Cartelle esattoriali, attenzione alla data di consegna dei ruoli

di Benito Fuoco

Nella cartella vale la data di consegna dei ruoli di Benito Fuoco Indipendentemente dalla notifica della cartella di pagamento, la legittimità della stessa è subordinata anche alla data di consegna dei ruoli. Con queste conclusioni, la sezione prima della Ctr del Lazio nella sentenza 314/1/06 depositata il 7 novembre scorso leggibile tra gli allegati , confermando la decisione di primo grado che aveva accolto il ricorso anche se con altre motivazioni e intervenendo sui termini di decadenza della cartella di pagamento, ha definitivamente annullato la pretesa erariale. I giudici regionali capitolini hanno espresso delle conclusioni molto interessanti che, finalmente, rendono la dovuta chiarezza, coordinando i termini di notifica delle cartelle di pagamento con quelli di consegna dei ruoli, ed assegnando, di fatto, un giusto significato agli articoli 17 e 25 del Dpr 602/73, così come in vigore, ratione temporis, all'epoca della rilevata omissione. IL FATTO Con un ricorso contro una cartella di pagamento, l'amministratore di una società di capitali di Guidonia RM aveva opposto una cartella di pagamento per omissioni di versamento relative all'IRPEG ed ILOR dell'anno 1995. Il ricorrente deduceva la tardività della cartella impugnata in quanto emessa oltre i termini previsti dagli articoli 17 e 25 del Dpr 602/73. La CT Provinciale di Roma accoglieva il ricorso, poiché a norma dell'articolo 17 del Dpr 602/73 la cartella esattoriale, emessa ai sensi dell'articolo 36bis del Dpr 600/73 andava notificata, pena la decadenza, entro il trentuno dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, termine che, nel caso in trattazione non era stato rispettato. Sulla base degli interventi della Corte costituzionale e della Suprema corte di Cassazione, l'Agenzia delle Entrate di Tivoli si rivolgeva appellando alla Ctr del Lazio. LA DISCIPLINA ATTUALE SUI TERMINI DI NOTIFICA DELLE CARTELLE DI PAGAMENTO La legge 156/05 di conversione del Dl 106/05 intervenuta a seguito di declaratoria d'incostituzionalità dell'articolo 25 del Dpr 602/73, regola in maniera definitiva la disciplina della fase esecutiva della riscossione dei crediti tributari, e sancisce la necessita di prevedere un termine entro il quale il concessionario deve notificare al contribuente la cartella a pena di decadenza questa disciplina transitoria ha valenza su tutti i giudizi in corso. Con essa il legislatore ha provveduto ad una modifica radicale del testo dell'articolo 25 del Dpr 602/73 il cui testo attuale del primo comma è il seguente Il concessionario notifica la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo o al coobbligato nei confronti del quale procede, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre a del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, per le somme che risultano dovute a seguito di attività di liquidazione prevista dall'articolo 36bis del Dpr 600/73 b del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, per le somme che risultano dovute a seguito dell'attività di controllo formale prevista dall'articolo 36 del Dpr 600/73 c del secondo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo, per le somme dovute in base agli accertamenti d'ufficio. La disposizione che precede si applica a regime, mentre al fine di sanare e definitivamente regolare il pregresso, è stata stabilita una disciplina transitoria attraverso la modifica dell'articolo 36 del D.Lgs 46/1999 il cui secondo comma recita in deroga all'articolo 25, comma 1, lettera a del Dpr 600/73, per le somme che risultano dovute a seguito dell'attività di liquidazione delle dichiarazioni, la cartella di pagamento è notificata a pena di decadenza, entro il 31 dicembre a del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, relativamente alle dichiarazioni presentate negli anni 2002 e 2003 b del quinto anno successivo a quello di presentazione delle dichiarazioni, relativamente alle dichiarazioni presentate entro il 31 dicembre 2001. LA SENTENZA DEI GIUDICI REGIONALI I giudici tributari regionali hanno confermato la decisione della Ctp di Roma ed annullato la cartella sia pur notificata nei termini attribuendo essenziale significato, ad una ulteriore incombenza a carico dell'amministrazione finanziaria. La sentenza della Ctr del Lazio, infatti, indipendentemente dalla data di notifica della cartella di pagamento, ha affrontato la regolarità della stessa cartella sotto un altro profilo quello della data di esecutività dei ruoli. A norma dell'articolo 17 del Dpr 602/73 all'epoca vigente osserva il collegio regionale capitolino il ruolo doveva essere reso esecutivo entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione cosa non avvenuta nel caso specifico . I giudici tributari romani, dopo aver rilevato che la esecutività data di consegna dei ruoli era avvenuta senza rispettare i termini previsti dall'articolo 17 del Dpr 602/73 abrogato dal Dl 106/05 convertito dalla legge 156/05 in vigore dal 10 agosto 2005 indipendentemente dalla notifica avvenuta nei termini hanno concluso ritenendo di annullare definitivamente la cartella di pagamento impugnata. IL PRINCIPIO La cartella di pagamento, sino alla data della sua abrogazione 10 agosto 2005 deve rispettare gli adempimenti previsti dall'articolo l7 del Dpr 602/73 relativamente alla data di esecutività dei ruoli. La data di notifica della cartella di pagamento segue le disposizioni previste dall'articolo 25 del Dpr 602/73 il periodo pregresso relativo agli anni 2001,2002 e 2003 è disciplinato dal comma 2 dell'articolo 36 del D.Lgs 46/1999.

Commissione tributaria regionale di Roma - Sezione prima - sentenza 17 ottobre-7 novembre 2006, n. 314 Presidente Varrone - Relatore Gizzi Ricorrente Gelmar Srl Svolgimento del processo Il sig. Domenico De Angelis quale legale rappresentante pro tempore, della società Gelmar, impugnava la cartella esattoriale n. 09720030324058402, emessa dal Concessionario del Servizio nazionale di riscossione per la provincia di Roma, per le imposte Irpeg e Ilor, per l'anno 1995 notificata il 18 giugno 2003. Deduceva il ricorrente la tardività della cartella impugnata in quanto emessa oltre i termini previsti dagli articoli 17 e 25 del Dpr 602/73. Chiedeva pertanto la sospensione ed il conseguente annullamento dell'atto impugnato. Si costituiva l'Agenzia delle entrate, Ufficio di Tivoli, sostenendo che il procedimento di cui all'articolo 36bis del Dpr 600/73 era stato introdotto solo ai fini della liquidazione, e che in tali casi la cartella non necessitava di particolare motivazione. Deduceva poi il pieno rispetto delle procedura previste dal Dpr 602/73 per le procedure di riscossione e chiedeva pertanto il rigetto del ricorso. La Ctp adita accoglieva il ricorso in quanto a norma dell'articolo 17 Dpr 602/73 la cartella esattoriale, emessa ai sensi dell'articolo 36bis del Dpr 600/73 andava notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Nel caso di specie, ricordavano i primi giudici, tale termine era il 31 dicembre 1998, mentre la cartella era stata notificata solo il 18 giugno 2003, e quindi concludevano per la tardività del recupero. Con appello nei termini l'Agenzia delle Entrate, Ufficio di Tivoli, contestava la decisione di prime cure sostenendo una errata interpretazione degli articoli 17 e 25 del Dpr 600/73. A suo dire, infatti, secondo giurisprudenza di legittimità costante Cassazione, Sezione quinta, 12700 e 16136/01, 9881/02, 7563/03 erano i ruoli che dovevano essere formati e trasmessi entro il quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione era stata presentata, senza il quinto successivo a quello in cui la dichiarazione era stata presenta, senza che al fine di evitare la decadenza il termine quinquennale debba essere rispettato anche per la notifica della cartella esattoriale. Nel caso di specie, proseguiva l'appellante, il ruolo era stato reso esecutivo il 28 dicembre 2000, entro quindi il 31 dicembre dell'anno successivo alla presentazione della dichiarazione, 1996, con pieno rispetto degli articoli 17 e 25 del Dpr 600/73. Toccava poi al Concessionario, insisteva l'Ufficio, attenersi all'articolo 25 del Dpr 602/73, che nella formulazione vigente fino al 2004, prevedeva la notifica della cartella entro l'ultimo giorno del quarto mese successivo a quello di consegna del ruolo, inadempienza della quale era chiamato a rispondere direttamente e che tuttavia, a suo parere non inficiava il diritto di difesa della parte che poteva azionare legittimamente l'impugnativa al momento del ricevimento della cartella. Nel merito sottolineava che le somme recuperate erano tutte dovute in base a dichiarazioni della società e riguardavano acconti e saldi per le due imposte non versati. In conclusione chiedeva, previa totale riforma della decisione impugnata, la conferma dell'operato dell'Ufficio, con vittoria di spese ed onorari. La società, regolarmente convenuta, non si costituiva. Motivi della decisione Il Collegio, esaminati gli atti ed udito il relatore, osserva che l'Ufficio, nel contestare la decisione di prime cure si rifà ad una giurisprudenza risalente nel tempo ed ormai superata sia dalla Cassazione a Su, con la sentenza 21498/04, che dalla Corte costituzionale con la sentenza 280/05. L'assunto portato avanti dall'Ufficio, che pure ha trovato nella giurisprudenza conforto e sostegno, e cioè che il termine per la notifica della cartella fosse meramente ordinatorio, e che le norme degli articoli 17 e 25 Dpr 602/73 erano rispettate se il ruolo era reso esecutivo nei termini indipendentemente dalla successiva notifica della cartella, è stato censurato proprio perché poco rispettoso dei diritti del contribuente. La Corte costituzione nel sancire l'illegittimità costituzionale dell'articolo 25 del Dpr 602/73 nella parte in cui non prevede un termine, fissato a pena di decadenza, entro il quale il concessionario deve notificare al contribuente la cartella di pagamento delle imposte liquidate ai sensi dell'articolo 36bis del Dpr 600/73, sottolineava sia il carattere estremamente elementare di tali attività, tanto da richiedere procedure automatizzate , che il termine per la loro conclusione il 13 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Anzi la Corte aggiungeva che, significativamente, la più complessa attività prevista dall'articolo 36ter doveva esaurirsi entro il 31 dicembre del terzo anno successivo alla presentazione della dichiarazione con ciò riscontrando nella previsione legislativa anche un chiaro principio di ragionevolezza. In buona sostanza, secondo la Corte, la diversità dei termini previsti rispecchia il differente grado di complessività delle attività istruttorie richieste all'ufficio da un lato un semplice controllo automatizzato che rilevi errori o omissioni del contribuente, come nel caso in esame in cui sono stati omessi versamenti in acconto o a saldo delle imposte, e dall'altro una vera e propria attività di accertamento che richiede operazioni di riscontro e di investigazione certamente più complesse e di carattere procedurale più lungo ed articolato. Per questo non si può convenire con l'Appellante in ordine alle censure alla sentenza di prime cure laddove riconosce la tardività della cartella esattoriale contestata. A norma infatti dell'articolo 17 del Dpr 602/73, all'epoca vigente, il ruolo doveva essere reso esecutivo entro il 31 dicembre del 1998 e non come è avvenuto e come documentato dallo stesso Ufficio il 28 dicembre 2000 e la cartella doveva essere notificata entro il terzo anno successivo alla dichiarazione, secondo l'articolo 25 sempre del Dpr 602/73. Ora si può anche discutere sulla perentorietà o meno di tale secondo termine, seppure su questo si sono poi appuntate le censure di legittimità costituzionale della Corte, ma non c'è dubbio che il primo fissato per l'esecutorietà del ruolo andava rispettato pena l'illegittimità dell'operato dell'Ufficio. Per le considerazioni finora svolte, l'appello non può essere accolto e quindi la cartella deve essere annullata. Esistono giusti motivi per compensare le spese. PQM Respinge l'appello dell'Ufficio. Spese compensate.