L'efficacia privilegiata dell'atto pubblico non copre anche le omissioni

Non serve la querela di falso per integrare i dati mancanti che il verbalizzante non ha riportato basta esibire altra documentazione

di Massimiliano Alesio L'efficacia privilegiata dell'atto pubblico, ai sensi dell'articolo 2700 Cc, non si estende e men che mai copre le omissioni, in cui il pubblico ufficiale sia incorso nel riportare le dichiarazioni delle parti. Ciò implica che i dati omessi in un verbale di gara non fanno piena prova fino a querela di falso, potendo essere contestati con l'esibizione di altra documentazione. È quanto affermato da una recente sentenza del Tar Campania Sezione prima, 8029/06 , che affronta la problematica delle omissioni nei verbali di gara, poco analizzata dalla dottrina e dalla giurisprudenza, ma di enorme importanza nella concreta prassi delle gare, in considerazione della non sporadicità del fenomeno. LA VICENDA Il Comune di Giugliano indiceva una gara, per l'affidamento triennale dei lavori di manutenzione, ordinaria e straordinaria, della rete comunale stradale e fognaria. La gara veniva aggiudicata, dopo il calcolo della soglia di offerta anomala e le connesse esclusioni, all'impresa D. Costruzioni Srl. L'impresa F.P. Srl impugna l'aggiudicazione, sostenendo che il calcolo della soglia di anomalia è da ritenersi viziato, in conseguenza dell'errata interpretazione del valore di ribasso dell'offerta di un'altra impresa impresa F. . Precisamente, l'impresa ricorrente evidenzia che, in relazione all'offerta dell'impresa F., sussisteva un contrasto fra l'indicazione in lettere e quella in cifre, e che la commissione aveva, in violazione del bando, dato prevalenza a quella in cifre. A sostegno di ciò, il ricorrente presenta copia dell'offerta originale, presentata dalla predetta società F. A fronte di tale contestazione, la stazione appaltante obietta che, nel verbale di gara, non si rinviene alcuna traccia dell'indicazione delle due discordanti percentuali di ribasso. Tuttavia, il Tar non recepisce la tesi del Comune ed accoglie il ricorso, affermando che l'omissione, nel verbale, del valore fuoriesce dall'ambito di efficacia privilegiata. LA VERBALIZZAZIONE DELLE OPERAZIONI DI GARA La verbalizzazione delle diverse operazioni di gara costituisce, senza dubbio, un'attività delicata, in considerazione, primariamente, dell'efficacia di fede privilegiata, riconosciuta al verbale. A conferma di tale delicatezza, milita il fatto che non è infrequente imbattersi in verbali imprecisi od anche lacunosi, non illustranti il completo ed esaustivo svolgimento delle attività od operazioni, talora anche matematiche, effettivamente poste in essere. L'esigenza di un verbale completo , specchio fedele di quanto accaduto in sede di gara, è stata ben avvertita dalla giurisprudenza CdS, Sezione quarta, 4074/01 Tar Piemonte, Sezione seconda, 598/03 , la quale è giunta ad identificare gli elementi descrittivi essenziali, che il verbale deve contenere. In altri termini, si è individuato il contenuto minimo essenziale , che consta di tre precisi profili di descrizione. In primo luogo, il verbale deve dar conto dell'articolazione delle varie sedute di gara. La commissione deve specificare nel verbale sia il numero di sedute svolte, sia la data in cui esse sono state tenute e sia, infine, l'orario di inizio e di conclusione delle operazioni di volta in volta compiute. In effetti, solo le predette circostanze consentono di accertare come si sia sviluppata l'intera sessione di lavoro nelle sue varie articolazioni. L'esigenza di tale indicazione deriva dalla necessità di controllare il concreto agire della commissione. Per capire l'importanza di tale profilo, si pensi al potere di specificazione dei criteri di gara. I criteri valutativi indicati nel bando, nel capitolato o nella lettera di invito, possono essere specificati e frazionati in ulteriori sub-parametri estimativi, ma solo anteriormente alla conoscenza dell'offerta tecnica, al fine di evitare che i criteri e i relativi punteggi possano essere calibrati in funzione premiale di questa o quella impresa partecipante. Se la commissione di gara non specifica come si sono succedute le varie sedute indicandone numero e data , non vi è alcuna possibilità di accertare che la commissione abbia rettamente operato, essendo possibile ipotizzare anche una inversione del corretto iter procedimentale. A ben vedere, inoltre, la necessità di indicare numero e date delle sedute serve anche a verificare se sia stato o meno rispettato il principio di continuità delle gare di appalto. Il predetto canone procedimentale impone la concentrazione dei tempi delle procedure di evidenza pubblica, nel senso che è funzionale ad evitare che la sequenza degli atti e delle operazioni delle pubbliche gare sia caratterizzata da discontinuità e da dispersioni cronologiche, contrarie all'interesse pubblico e, specificamente, alla garanzia di correttezza e trasparenza proprie di tali procedure, oltre che della par condicio delle imprese concorrenti. In secondo luogo, il verbale deve indicare la regolare composizione della commissione di gara. Tale indicazione risulta strettamente connessa alla natura di collegio perfetto della commissione con poteri valutativi, la quale non può operare se non con il plenum dei suoi membri. La regolare composizione si pone come necessario presupposto per un valido agire amministrativo. Infine, il verbale deve offrire una sufficiente descrizione delle attività svolte. Tale indicazione, ad avviso della giurisprudenza, è rilevante per apprezzare la proporzionalità e la congruità del tempo impiegato per effettuare le operazioni indicate. È ben evidente che, a tal riguardo, torna ad assumere rilievo il controllo del rispetto del principio di continuità delle gare, cui si è fatto prima cenno. Orbene, per ciò che riguarda tale profilo di verbalizzazione, va osservato che quanto più intensa è l'ampiezza del potere tecnico-discrezionale riservato alla commissione di gara, tanto più intenso sarà l'onere di specificare le ragioni poste a base degli apprezzamenti compiuti, specialmente nell'ipotesi in cui manchino preventivi atti di autolimite. Occorre osservare che, anche quando la giurisprudenza ha ritenuto ammissibile una verbalizzazione dei lavori successiva al loro svolgimento, lo ha fatto sul presupposto che, nello svolgimento dei lavori si redigeva un testo manoscritto, nel quale erano registrate le operazioni svolte e che, sulla base di tali appunti, veniva redatto successivamente il processo verbale, dattiloscritto e collazionato CdS, Sezione quinta, 5/2002 . Va rilevato che il profilo della sufficiente descrizione delle attività svolte assume un'enorme importanza, in relazione alle gare d'appalto, caratterizzate dall'utilizzo del metodo dell'offerta economicamente più vantaggiosa. In tali gare, in cui l'aggiudicazione non consegue alla mera esecuzione di calcoli matematici, ma è il risultato di complesse operazioni valutative, si configura quale condizione di legittimità della procedura la stesura di un congruo verbale, idoneo ad attestare che l'Amministrazione ha correttamente operato, non da ultimo rispettando l'ordine temporale tra le diverse fasi procedimentali. Il presupposto logico-giuridico, che sorregge tale assunto, risiede nella ben nota circostanza che le gare d'appalto, caratterizzate dall'adozione del metodo di aggiudicazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa, implicano un apprezzamento complesso, esteso sia alle componenti economiche dell'offerta che a quelle tecniche. L'elemento sostanziale di maggior rilievo è ravvisabile, appunto, nell'ampio margine di discrezionalità tecnica, che involge l'operato della commissione. Tale connotazione ha precisi risvolti sul piano procedurale, sia con riferimento all'enunciazione delle regole di gara, costituenti la lex specialis, sia in relazione agli adempimenti formali richiesti commissione, non da ultimo con attinenza all'ordine secondo cui devono svolgersi le operazioni di gara. Il novello Codice appalti D.Lgs 163/06 ha recepito le indicazioni della giurisprudenza ed ha previsto, all'articolo 78, comma 1, che le stazioni appaltanti devono redigere un verbale contenente almeno le seguenti informazioni a il nome e l'indirizzo dell'amministrazione aggiudicatrice, l'oggetto ed il valore del contratto b i nomi dei candidati o degli offerenti presi in considerazione ed i motivi della scelta c i nomi dei candidati o degli offerenti esclusi ed i motivi dell'esclusione d i motivi dell'esclusione delle offerte giudicate anormalmente basse e il nome dell'aggiudicatario e la giustificazione della scelta della sua offerta, nonché, se è nota, la parte dell'appalto, che l'aggiudicatario intende subappaltare f nel caso di procedure negoziate, previo o senza preliminare bando, o di dialogo competitivo, le circostanze, che giustificano il ricorso a dette procedure g le eventuali ragioni, per le quali l'Amministrazione ha rinunciato ad aggiudicare un contratto, a concludere un accordo quadro o a istituire un sistema dinamico di acquisizione. FEDE PRIVILEGIATA E VERBALE DI GARA Ai sensi dell'articolo 2699 Cc, l'atto pubblico è il documento redatto, con le dovute formalità, da un pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo dove l'atto viene formato. Il successivo articolo 2700, attribuisce una particolare efficacia, la pubblica fede, all'atto pubblico L'atto pubblico fa piena prova, fino a querela di falso della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato, nonché delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti, che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti . Nei Paesi di tradizione romanistica, quale l'Italia, diversi dai Paesi di tradizione anglo-sassone, la legge riconosce una speciale importanza ed efficacia agli atti redatti da un notaio, o da altro pubblico ufficiale. La ratio di tale specialità appare evidente allorché sia affidata ad un organo pubblico la funzione di documentare una determinata vicenda, tutti i consociati, seppur estranei all'atto, sono obbligati a credere che la vicenda , cioè l'insieme delle descrizioni fattuali riportate, si è svolta, così come è rappresentata nel documento. In buona sostanza, l'atto pubblico è considerato dal codice civile una prova legale, che può essere superata, negando l'attendibilità del suo contenuto, solo attraverso il ricorso ad un particolare procedimento, che prende il nome di querela di falso . La legge, tuttavia, indica precisi limiti, soggettivi ed oggettivi. In altri termini, non ogni atto compiuto da un pubblico ufficiale è assistito da pubblica fede. Precisamente, ai sensi dell'articolo 2700 Cc, la pubblica fede si riferisce solo a taluni e precisi elementi a la provenienza del documento dal pubblico ufficiale redigente b le dichiarazioni delle parti, attestate dal pubblico ufficiale come avvenute in sua presenza c altri fatti, che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza, o da lui compiuti. Oltre tali fatti , la pubblica fede non esplica efficacia, nel senso che gli altri elementi possono e debbono essere valutati liberamente. Pertanto, il contenuto delle dichiarazioni, le valutazioni del pubblico ufficiale e delle parti non sono assistiti da pubblica fede. La querela di falso, infatti, è diretta ad accertare che il documento è stato, integralmente o parzialmente contraffatto, o che il pubblico ufficiale, nel redigerlo, ha rappresentato, in maniera in tutto o in parte difforme dal vero, la vicenda che si è verificata. L'interpretazione dei fatti descritti, come anche la fondatezza delle dichiarazioni, non sono coperte dalla fede pubblica, per la semplice ed ovvia ragione che il pubblico ufficiale non ha il compito, né avrebbe i mezzi ! , per cristallizzare la prima o per accertare la seconda. Parimenti, l'atto pubblico non assicura che le dichiarazioni riportate rispondano alle reali intenzioni delle parti. Le conseguenze sul piano pratico sono ovvie l'interpretazione delle dichiarazioni, quali risultano fissate nel documento, va condotta secondo i normali criteri ermeneutici le vicende sensorialmente non percepibili o non percepite, che contrastino con la genuinità delle dichiarazioni e con la corrispondenza di esse al reale volere delle parti, possono essere provate mediante il ricorso ai normali mezzi di prova. La giurisprudenza conferma tale limitata efficacia, affermando, in tema di violazioni del codice della strada, che l'efficacia di piena prova fino a querela di falso non sussiste, né con riguardo ai giudizi valutativi, che esprima il pubblico ufficiale, né con riguardo alla menzione di quelle circostanze relative a fatti, i quali, in ragione delle loro modalità di accadimento repentino, non si sarebbero potuti verificare e controllare secondo un metro sufficientemente obiettivo Cassazione, Sezione prima, 3522/99 . Parimenti, in tema di certificati medici, è stato affermato Cassazione, 5707/84 che essi fanno fede, fino a querela di falso, limitatamente ai fatti che il sanitario attesti essere avvenuti in sua presenza o essere stati da lui compiuti, mentre, per quanto concerne la diagnosi, essi costituiscono elementi di libero convincimento . Il verbale di gara costituisce, senza dubbio, un atto pubblico con connessa fede privilegiata, come confermato dall'unanime giurisprudenza Il verbale di gara d'appalto, per l'aggiudicazione di un contratto della Pa, ha natura di atto pubblico, i cui accertamenti ed attestazioni, appartenenti all'attività contestuale e propria del pubblico ufficiale, fanno fede fino a querela di falso, da proporsi nella sede competente e nei modi di legge Tar Campania, Sezione prima, 7208/03 . Anche per i verbali di gara, si pone la medesima limitazione ora illustrata. La fede privilegiata, infatti, non può estendersi anche ai giudizi valutativi, come puntualmente indicato dalla giurisprudenza non sono assistiti da fede privilegiata i giudizi e le valutazioni espresse nel verbale di commissione di gara, per l'affidamento di un pubblico servizio Tar Sardegna, 362/01 . Ciò comporta che eventuali doglianze, in tal senso, possono essere proposte impugnando la parte del verbale, riferita a tali valutazioni e non coperta, dunque, da prova legale. Viceversa, il procedimento di querela di falso rientra nella competenza esclusiva del tribunale civile, ai sensi dell'articolo 9, comma 2, Cpc, anche quando la relativa questione sia posta in via incidentale nel corso di un giudizio amministrativo, come confermato dal Consiglio di Stato CdS, Sezione quinta, 1642/01 . LE STATUIZIONI DEL TAR CAMPANIA Individuati gli elementi essenziali di una legittima attività di verbalizzazione in sede di gara e delimitata l'efficacia di fede privilegiata del verbale, è possibile, ora, procedere ad un approfondito esame delle giuste statuizioni del tribunale amministrativo campano. Come già anticipato, l'appalto era stato aggiudicato in favore dell'impresa D. Costruzioni, dopo il calcolo della soglia di anomalia e dopo le connesse esclusioni. L'impresa ricorrente F.P. contesta tale calcolo e la conseguente, oltre che condizionata aggiudicazione, sulla base di una precisa censura. Il calcolo è stato viziato da un errore l'offerta economica dell'impresa terza F. si componeva di una duplice indicazione. Un valore in cifre ribasso del 36,10% ed un valore in lettere ribasso del 37,10% . La commissione di gara diede prevalenza al valore in cifre, in chiara violazione del bando di gara. Infatti, l'articolo 21 lettera f del bando di gara disponeva che in caso di discordanza tra l'offerta indicata in cifre e quella indicata in lettere, è ritenuta valida quella indicata in lettere . A fronte di una tale inequivoca disposizione, la commissione non poteva far altro che ritenere valido ed applicare il solo valore indicato in lettere. Tuttavia, la vicenda non ebbe questo legittimo sviluppo, e l'errata applicazione del valore in cifre condusse ad un parimenti errato calcolo della soglia di anomalia. Viceversa, applicando legittimamente il valore in lettere, l'aggiudicazione avrebbe avuto un ben diverso esito. Infatti, ricalcolando correttamente la soglia di anomalia, l'appalto sarebbe stato aggiudicato in favore dell'impresa ricorrente. Nell'ambito di tale articolata vicenda, si inserisce la questione giuridica esaminata dal tribunale. La stazione appaltante, a fronte delle lineari contestazioni avanzate dall'impresa ricorrente, segnala che nel verbale di gara non si rinviene alcuna traccia dell'indicazione delle due discordanti percentuali di ribasso. In altri termini, l'Amministrazione tenta di demolire ab imis le contestazioni, sostenendo che esse incontrano una sorta di baluardo di contrasto , rappresentato dal verbale, che non dà conto della discordanza dei valori indicati. Dal momento che il verbale di gara, atto pubblico con fede privilegiata, reca traccia di un sol valore, di esso, e solo di esso, occorre tener conto. Tuttavia, tale posizione, che potrebbe presentare profili di linearità logica, viene efficacemente contrastata con la produzione in giudizio di un altro elemento documentale, indubbiamente decisivo la copia autenticata dell'offerta contestata. Da tale documento, si evince, senza alcun ombra di dubbio, la sussistenza della duplice e contrastante indicazione di valori, con conseguente applicazione della chiara regola del bando, che esige l'applicazione del valore in lettere. A questo punto, siamo nel cuore della questione, che si articola in due profili di riflessione a quale efficacia giuridica può essere conferita alle omissioni, cioè a ciò che non è stato indicato e riportato in sede di verbale gara? b quale efficacia deve essere attribuita alla copia autenticata dell'offerta contestata? Per quanto concerne il primo elemento di analisi, la posizione del Tar Campania è più che chiara, oltre che pienamente condivisibile l'efficacia privilegiata del verbale di gara, ai sensi dell'articolo 2700 Cc, non si estende e men che mai copre le omissioni, in cui il pubblico ufficiale sia incorso nel riportare le dichiarazioni delle parti, oltre che dei fatti realmente avvenuti. Questi elementi sono tutelati dalla fede privilegiata, la quale, invece, non può coprire le omissioni, che possono essere contestate con l'esibizione di altra documentazione. In buona sostanza, ciò che non è stato riportato nel verbale non esiste ai fini della fede privilegiata. Dunque, se nel verbale di gara non è riportata la sussistenza delle due discordanti percentuali di ribasso, ciò comporta che tale discordanza non è coperta dalla fede privilegiata. Veniamo al secondo profilo di riflessione l'efficacia della copia autenticata dell'offerta contestata. A tal riguardo, il Tar Campania afferma che la doppia indicazione è stata incontrovertibilmente documentata dalla interessata, con il deposito in giudizio della copia debitamente autenticata della offerta originale presentata dalla predetta società. In detta copia, è chiara e univoca la doppia indicazione e altrettanto chiara e univoca è la discordanza dei due valori indicati in cifre e in lettere . Dunque, accanto ad un incompleto e per questo, errato verbale di gara, che non riporta la sussistenza della discordanza omissione , si posiziona un altro documento, che testimonia e comprova il contrario. Allora, la comparazione-scontro è fra ciò che è omesso nel verbale la discordanza , ed è conseguentemente privo di efficacia privilegiata, e ciò che risulta dal secondo documento la copia autenticata dell'offerta . Il Tar Campania, giustamente, conferisce prevalenza all'offerta ed a ciò che viene linearmente riportato, anche sulla base di un'altra considerazione, invero implicita, cioè non esplicitata, nel suo iter argomentativo ha efficacia di fede privilegiata anche il documento di offerta. Tale connotazione dell'offerta è, a ben vedere, indubbia, in quanto trattasi di documento assorbito nell'alveo della speciale efficacia del verbale, in considerazione anche del fatto che si inserisce, e diventa elemento, del procedimento di gara. La giurisprudenza conferma pienamente tale assunto È fornito di fede privilegiata non solo il verbale di gara, ma anche il documento nel quale è contenuta l'offerta dell'impresa P., con l'esatto ribasso il seggio di gara, per il fatto di ricevere tale documento, benché non da lui redatto, imprimendogli il timbro, all'apertura delle buste, lo fornisce di pubblica fede. conseguentemente, le offerte ammesse entrano a fare parte integrante del verbale di gara e, quindi, sono assistite dalla pubblica fede quanto al loro contenuto in forza del timbro e della vidimazione da parte del presidente della seggio di gara e ciò comporta che il verbale di gara è fornito di pubblica fede per il fatto di essere redatto da un pubblico ufficiale, ma è anche il risultato di quanto già dall'ufficiale di gara accertato in precedenza e cioè l'avvenuta consegna del documento contenente l'offerta e la veridicità di quanto in esso scritto Tar Catania, Sezione prima, 41/2004 . Dunque, la conclusione è duplice 1 le omissioni nel verbale di gara non hanno efficacia di fede privilegiata 2 la copia dell'offerta è caratterizzata da fede privilegiata. Sulla base di tali approdi argomentativi, il Tar Campania chiude la questione giuridica affrontata, affermando, giustamente, che Applicando tale principio alla fattispecie concreta, deve perciò concludersi che la Commissione di gara, non avendo fatto menzione nel verbale della doppia indicazione, ha implicitamente apprezzato non correttamente i due valori, riconoscendo illegittimamente la prevalenza del valore in cifre su quello in lettere l'esatto contrario cioè della specifica previsione del bando .

Tar Campania - Sezione prima - sentenza 15 febbraio/21 giugno-8 settembre 2006, n. 8029 Presidente e relatore Nappi Ricorrente Società Ferone Pietro & C. Srl Fatto Con il gravame in epigrafe ritualmente notificato la società Ferone Pietro & C. Srl impugna il verbale del 23 dicembre 2004 della gara indetta dal Comune di Giugliano in Campania per affidamento triennale dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria della rete comunale stradale e fognaria nella parte in cui aggiudica la stessa gara alla società D'Angelo Costruzione Srl controinteressata. Premesso che l'aggiudicazione della gara alla controinteressata era stata disposta perchè questa aveva presentato l'offerta 36,024 di massimo ribasso in relazione alla soglia di anomalia 35,025 mentre la propria offerta di 35,025 era stata giudicata anomala, la ricorrente prospetta la tesi che la gara sarebbe stata illegittimamente aggiudicata alla controinteressata perché la Commissione di gara, rilevato che l' offerta economica della concorrente FADEP era stata indicata in cifre per l'importo di 36,10 e in lettere per l'importo di 37,10, aveva, in sede di determinazione della soglia di anomalia, dato la prevalenza al valore in cifre mentre avrebbe dovuto dare la prevalenza al valore indicato in lettera. L'istante puntualizza che dalla rideterminazione del calcolo sulla base di quest'ultimo valore sarebbe emersa la nuova soglia di anomalia di 36,043 con conseguente aggiudicazione della gara a sé medesima per il proprio ribasso del 36,025%. Il Comune di Giugliano in Campania resiste al ricorso sostenendone la infondatezza. Alla stessa conclusione perviene la controinteressata parimenti costituita in giudizio. Con ricorso incidentale ritualmente depositato la controinteressata contesta la legittimità dell'ammissione alla gara della ricorrente. Alla pubblica udienza del 15 febbraio 2006 il ricorso passava in decisione. Diritto Va preliminarmente esaminato il ricorso incidentale incentrato sull'assunto che la ricorrente principale avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara perchè versava in una posizione di collegamento con la concorrente società FADEP. Va puntualizzzato, per la migliore comprensione dell'assunto, che secondo il ricorrente principale la riferita società FADEP aveva, in relazione alla gara in epigrafe, presentato la propria offerta indicando la relativa percentuale di ribasso nel 36,10% in cifre e in trentasette virgola dieci in lettere . Delle due percentuali di ribasso come sopra indicate la Commissione di gara avrebbe illegittimamente preso in considerazione, ai fini della determinazione della soglia di anomalia e della conseguente individuazione dell'aggiudicataria, il valore in cifre. La ricorrente incidentale fonda la tesi dell'asserito collegamento essenzialmente sulla circostanza che, non avendo l'Amministrazione mai rilasciato copia degli atti della procedura di gara alla ricorrente principale, questa avrebbe concordato con la Società FAEDA la doppia indicazione il che dimostrerebbe il dedotto collegamento tra le due concorrenti. L'argomento è di estrema fragilità dal punto di vista sia giuridico che logico ed è facilmente superabile. La causa di esclusione di cui al predetto collegamento espressamente prevista 11.a18 del bando con la formula dichiara di non trovarsi in situazioni di controllo o di collegamento formale e/o sostanziale con altri concorrenti e che non si è accordata e che non si accorderà con altre partecipanti alla gara , incide direttamente sull'esercizio concreto del diritto d'impresa avente, com'è noto, dignità costituzionale. Di qui l'esigenza di una interpretazione della prescrizione cum grano salis. In quest'ottica di fondo va osservato che anche ad ammettere che il dato dell'avvenuta indicazione della doppia percentuale della offerta da parte della FADEP fosse stata da questa comunicata alla ricorrente principale, non risulta dimostrato che la tramissione del dato sia avvenuta ex ante e d'intesa con la FADEP. Non può invero escludersi che la trasmissione sia avvenuta avuta ex post dopo l'esaurimento della procedura di gara, indipendentemente quindi da un previo accordo tra le due concorrenti. La circostanza addotta dalla ricorrente incidentale quindi non può ritenersi ex se univocamente denotativa del supposto collegamento. Ad avvalorare la predetta circostanza non rilevano, come vorrebbe la ricorrente incidentale, le ulteriori circostanze dalla stessa indicate identità di sedi legali ubicate entrambe nello stesso edificio spedizione del plico nello stesso giorno, dal medesimo ufficio postale e con le stesse modalità ecc ecc. . Trattasi invero di circostanze neutre che possono ragionevolmente spiegarsi nel quadro di un civile rapporto di vicinanza tra due imprese che, interessate a partecipare alla stessa gara, potrebbero avere demandato il disbrigo delle formalità indicate, l'elemento delle sedi legali nello stesso edificio è elemento indifferente come dimostra la frequente concentrazione, in taluni edifici ubicati in determinate zone, delle sedi sociali di molte società a una medesima agenzia che curi lo svolgimento di quelle pratiche. Concludendo quindi sul punto deve escludersi che alcuna delle circostanze addotte dalla ricorrente incidentale possa ritenersi univocamente evocativa di un comune centro di interessi tra le due imprese o di un particolare rapporto di influenza dell'una impresa sull'altra o infine di uno specifico intreccio tra i rispettivi organi amministrativi che nella giurisprudenza amministrativa fungono da indici rivelatori della esistenza tra imprese concorrenti di una qualche forma di accordo atto ad eludere i principi ispiratori della normativa che prevede il collegamento come causa di esclusione dalla gara. Il ricorso incidentale pertanto deve ritenersi infondato. Si può ora passare all'esame del ricorso principale che si appalesa invece fondato. Merita infatti di essere condivisa la censura dedotta con l'unico motivo formulato della violazione dell'articolo 21 lettera f del bando di gara secondo cui In caso di discordanza tra l'offerta indicata in cifre e quella indicata in lettere, è ritenuta valida quella indicata in lettere . A fronte di una così chiara previsione non è contestabile che la Commissione della gara, prendendo in considerazione, in sede di determinazione del calcolo di anomalia, la percentuale di ribasso indicata dalla società FADEP in cifre e non invece la percentuale di ribasso indicata in lettere nella stessa offerta, è incorsa in una sua palese violazione. Tale conclusione non può ritenersi scalfita dall'argomento opposto dalla stazione appaltante secondo cui nel verbale di gara non si rinverrebbe alcuna traccia della indicazione, relativamente alla offerta presentata dalla società FADEP, delle due discordanti percentuali di ribasso. La circostanza è del tutto irrilevante posto che la doppia indicazione è stata incontrovertibilmente documentata dalla interessata con il deposito in giudizio della copia debitamente autenticata della offerta originale presentata dalla predetta società. In detta copia è chiara e univoca la doppia indicazione e altrettanto chiara e univoca è la discordanza dei due valori indicati in cifre e in lettere. Ne sembra sostenibile che la efficacia privilegiata di atto pubblico del contestato verbale, richiamata non a proposito dalla stessa stazione appaltante, precluda la possibilità di contestare in questo giudizio, sotto il profilo dedotto dalla ricorrente, la censurata determinazione della Commissione. È sufficiente in proposito osservare che a norma dell'articolo 2700 Cc l'atto pubblico fa piena prova fino a querela di parte, della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato nonché delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta essere avvenuti in sua presenza o da lui compiuti . L'efficacia privilegiata, cosi normata, non si estende e men che mai copre le omissioni in cui il pubblico ufficiale fosse incorso nel riportare le dichiarazioni delle parti. Nella specie va rilevato che la società FADEP aveva dichiarato nella propria offerta due valori dei quali uno era ritenuto prevalente dalla normativa di gara. L'omissione nel verbale di detto valore fuoriesce dalla efficacia privilegiata del verbale. A ulteriore sviluppo della considerazione appena svolta va ricordato che per giurisprudenza costante la efficacia privilegiata dell'atto pubblico non si estende agli apprezzamenti del pubblico ufficiale. Applicando tale principio alla fattispecie concreta deve perciò concludersi che la Comissione di gara non avendo fatto menzione del verbale della doppia indicazione, ha implicitamente apprezzato non correttamente i due valori riconoscendo illegittimamente la prevalenza del valore in cifre su quello in lettere l'esatto contrario cioè della specifica previsione del bando che si è sopra riportata. Per le considerazioni esposte deve concludersi per il rigetto del ricorso incidentale e per l'accoglimento del ricorso principale. Le spese di giudizio seguono la soccombenza e sono liquidate come da dispositivo. PQM IL Tar della Campania - Napoli, Sezione prima pronunciando sul ricorso in epigrafe lo accoglie siccome fondato e per l'effetto annulla i provvedimenti impugnati con obbligo del Comune di Giugliano di Napoli di adottare i conseguenti provvedimenti. Condanna il predetto Comune in persona del Sindaco p. t. al pagamento in favore della ricorrente delle spese di giudizio liquidate complessivamente in 2.000,00 duemila Euro. Ordina all'Autorità Amministrativa di eseguire la presente sentenza. 3