Lotta al Cybercrime: ecco quando è possibile decretare l'oscuramento di pagine Web

di Aldo Natalini

di Aldo Natalini * Con la firma del decreto Gentiloni che fissa i tempi e le modalità operative per impedire l'accesso ai siti contenenti materiale pedopornografico, viene ad essere attuata una nuova una nuova ipotesi di oscuramento di siti internet impiegati quale mezzo di commissione di reati. Un nuovo strumento di contrasto, dunque, contro una nuova forma di criminalità telematica. La tecnica dell'oscuramento. Occorre premettere che la tecnica dell'oscuramento è semplice quanto facilmente aggirabile si cancella - in forza di una legge, di un regolamento o di un atto magistratuale - il riferimento oppure si blocca o reindirizza l'instradamento da un nodo detto anche router di internet verso quel sito, non rendendo più visibile la relativa pagina web. Ma esistono pure facili contro-mosse per riaccendere un sito oscurato basta cambiargli nome o anche solo una lettera oppure modificare il suo indirizzo Ip, per aggirare il provvedimento dell'autorità. Peraltro il tutto - dicono gli esperti - è ottenibile in pochissimi secondi. Ma vediamo quali sono le principali ipotesi di oscuramento oggi tipizzate dalla legge. La legge antipedofilia articolo 14quater legge 269/98 . L'ultimo referente legislativo nella subiecta materia è dato dall'articolo 14quater della legge 269/98, introdotto quasi un anno fa dall'articolo 19 della legge 38/06, recante Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 38 del 15 febbraio 2006 . Con tale norma di legge è stato previsto in capo ai fornitori di connettività alla rete internet l'obbligo di utilizzare idonei strumenti di filtraggio al fine di impedire l'accesso ai siti a contenuto pedofilo segnalati come tali dall'apposito Centro nazionale costituito presso il Viminale, il tutto attraverso soluzioni tecnologiche conformi ai requisiti individuati con decreto del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il ministro per l'Innovazione e le Tecnologie e sentite le associazioni maggiormente rappresentative , provvedimento per l'appunto varato il 2 gennaio. Con tale decreto ministeriale, i fornitori di connettività alla rete internet avranno sessanta giorni di tempo per dotarsi di idonei sistemi tecnologici in grado di oscurare, entro sei ore dalla relativa comunicazione, i siti che diffondano, distribuiscano o facciano commercio di immagini pedopornografiche. Dopodiché, in caso di violazione degli obblighi loro imposti, scatteranno pesanti sanzioni amministrative per gli internet provider inadempienti da 50.000 a 250.000 euro, irrogabili dal ministero delle Comunicazioni, senza possibilità di pagamento in misura ridotta. La normativa antibookmaker articolo 1, comma 535, legge 266/05 . Un analogo modello di oscuramento è stato introdotto già lo scorso anno con la legge Finanziaria 2006 contro i bookmakers comunitari sprovvisti dell'autorizzazione dal ministero dell'Economia e delle Finanze sul punto v. Aldo Natalini, Niente scommesse senza autorizzazione. E nella Finanziaria si prepara lo stop ai bookmaker virtuali , in D& G n. 45/2005, p. 74 con cui si è previsto un sistema di drenaggio fondato sull'obbligo per i gestori della rete e i provider di inibire, sulla base di una formale comunicazione dell'Aams, Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, la presenza on line di quelle imprese che, pur essendo sfornite dei richiesti titoli amministrativi, hanno impiantato sui domini di competenza siti di scommesse o di concorsi a premio . A tal riguardo il ministero dell'Economia e delle Finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato Aams , fermi i poteri dell'Ag e della Pg ove il fatto costituisca reato, comunica ai fornitori di connettività alla rete Internet ovvero ai gestori di altre reti telematiche o di telecomunicazione o agli operatori che in relazione ad esse forniscono servizi telematici o di telecomunicazione, i casi di offerta, attraverso le predette reti, di giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro in difetto di concessione, autorizzazione, licenza o altro titolo autorizzatorio o abilitativo o, comunque, in violazione delle norme di legge o di regolamento o dei limiti o delle prescrizioni definiti dall'Amministrazione stessa articolo 1, comma 535, legge 266/05, pubblicata nella Gazzetta ufficiale 302/05, supplemento ordinario n. 211 . Di qui l'obbligo per tutti i detentori di spazi su internet di oscurare i siti non autorizzati con misure tecniche idonee articolo 1, comma 536 , pena l'irrogazione della sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 euro articolo 1, comma 537 . In forza di suddette norme di legge, con elenco allegato al decreto del direttore generale dell'Aams del 7 febbraio 2006 pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 13 febbraio 2006 , sono stati resi noti ai fornitori di connettività i siti di scommesse per i quali è stato inibito l'accesso a partire dalla mezzanotte del 24 febbraio scorso. Da quel momento in poi, i siti italiani ed esteri sprovvisti delle autorizzazioni necessarie per operare nel nostro Paese la raccolta di giochi sono divenuti non più raggiungibili come si legge nella relativa home-page . Le altre ipotesi di oscuramento di siti utilizzati come corpo o mezzo di commissione di reati. Residuano poi le ordinarie ipotesi in cui i siti web siano utilizzati come mezzo di propagazione o siano essi stessi corpo di reato, quale esso sia dalla violazione della legge sul diritto d'autore o del codice della privacy, all'incitamento alla violenza a mezzo internet, dalla propaganda antireligiosa, alla diffamazione on line. È chiaro che in tutte queste fattispecie, ove ricorrano le condizioni per un sequestro preventivo, le relative pagine internet potranno essere oggetto di oscuramento, ma in forza di un provvedimento giurisdizionale ablativo dei beni hardware e software nonché dei prodotti telematici relativi al dominio e al sito incriminato presso l'internet provider o qualunque altro luogo o presso chiunque altro fosse necessario così ad esempio ord. Tribunale di Bari, 7 giugno 2001, pubblicata su www.mcreporter.info/giurisprudenza, applicativa della misura ex articolo 321 Cpp per ritenuta violazione dell'articolo 403 Cp fattispecie in cui le immagini e le espressioni utilizzate on line erano volte palesemente a tenere a vile chi professa la religione cattolica e i ministri del suo culto, oggetto di atti sessuali, osceni e di scherno , senza che potesse essere invocato l'esercizio del diritto di manifestazione del pensiero e senza alcun utile apporto critico o revisionista ma con uno sterile spirito offensivo . Analogamente, sul versante civilistico, potrà chiedersi in via cautelare la rimozione di una certa home page ai sensi dell'articolo 700 Cpc ove sia lesiva di un dato diritto soggettivo, come ad esempio, in tema di copyright. Le preclusioni ai sequestri delle pubblicazioni on line in base alla legge sulla stampa. Ove si tratti di vere e proprie pubblicazioni telematiche va segnalato ormai come acquisito all'ordinamento il principio giuridico della totale assimilazione della pubblicazione cartacea a quella diffusa in via elettronica, secondo quanto stabilito esplicitamente dall'articolo 1 della legge 62/2001 Per prodotto editoriale , ai fini della presente legge, si intende il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o comunque alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici . Ne deriva, allora, l'ampliamento della preclusione contenuta nel R.D.Lgs 561/46, secondo cui non si può procedere al sequestro delle edizioni dei giornali, di pubblicazioni o stampati - contemplati nell'Editto della stampa 696/1848 - se non in virtù di una sentenza irrevocabile in questo senso v. ord. Tribunale di Milano del 15 aprile 2002, pubblicata su www.mcreporter.info/giurisprudenza, che ha ritenuto, nella specie, insussistenti le ipotesi di sequestro di cui all'articolo 3 del citato R.D.Lgs 561/46 . Le norme sulla sicurezza telematica in tema di terrorismo internazionale. Non danno adito, invece, all'inibizione all'accesso ai siti ma solo a speciali tecniche di investigazione telematica le previsioni di cui all'articolo 7bis del Dl 144/05, convertito, con modificazioni, dalla legge 155/05 in Gazzetta ufficiale 177/05 . In forza di esse, infatti, ferme restando le competenze dei Servizi informativi e di sicurezza, gli ufficiali di polizia giudiziaria appartenenti all'organo del ministero dell'Interno per la sicurezza e la regolarità dei servizi telematici possono svolgere le attività undercover cioè sotto copertura di cui all'articolo 4, commi 1 e 2, del Dl 374/02, convertito con modificazioni dalla legge 438/01, e quelle di intercettazione di comunicazioni o conversazioni, anche per via telematica, di cui all'articolo 226 delle disposizioni di attuazione al Cpp, di cui al D.Lgs 271/89, anche a richiesta o in collaborazione con gli organi di polizia giudiziaria ivi indicati. Pertanto, al solo fine di acquisire elementi di prova in ordine ai delitti commessi con finalità di terrorismo, anche per interposta persona acquistano, ricevono, sostituiscono oppure occultano denaro, armi, documenti, stupefacenti, beni ovvero cose che sono oggetto, prodotto, profitto o mezzo per commettere il reato, o altrimenti ostacolano l'individuazione della provenienza o ne consentono l'impiego, gli ufficiali e agenti di Polizia giudiziaria possono utilizzare documenti, identità o indicazioni di copertura anche per attivare o entrare in contatto con soggetti e siti nelle reti di comunicazione, informandone il Pm al più presto e comunque entro le 48 ore successive all'inizio delle attività articolo 4, comma 2, Dl 374/01 . * Avvocato e magistrato onorario