Multe: non tutti i fischi (dei vigili) riescono col buco

Il segnale di alt è valido solo se l'agente fa anche segno con la mano o guarda l'automobilista negli occhi

L'alt intimato all'automobilista con il fischietto non è uno strumento sempre valido per contestare l'infrazione del Codice stradale. Ad esempio, il segnale d'arresto dato alle spalle del guidatore può essere considerato un caso di non validità della sanzione, perché il guidatore può percepire il suono ma non vedere il vigile. Comunque, il fatto che la polizia non usi il fischietto o lo faccia in ritardo non rende, di conseguenza, nulla la multa contestata. Lo ha stabilito la seconda sezione civile della Cassazione nella sentenza 19769/05 in cui ha stilato una sorta di vademecum della contestazione il verdetto è stato depositato il 12 ottobre ed è integralmente leggIbile tra i documenti allegato . In particolare, spiega la Suprema corte va considerato idoneo il segnale del fischietto quando esso sia stato accompagnato da un gesto della mano, ovvero quando l'agente abbia comunque richiamato l'attenzione del conducente, fissandolo con lo sguardo sì da fargli intendere che l'ordine è rivolto a lui . Infatti, continua la Cassazione, deve considerarsi inidoneo il segnale fatto alle spalle del conducente il quale percepisca il suono ma non veda l'agente . Detto questo, nella sentenza 19869/05 gli ermellini chiariscono, ancora, che è compito del giudice accertare se il segnale fosse stato fatto in modo che il conducente potesse percepirlo ed a tale fine deve tenere conto delle condizioni del traffico, della posizione dell'agente rispetto al destinatario dell'intimazione e di ogni altra utile circostanza . Il principio non vale solo se si accerti che il conducente stesso fosse perfettamente consapevole di aver violato una norma del codice stradale .

Cassazione - Sezione seconda civile - sentenza 24 maggio-12 ottobre 2005, n. 19868 Presidente Pontorieri - Relatore Settimj Pm Scardaccione - conforme - ricorrente Comune San Giovanni Incarico Svolgimento del processo Il Comune di S. Giovanni Incarico impugna, ex articolo 23/XIII della legge 689/81, la sentenza del 23 novembre 2001 con la quale il Giudice di Pace di Arce - disattendendo le difese con le quali esso opposto aveva evidenziato come l'apparecchio di rilevazione utilizzato velomatic 512 non consentisse all'agente la conoscenza della misura della velocità in tempo utile per richiamare l'attenzione del conducente trasgressore - ha accolto l'opposizione proposta da Sabrina Corso, per mancata contestazione immediata dell'infrazione, avverso il verbale d'accertamento notificatole dalla Polizia Municipale relativamente alla rilevata violazione dei limiti di velocità imposti. Parte intimata non ha svolto attività difensiva. Il Pg ha concluso per l'accoglimento del ricorso. Il giudice a quo ha ritenuto che, sebbene l'apparecchio in questione consentisse la visualizzazione della misura della velocità solo qualche decimo di secondo dopo il passaggio del veicolo innanzi al sensore ottico, non di meno l'agente accertatore si trovasse nelle condizioni di seguire la procedura imposta per la contestazione immediata delle violazioni alle norme del Cds, cioè di richiamare l'attenzione del conducente intimandogli l'arresto del veicolo con gesti normali o con l'uso del fischietto in dotazione che, pertanto, la contestazione successiva mediante notificazione del verbale fosse da considerare illegittima. Il ricorrente, denunziando violazione degli articoli 201 Cds e 394 Reg. att. Cds nonché vizi di motivazione -sulla considerazione che il giudice a quo abbia posto la possibilità di contestazione anche dopo il passaggio dell'autovettura ad unico fondamento dell'adottata decisione, questa impugna assumendo che nel caso di specie dovesse trovare applicazione l'articolo 384 lettera e del regolamento. La censura svolta dal ricorrente è fondata. In effetti, il giudice a quo, con la sentenza impugnata, ha fornito alla propria decisione d'accoglimento dell'opposizione una motivazione che costituisce erronea applicazione dell'articolo 200 del Cds, affermando principi contrari al disposto di tale norma, da leggersi in correlazione con il successivo articolo 201, il quale espressamente consente la contestazione successiva ove la violazione non possa essere immediatamente contestata, nonché con l'articolo 384 del regolamento d'esecuzione dello stesso codice. Il Giudice a quo ha, infatti, affermato che, ove ove la violazione non possa essere immediatamente contestata, nonché con l'articolo 384 del regolamento d'esecuzione dello stesso codice l'accertamento sia compiuto, come nel caso di specie, a mezzo d'apparecchiature di rilevamento della velocità che consentano di constatare l'infrazione solo qualche secondo dopo il passaggio del veicolo innanzi al sensore ottico, la contestazione immediata è obbligatoria, in quanto possibile con l'immediato intervento dell'agente il quale sarebbe in grado di richiamare l'attenzione del conducente, inducendolo ad arrestare il veicolo, mediante l'uso del fischietto. Ciò contraddice al principio, ricavabile dalla normativa su riportata, cosi come costantemente interpretata da questa Corte che ha, infatti, a più riprese affermato il principio secondo il quale, a norma dell'articolo 200 Cds, in materia di violazioni delle norme sulla circolazione stradale la contestazione immediata dell'infrazione, ove possibile, costituisce un elemento di legittimità del procedimento d'irrogazione della sanzione salvo, tuttavia, detta contestazione non sia possibile, nel qua] caso, a norma dell'articolo 201 Cds, le ragioni della mancata contestazione debbono essere indicate nel verbale, che dovrà essere notificato nel termine stabilitovi, e su di esse è possibile il sindacato giurisdizionale ma con il limite dell'insindacabilità delle modalità d'organizzazione del servizio di vigilanza da parte dell'autorità amministrativa preposta recentemente, Cassazione 944/05, 24066/04, ma già Cassazione 8528/01, 7103/01, 4571/01 l'articolo 384 del regolamento d'attuazione Cds identifica, poi, ma solo esemplificativamente, alcuni casi in cui la contestazione immediata deve ritenersi impossibile, fra i quali tutti quelli in cui non sia possibile fermare il veicolo in tempo utile e nei modi regolamentari allorquando si faccia uso di apparecchiature di rilevamento elettroniche che consentano l'accertamento della velocità solo durante o dopo il passaggio del veicolo. La contestazione immediata, quale che sia l'apparecchiatura utilizzata, deve, dunque, essere effettuata quando è possibile in relazione alle modalità di organizzazione del servizio predisposto dall'Amministrazione secondo il suo insindacabile giudizio, servizio il cui fine istituzionale è pur sempre quello di reprimere comportamenti pericolosi per la regolarità della circolazione e la vita degli utenti delle strade, mentre può legittimamente non essere effettuata in ogni altro caso in cui sia stato comunque impossibile procedervi. L'indicazione, poi, nel verbale di contestazione notificato, di una delle ragioni tra quelle indicate dall'articolo 384 del regolamento di esecuzione Cds, che rendono ammissibile la contestazione differita dell'infrazione, rende ipso facto legittimo il verbale e la conseguente irrogazione della sanzione, senza che, in proposito, sussista alcun margine di apprezzamento, in sede giudiziaria, circa la possibilità concreta di contestazione immediata della violazione, dovendo escludersi che il sindacato del giudice dell'opposizione possa riguardare le scelte organizzative dell'amministrazione pertanto, in riferimento al caso d'infrazione del limite di velocità accertato a mezzo d'apparecchiature elettroniche, qualora nel verbale sia dato atto dell'impossibilità di fermare l'autoveicolo in tempo utile nei modi regolamentari ex articolo 384, lettera e , di detto regolamento, il giudice dell'opposizione non può escludere detta impossibilità con il rilievo dell'astratta possibilità d'una predisposizione del servizio con modalità in grado di permettere in qualche modo la contestazione immediata Cassazione 5861/05, 11971/03, 14313/01 . Tra dette modalità, possibili ma la cui scelta rientra nella discrezionalità amministrativa sulla predisposizione del servizio, va annoverato anche l'uso del fischietto, che il giudice a quo ritiene idoneo alla segnalazione dell'ordine d'arresto del veicolo al fine di procedere, poi, alla contestazione dell'infrazione ma che, per quanto sopra evidenziato, è modalità la cui utilizzazione o meno non è suscettibile di sindacato in sede giudiziaria ed è modalità che, infatti, si rammostra palesemente inidonea all'uopo, giacché, considerati, da un lato, la possibilità d'accertamento dell'infrazione mediante l'apparecchiatura elettronica solo dopo il passaggio del veicolo e, dall'altro, il tempo psicotecnico di reazione dell'agente accertatore, l'uso dello strumento avrebbe luogo, comunque, quando il veicolo si troverebbe a distanza tale da rendere inutile il segnale e sarebbe, comunque, una modalità illegittima d'intimazione della fermata Come già evidenziato dalla giurisprudenza penale di questa Corte, in vero, il segnale d'arresto dato da un agente del traffico in divisa con il fischietto è legittimo e regolamentare ed il conducente risponde dell' inottemperanza all'ordine cosi impartito anche quando la mancata percezione del segnale sia dovuta a sua colpa, ma non quando il segnale sia stato dato in modo inidoneo , onde il giudice deve accertate se il segnale fosse stato fatto in modo che il conducente potesse percepirlo ed a tal fine deve tener conto delle condizioni del traffico, della posizione dell'agente rispetto al destinatario dell'intimazione e di ogni altra utile circostanza di conseguenza, va considerato idoneo il segnale del fischietto quando esso sia stato accompagnato da un gesto della mano, ovvero quando l'agente abbia comunque richiamato l'attenzione del conducente, ad esempio fissandolo con lo sguardo si da fargli intendere che l'ordine è rivolto a lui, mentre è inidoneo il segnale fatto come nel caso in esame alle spalle del conducente, il quale percepisca il suono ma non veda l'agente, salvo si accerti che il conducente stesso fosse perfettamente consapevole di aver violato una norma del codice stradale il che non può ritenersi quando la violazione dei limiti di velocità sia di modesta entità, come pure nel caso in esame . Aggiungasi che, d'altro canto, la segnalazione dell'alt con il fischietto è prevista, dagli articoli 12/IV e 182/II del regolamento Cdd, quale possibilità ulteriore rispetto alla segnalazione manuale mediante distintivo e non quale modalità di segnalazione obbligatoria. A tali principi il giudice a quo non si è conformato, particolarmente ipotizzando una possibilità ed una modalità d'intimazione dell'alt non stabilita dalla normativa in materia ed, anzi, evidentemente estranea alla ratio legis, onde il ricorso deve essere accolto e la sentenza va cassata. Non essendo stati a suo tempo addotti nel giudizio a quo anche altri motivi d'opposizione, diversi dalla mancata contestazione immediata dell'infrazione, non presi in considerazione nell'impugnata sentenza, ricorrono le condizioni per decidere la causa nel merito, ex articolo 384 Cpc, con il rigetto dell'opposizione originariamente proposta. Sussistono giusti motivi per la compensazione delle spese dell'intero giudizio. PQM Accoglie il ricorso, cassa senza rinvio e, decidendo nel merito, rigetta l'opposizione e compensa le spese dell'intero giudizio.