Quelli che... non gli piace la prescrizione amica

Documento dell'Anm e appello dei professori universitari contro la ex Cirielli. Preoccupazione per gli effetti dirompenti della legge sull'estinzione dei reati

L'Associazione nazionale magistrati contro la riforma della prescrizione. All'indomani dall'approvazione del disegno di legge meglio noto come ex Cirielli o salva-Previti vedi tra gli arretrati del 28 luglio , la Giunta esecutiva centrale dell'Anm ha divulgato un duro documento contro il provvedimento. Il tormentato iter del disegno di legge - si legge nel testo - che riscrive la disciplina della prescrizione sta mettendo in luce le gravi incongruenze e le contraddizioni della normativa che si vuole introdurre. Le nuove regole - dirette a ridurre per la quasi totalità dei reati i termini di prescrizione -sono sganciate da ogni intervento di semplificazione e di accelerazione del processo penale ed avranno perciò solo l'effetto di moltiplicare il numero, già oggi elevatissimo, di processi penali che si chiudono con una dichiarazione di estinzione del reato con un immenso spreco di energie individuali e di risorse economiche e lasciando impuniti autori di gravi ed allarmanti reati, in contrasto con il dichiarato fine di tutela della sicurezza dei cittadini . Secondo il sindacato delle toghe il provvedimento opera pesantissimi interventi su processi in corso, alcuni dei quali giunti ormai alla fase conclusiva sottraendo al definitivo accertamento di responsabilità anche imputati già raggiunti da due conformi sentenze di condanna . Infine, dice l'Anm si introduce per la prima volta nel nostro ordinamento e in contrasto con la ratio dell'istituto della prescrizione, una differenziazione dei termini di prescrizione su base soggettiva, attraverso la previsione di termini via via crescenti per le diverse categorie di recidivi . Ma a pronunciarsi contro le nuove disposizioni sono stati anche i professori di diritto penale l'appello è leggibile tra i documenti correlati , secondo i quali se il provvedimento diventasse legge abolirebbe di fatto norme incriminatrici di gravissimi delitti, avrebbe sicuri effetti criminogeni e, sotto svariati profili, violerebbe il principio di equaglianza/ragionevolezza sancito dall'articolo 3 della Costituzione . Gia oggi, sostengono i docenti, l'estinzione dei reati per prescrizione è un'allarmante patologia del sistema penale italiano nel 1999 erano caduti in prescrizione circa 113 mila reati e nel corso degli anni a seguire si è registrato un crescendo impressionante passando a 123 mila nel 2001, 151 mila nel 2002 e 183 mila nel 2003, mentre le stime per il 2004 parlano di 210 mila reati prescritti. Oltre a contestare le scelte fatte dal legislatore rispetto alla prescrizione, gli accademici rilevano manifesti vizi di illegittimità costituzionale, per violazione del principio di ragionevolezza sancito dall'articolo 3 Cost. . Il primo e più macroscopico profilo di irragionevolezza - dice ancora l'appello - emerge dalla considerazione dei suoi effetti è irragionevole che il legislatore minacci cinque o sei anni di reclusione e al contempo garantisca a chi si accinge a delinquere che quella minaccia cadrà nel vuoto, perché il reato da lui commesso cadrà in prescrizione . Un altro profilo di irragionevolezza, proseguono i professori, risiede nella scelta di accomunare le cause di interruzione e i sospensione della prescrizione, disponendo che in nessun caso la sospensione e l'interruzione della prescrizione, anche congiuntamente considerate, possono comportare l'aumento di più di un quarto del tempo necessario a prescrivere. Per tutti questi motivi, i firmatari del documento esprimono la loro profonda preoccupazione per i dirompenti effetti che la progettata legge produrrebbe sulla convivenza civile e sul funzionamento della giustizia penale . Occorrerebbe invece, concludono i professori, riprendere la strada verso una riforma che sia in grado di arginare la grave patologia della prescrizione, riconsegnando al diritto penale la sua imprescindibile efficacia ed effettività.

Appello dei professori di diritto penale contro il disegno di legge in materia di prescrizione I sottoscritti, professori di diritto penale, richiamano l'attenzione sul Disegno di legge n. 3247, attualmente all'esame del Senato, che comporta l'abbreviazione dei tempi per la prescrizione di ampie classi di reati, segnalando che, se diventasse legge, abolirebbe di fatto norme incriminatrici di gravissimi delitti, avrebbe sicuri effetti criminogeni e, sotto svariati profili, violerebbe il principio di eguaglianza/ragionevolezza sancito dall'art. 3 Cost. Com'è noto, già oggi l'estinzione dei reati per prescrizione è un'allarmante patologia del sistema penale italiano. Nel 1999 erano caduti in prescrizione circa 113 mila reati con un crescendo impressionante si è passati a 123 mila nel 2001, 151.000 nel 2002, 183 mila nel 2003 secondo le previsioni ministeriali, si arriverà a 210.000 nel 2004. Tra i giuristi divergono le opinioni non sul bisogno di una cura, ma solo sulla scelta della cura più appropriata per arginare una così devastante patologia. Saremmo tornati a discutere sul 'che fare?' nel marzo e nell'ottobre di quest'anno, in occasione di congressi già programmati. Purtroppo oggi ci troviamo di fronte ad un progetto che, accelerando la prescrizione dei reati, si muove in senso diametralmente opposto a quello auspicato da tutti. Per effetto della approvazione della legge diventerebbero sostanzialmente inapplicabili norme incriminatrici di gravi reati. Delitti puniti con la reclusione sino a cinque o sei anni - come, ad esempio, la corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, l'usura, il furto in abitazione, l'omicidio colposo, gran parte dei reati di sfruttamento della prostituzione, dei reati tributari e del contrabbando legato alla criminalità organizzata - oggi si prescrivono in 15 anni in presenza di atti interruttivi in base al progetto si prescriverebbero invece in soli 7 anni e mezzo in presenza di atti interruttivi , incrementandosi a dismisura il numero dei reati destinati a morire per prescrizione. Un codice penale così riformato avrebbe addirittura un effetto criminogeno la consapevolezza dell'impunità per effetto della prescrizione si tradurrebbe in una sorta di istigazione a delinquere. Il disegno di legge, dunque, anziché curare il cancro della prescrizione, ne causerebbe la metastasi. Non solo. Il disegno di legge all'esame del Senato presenta nel suo complesso gravi e manifesti vizi di illegittimità costituzionale, per violazione del principio di ragionevolezza sancito dall'art. 3 Cost. vizi rilevabili già nella fase della promulgazione di una legge che recepisse i contenuti di quel progetto. Il primo, e più macroscopico, profilo di irragionevolezza del disegno di legge emerge dalla considerazione dei suoi effetti è irragionevole che il legislatore minacci cinque o sei anni di reclusione, e al contempo garantisca a chi si accinge a delinquere che quella minaccia cadrà nel vuoto, perché il reato da lui commesso cadrà in prescrizione. Un ulteriore profilo di irragionevolezza del disegno di legge risiede nella scelta di accomunare le cause di interruzione e di sospensione della prescrizione, disponendo che in nessun caso la sospensione e l'interruzione della prescrizione, anche congiuntamente considerate, possono comportare l'aumento di più di un quarto del tempo necessario a prescrivere art. 6 n. 5 . L'irragionevolezza è manifesta, poiché l'interruzione e la sospensione rispondono a logiche del tutto diverse l'interruzione è espressione del perdurante interesse dell'autorità giudiziaria a reprimere il reato la sospensione, all'opposto, è espressione della forzata inattività dell'autorità giudiziaria, che per poter compiere ulteriori atti processuali deve attendere determinazioni o provvedimenti di altre autorità o il venir meno di impedimenti delle parti o dei loro difensori. I firmatari di questo documento esprimono, in conclusione, la loro profonda preoccupazione per i dirompenti effetti che la progettata legge produrrebbe sulla convivenza civile e sul funzionamento della giustizia penale. Nel contempo riaffermano il proposito di riprendere la strada verso una riforma che sia in grado di arginare la grave patologia della prescrizione, riconsegnando al diritto penale la sua imprescindibile efficacia ed effettività. GIULIANO VASSALLI professore emerito Univ. Roma 'La Sapienza' ALBERTO CRESPI professore emerito Univ. Milano Statale CESARE PEDRAZZI professore emerito Univ. Milano Bocconi GIORGIO MARINUCCI Univ. Milano Statale FEDERICO STELLA Univ. Milano Cattolica FERRANDO MANTOVANI Univ. Firenze ALBERTO ALESSANDRI Univ. Milano Bocconi FRANCESCO ANGIONI Univ. Sassari GIULIANO BALBI Univ. Napoli II ARMANDO BARTULLI Univ. Milano Cattolica ALESSANDRO BERNARDI Univ. Ferrara MARTA BERTOLINO Univ. Milano Bicocca DAVID BRUNELLI Univ. Perugia MAURO CATENACCI Univ. Teramo STEFANO CANESTRARI Univ. Bologna GIOVANNI COCCO Univ. Cagliari GENNARO VITTORIO DE FRANCESCO Univ. Napoli II GIOVANNANGELO DE FRANCESCO Univ. Pisa MARIAVALERIA DEL TUFO Univ. Napoli Suor Orsola Benincasa CRISTINA DE MAGLIE Univ. Pavia GIANCARLO DE VERO Univ. Messina EMILIO DOLCINI Univ. Milano Statale LUCIANO EUSEBI Univ. Cattolica Piacenza GIOVANNI FIANDACA Univ. Palermo CARLO FIORE Univ. Napoli Federico II GIOVANNI FLORA Univ. Firenze LUIGI FOFFANI Univ. Trento LUIGI FORNARI Univ. Catanzaro GABRIELE FORNASARI Univ. Trento GABRIO FORTI Univ. Milano Cattolica SERGIO MOCCIA Univ. Napoli Federico II VITO MORMANDO Univ. Bari FRANCESCO PALAZZO Univ. Firenze CARLENRICO PALIERO Univ. Milano Statale MICHELE PAPA Univ. Firenze MARCO PELISSERO Univ. Alessandria CARLO PIERGALLINI Univ. Macerata PAOLO PISA Univ. Genova SALVATORE PROSDOCIMI Univ. Brescia DOMENICO PULITANO' Univ. Milano Bicocca MARIO ROMANO Univ. Milano Cattolica SERGIO SEMINARA Univ. Pavia PLACIDO SIRACUSANO Univ. Messina GIUSEPPE SPAGNOLO Univ. Bari FRANCESCO VIGANO' Univ. Milano Statale SERGIO VINCIGUERRA Univ. Torino MARIO ZANCHETTI Univ. Castellanza GIAMMARCO AZZALI Univ. Bari Jean Monnet CARLO BENUSSI Univ. Milano Statale GIOVANNI CERQUETTI Univ. Perugia STEFANO FIORE Univ. Campobasso SILVIA LARIZZA Univ. Pavia MARCO MANTOVANI Univ. Macerata ENRICO MEZZETTI Univ. Teramo CLAUDIA PECORELLA Univ. Milano Bicocca DAVIDE PETRINI Univ. Torino FRANCESCO SCHIAFFO Univ. Salerno STEFANO TORRACA Univ. Campobasso CARLO RUGA RIVA Univ. Milano Bicocca .