Penalisti contro Cdl e Unione

Dure critiche mosse ai programmi sulla giustizia presentati da entrambi gli schieramenti. Il centrodestra rischia di continuare a disfare le garanzie costituzionali il centrosinistra di attuare un progetto che sembra stilato dall'Anm

Per la prima volta gli avvocati penalisti hanno vestito i panni della pubblica accusa. Sotto processo sono finiti i programmi elettorali della Casa delle libertà, dell'Unione di Centrosinistra. Ettore Randazzo, presidente dell'Unione delle camere penali ha illustrato le prove a carico di ciascuno, mentre i difensori erano rappresentati da quattro avvocati Giuseppe Gargani per Forza Italia, Alessandro Battisti per la Margherita, Giuliano Pisapia per Rifondazione comunista ed Antonino Caruso per An. I fatti separati dalle intenzioni, i penalisti interrogano i rappresentanti delle forze politiche , con questo titolo si è svolto ieri l'incontro organizzato dall'Unione delle camere penali italiane e i rappresentanti delle forze politiche che sono stati chiamati a rispondere concretamente del futuro della giustizia italiana. I due programmi non ci piacciono e ci allarmano per diverse ragioni ha detto aprendo i lavori il presidente dell'Ucpi Randazzo che ha subito aperto l'elenco delle doglianze. Per quanto riguarda la Cdl c'è l'aggravante - ha detto il presidente Ucpi - di sapere già quanto è stato fatto in questi cinque anni il programma presentato è la prosecuzione di quello che è già stato fatto, o disfatto o non fatto, in questa legislatura . Al primo punto si fa un accostamento infelice, confondendo la giustizia con il territorio una confusione che in questa legislatura ha portato a leggi infami come la ex Cirielli . Ancora punti dolenti l'inasprimento delle pene per i piccoli reati, la certezza della pena forse l'articolo 27 della Costituzione, si è chiesto Randazzo, vale solo per i piccoli reati , senza contare l'atteggiamento nei confronti della magistratura. Un operato che deve essere stato davvero nefasto per le toghe se a dirlo sono anche i loro eterni nemici penalisti. Con la magistratura - ha detto infatti il presidente Ucpi - non si deve utilizzare la clava perché è un boomerang e avrà come conseguenza la reazione dell'intera società civile. Al giusto processo invece il programma dedica una sola riga avete attivato due commissioni ministeriali, quella presieduta da Antonio Dalia e quella da Carlo Nordio rispettivamente per la riforma del Codice di procedura penale e del Codice penale, ndr ma il loro operato è ancora atteso in Parlamento . Ce n'é anche per il Centrosinistra, che secondo Randazzo ha presentato sul tavolo delle carte truccate su tutto il programma dell'ex Ulivo incombe il programma dell'Associazione nazionale magistrati e i suoi diktat si fa cenno sospensione dell'efficacia della legge di riforma dell'ordinamento giudiziario che lede l'autonomia e l'indipendenza della magistratura senza citare la terzietà del giudice. Si parla di parità tra difesa e accusa senza dire come verrà attuata, così come si parla di Scuole forensi e di magistratura onoraria ma non si parla di quali riforme. Sul piano processuale poi non si dice nulla se non che verranno cancellate le leggi della Cdl . Accuse bipartisan, a destra e a sinistra quelle fatte ieri dal presidente dei penalisti al quale hanno risposto i quattro avvocati. Abbiamo avuto una stagione della giustizia atipica - ha esordito Battisti - per questo mi auguro che la prossima sia normale riconosco la genericità del nostro programma, una scelta mirata perché nel dettaglio è giusto che debba essere il Parlamento a decidere . Anche il presidente uscente della commissione Giustizia del Senato, Antonino Caruso, si è augurato che la prossima legislatura apra una stagione nuova non caratterizzata, come lo è stata questa, da una opposizione preconcetta . Per quanto riguarda il futuro, Caruso ha ricordato di essersi preso personalmente il compito di portare a compimento la riforma del Codice penale, ripartendo dai lavori delle tre commissioni ministeriali precedenti, ossia quelle presiedute da Giuliano Vassalli, Carlo Federico Grosso ed infine dello stesso Carlo Nordio. Secondo Giuseppe Gargani per uscire dalla stagione degli scontri occorre che magistratura e potere politico firmino un armistizio, mentre rispetto alle critiche mosse da Randazzo ha replicato con una boutade Dove hai preso quel programma -esordisce - non è il nostro, non mi riconosco in quello che hai letto, hai un virus nel computer, io avevo scritto un programma più ampio, quella è una sintesi sbagliata . E ancora, continuando nella sua rappresentazione Gargani ha detto che quando sarà ministro della Giustizia - perché vinceremo le elezioni - estenderà a tutti gli uffici la figura del manager e presenterà una riforma costituzionale per la separazione delle carriere, con due Csm e una sezione disciplinare di composizione diversa all'attuale ossia senza componenti eletti dalla stessa magistratura. Giuliano Pisapia ha riconosciuto che per far ripartire la stagione delle riforme condivise occorre ricercare il dialogo e cessare lo scontro continuo. Ecco perché il prossimo ministro della Giustizia - che non sarò io , ha sottolineato - dovrebbe organizzare subito una Conferenza programmatica nazionale in modo da individuare le posizioni condivise sia sulla materia penale che civile. Alle domande rivolte dal segretario Ucpi, Valerio Spigarelli su amnistia, giudice unico e applicazione della Pecorella, Gargani ha risposto che continuerà la sua battaglia per ripristinare la collegialità mentre Pisapia ha sottolineato che l'amnistia è nel programma dell'Unione, e anche per quanto riguarda la collegialità andrà affrontato nel rispetto delle priorità. Infine, alla domanda se il Centrosinistra cancellerà o meno la legge Pecorella sull'inappellabilità delle sentenze di proscioglimento, Pisapia ha ricordato che al momento della presentazione del programma la legge non era ancora stata presentata, attualmente è davanti alla Corte costituzionale e quindi comunque vadano le cose andrà rispettata innanzitutto la decisione della Consulta. p.a.