Dietrofront dell'Oua: revocato lo sciopero

Un passo indietro per evitare spaccature, spiegano i rappresentanti dell'Organismo unitario. Confermata invece la manifestazione prevista a Roma il 5 aprile

L'Organismo unitario dell'avvocatura rinuncia allo sciopero. Il passo indietro non è stato dettato dalla censura della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero sui servizi pubblici, quanto per evitare la spaccatura interna dell'avvocatura. Con la delibera approvata dalla giunta giovedì scorso leggibile tra i documenti correlati , l'Oua spiega le ragioni del passo indietro, mantenendo ferma però la mobilitazione generale e la manifestazione nazionale già fissata a Roma per il 5 aprile prossimo. L'Ordine di Palermo, uno dei primi ad aderire all'iniziativa, ha già deliberato di sospendere l'astensione, esprimendo un sentito ringraziamento all'Organismo unitario per l'alto senso di responsabilità dimostrato in una fase così delicata invitando allo stesso tempo tutte le rappresentanze istituzionali ed associate ad impegnarsi per ottenere nei fatti il massimo coinvolgimento e l'impegno di tutte le forze politiche ad occuparsi con priorità delle problematiche evidenziate nel manifesto predisposto dall'Oua . Il mondo forense sta attraversando un momento di forte dibattito interno il Consiglio nazionale forense, seguito da Camere penali, Associazione italiana giovani avvocati e Associazione nazionale praticanti e avvocati si è schierato non solo contro l'astensione proclamata dall'Oua, ma si è anche interrogato sulla rappresentatività dell'organismo all'interno dell'avvocatura. Anche l'Aiga giovedì scorso ha deliberato di dissociarsi dall'iniziativa. Prendiamo le distanze dall'Oua - ha detto Valter Militi, presidente dei giovani avvocati - e plaudiamo la posizione del Cnf che, raccogliendo il nostro grido di allarme lanciato all'ultimo Congresso dell'Avvocatura di Milano, rappresenta un importante passo avanti, un segnale inequivocabile rivolto a ricostruire l'unità dell'avvocatura . Nel deliberato del 23 marzo scorso il Cnf, infatti, non metteva in discussione solo l'astensione ma anche la rappresentatività del mondo dell'Avvocatura al Congresso L'Organismo unitario dell'avvocatura - riportava i documento - tradisce la stessa denominazione che ne ha determinato la costituzione dal momento che fino ad oggi non ha saputo raccogliere unitariamente le associazioni forensi e superare i dissensi insorti vedi tra gli arretrati del 28 marzo 2006 . Mercoledì sarà una giornata importante, perché oltre alla manifestazione di protesta, si riunirà anche il comitato organizzatore del Congresso e, per usare un eufemismo, il confronto sarà molto serrato. p.a.

Organismo unitario dell'avvocatura italiana Roma, 30 marzo 2006 La Giunta dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura Italiana, - richiamato il proprio deliberato in data 20 marzo 2006, con il quale l'Organismo Unitario dell'Avvocatura Italiana, nell'esercizio della sua funzione statutaria di rappresentanza politica e quindi di strumento esecutivo della volontà degli Avvocati italiani, espressa univocamente ed ai massimi livelli, come attestano le precedenti deliberazioni assunte dai Consigli dell'Ordine e le successive intese, ha proclamato lo stato di mobilitazione della categoria ed una giornata di astensione dalle udienze per il giorno 5 aprile 2006 - richiamata altresì la propria ulteriore deliberazione del 24 marzo 2006, con la quale sono state nuovamente motivate le ragioni della protesta della classe forense tutta, per rendere palese ed evidente, anche all'esterno, ed in particolare alle forze politiche dei due opposti schieramenti, il profondo malessere e il disagio sempre crescente provocati dalla necessità di investire sempre maggiori risorse e mezzi per far fronte, anche sotto il profilo organizzativo, agli sforzi non modesti, richiesti da un costante aggiornamento professionale, nonché dagli obblighi che numerose ed invasive normative pongono oggi a loro carico - che l'avvocatura è altresì bersaglio costante di attacchi, e vede progressivamente ridursi lo spazio di tutela per il cittadino, come conseguenza della devoluzione sistematica di conflitti, anche di rilevante qualità, a sedi nelle quali non vengono garantiti, se non addirittura chiaramente ed espressamente esclusi, l'assistenza tecnica e l'effettivo contraddittorio a mero titolo di esempio si richiama la normativa sull'indennizzo diretto, contenuta nel Codice delle Assicurazioni - che permane, malgrado gli interventi riformatori attuati, uno stato pressoché di decozione del sistema giustizia, rilevato anche a livello comunitario - preso atto delle numerose delibere assunte dai Consigli dell'Ordine in relazione alla mobilitazione generale della categoria e alla astensione dalle udienze proclamata per il giorno 5 aprile prossimo, integralmente pubblicate e tuttora in corso di pubblicazione sul sito web www.oua.it - richiamata la comunicazione, datata 23 marzo 2005, con la quale ha puntualmente e ritualmente comunicato agli Enti destinatari per legge la delibera di proclamazione della citata astensione - preso atto della comunicazione in data 30 marzo 2006 della Commissione di Garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, pervenuta all'Oua alle ore 13,34 del 30 marzo 2006, ma anticipata alla stampa con comunicato 29 marzo 2006, non pervenuto all'Oua, ma che risulta egualmente diffuso a tutti gli Ordini Forensi in ora antecedente alla sua conoscenza da parte del destinatario Organismo Unitario - rivendicata la piena legittimità della comunicazione 23 marzo 2006, con la quale si dava atto ai soggetti indicati per legge della proclamazione dell'astensione, già più sopra citata - richiamata, a riguardo, la comunicazione in data odierna inviata alla Commissione di garanzia ed agli altri soggetti destinatari per legge, che si allega a far parte integrante del presente deliberato Rileva - che le motivazioni indicate nell'odierna comunicazione alla Commissione di Garanzia, rendono ragione della correttezza della procedura seguita per l'indizione dell'astensione - che, inoltre, stando anche al tenore letterale della comunicazione 30 marzo 2006 della stessa Commissione, e dal tenore letterale delle norme richiamate, l'Organismo Unitario ben avrebbe potuto confermare la proclamata astensione, limitandosi a fornire le integrazioni richieste, ancorché ritenute già implicite nella primigenia indicazione, risultando comunque tempestiva detta integrazione a termini di legge - che, peraltro, la ristrettezza dei tempi, e la pluralità dei destinatari l'intera avvocatura italiana, già oggetto di plurime comunicazioni avrebbero rischiato di vanificare, o comunque di minare l'efficacia, di quella che si vuole essere una manifestazione di grande rilievo, finalizzata alla legittima e forte, orgogliosa rivendicazione, delle ragioni della classe forense, come dettagliatamente individuate nelle deliberazioni già adottate e richiamate in premessa, così come nelle delibere adottate agli Ordini Forensi - che tale iniziativa, fortemente voluta dalla classe forense, non aveva certamente l'intento - peraltro da altri tenacemente perseguito - di risultare motivo di frammentazione e di divisione interna all'avvocatura, vieppiù laddove si considerino le vicende e le modalità che hanno concretamente condotto, in forte unità di intenti, alla proclamazione dell'astensione e alla fissazione della data, con contestuale manifestazione nazionale in Roma - che nel denunziato stato di malessere e di disagio dell'avvocatura, occorre la sensibilità di mettere da parte rivendicazioni di premazia e dissidi sulla legittimità e la pienezza della rappresentanza, per privilegiare l'effettiva tutela di chi si ambirebbe rappresentare - che nella presente situazione di grave contrasto che da parte di taluno si è voluto determinare all'interno dell'Avvocatura, si è ritenuta la necessità di un gesto di politica responsabile, del quale l'Organismo Unitario ha inteso farsi promotore e garante, nello spirito di unità e di effettivo ricompattamento della classe forense che ha sempre convintamene perseguito, non ritenendo in alcun modo di prestarsi a contribuire ad evidenziare, soprattutto all'esterno, spaccature gravemente negative, con la conseguente perdita di credibilità dell'intera classe forense Ha deliberato di revocare la proclamata astensione, pur mantenendo ferma la mobilitazione generale dell'Avvocatura e la manifestazione nazionale già fissata in Roma, Teatro Capranica, per il giorno 5 aprile 2006, ore 9,30 esprime vivo ringraziamento a tutti i numerosi Consigli dell'Ordine che hanno sino a questo momento sostenuto con convinzione l'iniziativa e l'attività dell'Organismo Unitario, riaffermandone la rappresentanza politica, condividendo le ragioni e l'opportunità della protesta con l'adesione alla astensione e alla manifestazione del 5 aprile 2006, certa che le motivazione della decisione assunta saranno comprese e condivise Li invita pertanto - a voler anch'essi revocare l'astensione, ove espressamente deliberata, in nome del senso di responsabilità che deve sempre informare l'agire dei soggetti esponenziali di interessi collettivi - a partecipare, con il maggior numero possibile dei rispettivi iscritti, alla manifestazione nazionale confermata in Roma per il giorno 5 aprile 2006, Teatro Capranica, nonché alla conferenza stampa che si svolgerà il precedente giorno 4 aprile 2006, alle ore 11,30, sempre in Roma, presso la Biblioteca della Cassa Forense - a partecipare altresì, o ad assicurare la massima partecipazione, alla riunione del Comitato Organizzatore del XXVIII Congresso Forense, programmata per il pomeriggio dello stesso giorno 5 aprile 2006, al fine di garantire il regolare svolgimento del Congresso medesimo, massima assise della classe forense. ?? ?? ?? ?? 2