Il riflusso del proporzionale non risparmia il Csm

Avviato l'esame del provvedimento che cambia la legge 44/2002 per le elezioni del 2006. I componenti dell'organo di autogoverno salgono di nuovo a 30 e il maggioritario se ne va in soffitta. Tutti i limiti della riforma emersi nel corso di questi anni

A luglio del prossimo anno dovrà essere rinnovata la composizione del Consiglio superiore della magistratura e forse i magistrati andranno a scegliere i nuovi componenti con un nuovo sistema che si avvicina al vecchio proporzionale, ma soprattutto forse torneranno ad indicare trenta consiglieri e non i venti attuali. La commissione Giustizia del Senato, infatti, ha iniziato a discutere il progetto presentato da Luciano Magnalbò An lo scorso giugno vedi tra gli arretrati del 9 giugno 2005 e prima della fine legislatura potrebbero esserci i tempi per approvarlo definitivamente. In questi tre anni e mezzo, il nuovo sistema ha mostrato tutti i suoi limiti, ha ammesso in commissione anche il relatore al provvedimento Guido Ziccone FI . Concetto condiviso anche da altri esponenti della maggioranza, oltre che dall'opposizione che non può fare altro che dichiarare l'avevamo detto . Mentre la legge 44/2002 prevedeva un sistema maggioritario di elezione in tre collegi unici nazionali, con lo scopo dichiarato di togliere alle correnti dell'Anm potere di elezione e di assicurare maggiore rappresentatività, il nuovo testo ripropone un sistema elettorale di tipo proporzionale con tre collegi unici nazionali, di cui uno per l'elezione di quattro magistrati con funzioni di legittimità presso la Cassazione e la procura generale, uno per l'elezione di cinque magistrati del pubblico ministero presso gli uffici di merito e la Dna ed uno per l'elezione di undici magistrati con funzioni giudicanti presso gli uffici di merito. I limiti della legge 44/2002, del resto, si erano subito manifestati a Palazzo dei Marescialli componenti ridotti, commissioni cancellate e soprattutto rischio di mancanza del numero legale per pochi componenti. La magistratura in realtà lanciò da subito l'allarme funzionalità dell'organo di autogoverno visto il contenuto della riforma voluta dal ministro della Giustizia Roberto Castelli. L'allora presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Gennaro manifestò le sue perplessità al Parlamento vedi tra gli arretrati del 30 gennaio 2002 , mentre il vecchio Csm votò un parere molto critico sul disegno di legge definendolo addirittura punitivo per la magistratura arretrati dell'8 febbraio 2002 . La maggioranza andò avanti con il provvedimento dichiarando che la riforma, soprattutto per la parte riguardante il sistema elettorale garantiva una eleggibilità più equa perché libera dai sistemi correntizi. La legge fu licenziata a marzo arretrati del 28 marzo 2002 , mentre i decreti ministeriali furono approvati da Palazzo Chigi due settimane dopo arretrati del 18 aprile 2002 , permettendo ai magistrati a luglio dello stesso anno di scegliere la composizione - ridotta - del Csm con il nuovo sistema elettorale. Ma i limiti si mostrarono subito dopo l'estate quando Palazzo dei Marescialli si trovò a discutere la prima spinosissima delibera il parere sul disegno di legge Cirami sul legittimo sospetto. In quell'occasione, infatti, i laici della Cdl, non condividendo l'iniziativa del Csm, che si accingeva ad esprimersi su un disegno di legge di iniziativa parlamentare senza la necessaria richiesta del governo, fecero mancare il numero legale prima ancora del dibattito e, nonostante i - tanti - tentativi di mediazione, il Consiglio non riuscì neanche ad iniziare la discussione vedi tra gli arretrati del 25 settembre 2005 . Una situazione fotocopia rispetto a quella dell'autunno 2002 si è ripetuta da ultimo giovedì scorso, quando i laici della Cdl sono usciti dall'Aula Bachelet prima che il plenum iniziasse a discutere del parere sulla ex Cirielli Ddl Cirielli, arretrati dell'11 novembre 2005 . Nel corso di questi tre anni e mezzo la mancanza del numero legale è stata attuata e quando non lo è stata è stata perlomeno minacciata. Ma anche i lavori di commissione ne hanno risentito pratiche andate a rilento, tanto da far intervenire anche il Capo dello Stato e presidente del Csm, Carlo Azeglio Ciampi con un richiamo formale all'organo di autogoverno sui ritardi nell'assegnare incarichi direttivi arretrati del 24 febbraio 2005 . Visti i tempi della legge 44/2002, anche per il 2006 quindi vi sarebbe tutto il tempo per poter approvare la revisione prima delle nuove elezioni. Un ritorno al proporzionale, del resto non è inviso da una parte della magistratura, soprattutto da Magistratura indipendente che più di una volta ha chiesto una riforma del Consiglio. Da ultimo lo ha fatto il segretario di Mi, nonché segretario generale dell'Anm, Antonio Patrono, durante un intervista rilasciata a DirittoeGiustizi@ vedi tra gli arretrati del 18 ottobre 2005 . La legge elettorale che voleva essere maggioritaria ha prodotto gli effetti di un proporzionale inquinato, ha detto Patrono. Gli obiettivi dichiarati della legge 44, insomma, non sembrano essere stati centrati il Csm non è stato liberato dalle correnti e la riduzione del numero dei componenti ha avuto come unico effetto solo quello di far risparmiare qualche spicciolo alle casse dello Stato. Il tempo per la revisione ci sarebbe. p.a.