Pa, trasferimento certo se la moglie del dipendente frequenta persone poco raccomandabili

È legittimo il cambio di sede per incompatibilità ambientale di un impiegato dell'Ufficio Iva di Catania assolto in giudizio penale, ma reo di avere rapporti con la malavita

Rapporti di parentela con la malavita e affari con persone poco raccomandabili giustificano il trasferimento del dipendente per incompatibilità ambientale. A stabilirlo è stato il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana con la decisione 168/06 depositata lo scorso 18 aprile e qui leggibile nei documenti correlati. I giudici siciliani hanno accolto il ricorso del ministero delle Finanze che sin era visto annullare dal Tar Sicilia il provvedimento con cui aveva disposto il trasferimento di un dipendente dall'ufficio Iva di Catania a quello di Siracusa. Del resto, il giudizio di incompatibilità si riferiva non solo ad alcune vicende giudiziarie che avevano coinvolto direttamente il lavoratore ma anche a dei rapporti di parentela e di affari con ambienti discutibili. I giudici siciliani avevano sostenuto che il provvedimento del dicastero non fosse sorretto da adeguati e circostanziati riferimenti, poiché basato solo su generici sospetti. Ma non solo, il giudizio penale si era concluso per l'impiegato con l'assoluzione. Di diverso avviso il Consiglio di giustizia amministrativa per la regione siciliana. In effetti, a parte i non contestati rapporti di parentela del dipendente appartenenti ad ambienti malavitosi, non si può certo sottovalutare, hanno chiarito i giudici d'appello, la comunanza della moglie con elementi poco raccomandabili . Tuttavia, ha concluso il Consiglio di giustizia amministrativa, quello che conta nei procedimenti è la situazione di oggettiva incompatibilità in cui l'impiegato viene a trovarsi in un dato contesto sociale indipendentemente da qualsiasi comportamento illecito riferibile a titolo di colpa o dolo al soggetto interessato. cri.cap

Consiglio di giustizia amministrativa - Regione Sicilia - decisione 24 novembre 2005-18 aprile 2006, n. 168 Presidente Barbagallo - Estensore Salvia Ricorrente ministero delle Finanze Fatto Con la sentenza in epigrafe il Tar ha accolto il ricorso del dott. Ferlito contro il provvedimento del ministero delle Finanze che disponeva il trasferimento del medesimo dall'Ufficio Iva di Catania a quello di Siracusa. Il provvedimento di trasferimento si basava su un giudizio di incompatibilità ambientale formulato dall'Amministrazio-ne conseguente a talune vicende giudiziarie che avevano coinvolto direttamente il dott. Ferlito, nonché a taluni rapporti familiari e di affari con ambienti discutibili. Il Tar ha ritenuto il provvedimento di che trattasi viziato di eccesso di potere, in quanto non sorretto da adeguati e circostanziati riferimenti, ma basato essenzialmente su generici sospetti e apodittiche affermazioni. Confermerebbe soprattutto questa tesi la circostanza che il giudizio penale intentato nei confronti del Ferlito si è concluso con l'assoluzione. Il Ministero ha impugnato la sentenza, sostenendo in primo luogo la inammissibilità del ricorso originario non rilevata dal giudice di primo grado e in secondo luogo la piena legittimità del trasferimento. Diritto L'appello è da accogliere. Sembra anzitutto al Collegio che il provvedimento col quale l'Amministrazione ha disposto il trasferimento del sig. Ferlito dall'Ufficio Iva di Catania a quello di Siracusa non sia basato su elementi generici, ma su fatti ben precisi. A parte i non contestati rapporti di parentela del Ferlito con appartenenti ad ambienti malavitosi non ascrivibili ovviamente alla volontà del medesimo , assume certamente un notevole peso nella vicenda in esame la comunanza di affari della moglie del Ferlito con elementi non raccomandabili, attestata dalla intestazione alla medesima di una quota di una società immobiliare. L'insieme delle circostanze che ha dato luogo al trasferimento del dott. Ferlito sembra a questo Collegio più che sufficiente per confermare la legittimità del provvedimento in discussione, considerata soprattutto la circostanza che nei procedimenti di incompatibilità ambientale, più che i singoli comportamenti, assume soprattutto rilievo la situazione oggettiva di incompatibilità in cui l'impiegato viene a trovarsi in un dato contesto sociale indipendentemente da qualsivoglia comportamento illecito riferibile a titolo di colpa o dolo al soggetto interessato. La particolare delicatezza delle funzioni esercitate dal dott. Ferlito, quale addetto all'Ufficio Iva, sembra costituire un ulteriore elemento a favore della legittimità del trasferimento. Sussistono quindi le ragioni per l'accoglimento dell'appello e per ritenere assorbita la censura di inammissibilità del ricorso di primo grado, formulata dall'appellante. Ricorrono giusti motivi per la compensazione delle spese per entrambi i gradi di giudizio. PQM Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale, definitivamente pronunciando, accoglie l'appello in epigrafe e per l'effetto in riforma della sentenza di primo grado, respinge l'originario ricorso. Compensa tra le parti le spese di entrambi i gradi di giudizio. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'autorità amministrativa. 2