini Diritti dei cittadini consumatori e servizi di pubblica utilità distanze, costi e cambiamenti VI Rapporto Pit servizi 21 aprile 2006