Dal convegno promosso dal CNF emergono ulteriori spunti per migliorare il sistema

Il Consiglio Nazionale Forense, in collaborazione con la Scuola superiore di studi avanzati dell’Università di Roma La Sapienza , ha organizzato il convegno Giustizia organizzazione istituzionale e costruzione teorica . All’incontro, che si è tenuto il 6 marzo 2013 presso l’ateneo romano, hanno partecipato il presidente del CNF, Guido Alpa, il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, e i vertici delle Corti nazionali. Molte le questioni affrontate, dall’ipotesi di una giustizia privatistica all’ampliamento delle ragioni d’intervento del CSM.

Necessario recuperare l’efficienza del sistema. Guido Alpa, sintetizzando gli spunti emersi dalle relazioni tenute nel corso dei lavori, ha sottolineato che la riforma forense promuove la giustizia diffusa a cura dei Consigli dell’Ordine e si fa carico della sempre maggiore qualificazione dell’Avvocatura anche per un più efficiente servizio giustizia CNF e Ordini hanno ora anche una potestà regolamentare per organizzare meglio l’assetto ordinamentale professionale. L’Avvocatura sa che il recupero dell’efficienza del sistema passa anche attraverso questa strada e ha già raccolto la sfida. Tutti gli operatori del diritto devono collaborare. Infine, Alpa ha preso atto che alcune preoccupazioni relative all’inefficacia degli interventi finora messi in campo, da sempre espresse dall’Avvocatura, oggi sono condivise anche da altri operatori del diritto a tal proposito, quindi, è più che mai necessaria una collaborazione reale il CNF, a detta del suo presidente, è pronto a fare la sua parte in termini di proposte concrete. Una giustizia privatistica ? Tra gli altri interventi, si segnala il contributo del Vice presidente della Corte Costituzionale, Luigi Mazzella, il quale è tornato sul tema dell’intermediazione, ricordando che essa è uno strumento valido e i suoi fattori critici possono essere emendati grazie a intermediazione preventiva e arbitrato si può immaginare un futuro privatistico della giustizia civile e amministrativa. Più poteri al CSM. Anche il vice presidente del CSM, Michele Vietti, ricordando il successo dell’Arbitro Bancario Finanziario istituito presso la Banca d’Italia, ha mostrato interesse per le ipotesi di tutela non giurisdizionale. Secondo Vietti, inoltre, vanno incrementate le ragioni di intervento del CSM, non soltanto per ciò che riguarda il diritto acquisito dell’ordinamento giudiziario. Il ruolo del CSM nel processo di produzione normativa, del resto, si è via via differenziato e qualificato lo dimostra il contributo apportato per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie legge n. 148/2011 , materia in cui il CSM è stato elevato addirittura al ruolo di terza Camera , dal momento che il parere da acquisire sugli schemi di decreto delegato è stato equiparato, sotto il profilo procedimentale, a quello di Camera e Senato.