Pompe di benzina ""indipendenti"": gli elenchi regionali e statali non sono segreti

Riconosciuto il diritto di un'associazione di consumatori ad accedere agli elenchi degli impianti che, non apponendo marchi, riescono a praticare prezzi più vantaggiosi per gli utenti. Il Tar, invece, aveva detto no

Il Codacons ha tutto il diritto di consultare l'elenco dei distributori di carburanti indipendenti che non apponendo marchi, riescono a praticare prezzi più vantaggiosi per gli utenti. E nel caso in cui le Regioni non possiedano una vera e propria lista l'associazione può accedere ai documenti che riguardano il settore. Palazzo Spada ha accolto il ricorso proposto dal Codacons che si era visto negare dal ministero delle Attività produttive e da alcune Regioni la possibilità di accedere ai documenti relativi all'elenco dei distributori cosiddetti indipendenti . Il Tar Lazio, tuttavia, aveva negato l'ostensione sostenendo che le Regioni non esercitano alcun controllo, indirizzo o programmazione sui prezzi al consumo dei carburanti. Quindi, avevano detto ancora i giudici capitolini, per gli atti provenienti dai privati, quali potrebbero essere gli elenchi dei gestori cosiddetti indipendenti , il relativo accesso è consentito solo se si tratti di atti utilizzati e in qualche modo rilevanti nell'iter di uno specifico procedimento. Nessun accesso, quindi, se la Pa detiene i documenti solo occasionalmente. Di diverso avviso i magistrati di piazza Capo di Ferro. In effetti, hanno chiarito i consiglieri di Stato, pur essendo vero che né il Ministero né le Regioni esercitano funzioni amministrative in relazione al prezzo di vendita dei carburanti, va rilevato che, in sede di razionalizzazione del sistema di distribuzione dei carburanti, l'articolo 3, comma 9 del D. Lgs. 32/1998 ha previsto che le Regioni effettuano annualmente un monitoraggio per verificare l'evoluzione del processo di ristrutturazione della rete i cui risultati sono trasmessi al ministro dell'Industria, del commercio e dell'artigianato al fine dell'esercizio di alcune competenze, restate affidate allo stesso Ministero . Pertanto, ha aggiunto Palazzo Spada, i documenti relativi a tale attività non sono occasionalmente detenuti dalle amministrazioni, ma sono in loro possesso in ragione di specifiche esigenze connesse a tale attività di monitoraggio . Tuttavia, ha concluso il Consiglio di Stato, anche in assenza di un elenco dei distributori indipendenti, deve essere consentito al Codacons quale associazione di consumatori avente interesse a conoscere gli esiti dell'attività di monitoraggio inerenti l'elenco dei distributori di carburante, di accedere agli atti in cui tale monitoraggio concerne l'indicazione dei distributori di carburante operanti sul territorio . cri.cap

Consiglio di Stato - Sezione sesta - decisione 28 aprile - 13 luglio 2006, n. 4505 Presidente Giovannini - relatore Chiappa Ricorrente Codacons - controricorrente ministero delle Attività produttive Fatto e diritto 1. Con istanza in data 27 aprile 2004 il Codacons ha chiesto al Ministero delle attività produttive, nonché alle Regioni, di accedere ai documenti relativi all'elenco dei distributori di carburante c.d. indipendenti, che, non apponendo marchi, riescono a praticare prezzi più vantaggiosi per gli utenti . Non avendo ricevuto risposta dal Ministero delle attività produttive e da alcune Regioni, il Codacons ha proposto ricorso al Tar del Lazio. Con l'impugnata sentenza il Tar ha dato atto della rinuncia al gravame proposto nei confronti della Regione Trentino-Alto Adige e ha dichiarato cessata la materia del contendere relativamente alla posizione della Regione Lazio, solo nella parte attinente all'elenco dei distributori richiesti, ubicati nel territorio della provincia di Viterbo. Il giudice di primo grado ha poi dichiarato in parte inammissibile il ricorso nella parte proposta avverso il Ministero, per carenza di legittimazione passiva all'istanza d'accesso ed alla relativa actio ad exhibendum, in quanto la materia del commercio, nel cui ambito rientra il settore della distribuzione dei carburanti, spetta alla competenza legislativa delle Regioni, e non dell'amministrazione statale. Con riguardo alle restanti Regioni, il ricorso è stato respinto. Il Tar ha rilevato che le Regioni non esercitano alcun controllo, indirizzo o programmazione sui prezzi al consumo dei carburanti e che per gli atti provenienti dai privati, quali potrebbero essere gli elenchi dei gestori c.d. indipendenti , richiesti dall'Associazione ricorrente, il relativo accesso è consentito solo se si tratti di atti utilizzati ed in qualche modo rilevanti nell'iter di uno specifico procedimento e non anche quando siano solo occasionalmente detenuti dalla P.A Avverso tale decisione ha proposto appello il Codacons. All'odierna camera di consiglio la causa è stata trattenuta in decisione. 2. Il ricorso in appello è in parte fondato. Il giudice di primo grado non ha respinto il ricorso perché le informazioni, richieste dall'associazione di consumatori, non siano contenute in documenti in possesso delle Regioni, ma ha rilevato che sugli elenchi richiesti le Regioni non esercitano una specifica funzione inerente ai prezzi dei carburanti. Il Tar ha aggiunto che la disciplina sul diritto d'accesso ai documenti amministrativi è stata introdotta per garantire il controllo dell'efficienza e dell'imparzialità dell'azione amministrativa a favore dei soggetti titolari d'un interesse giuridicamente rilevante, ma tale diritto non può essere invocato per chiedere l'ostensione di atti provenienti da soggetti privati, detenuti occasionalmente dalla P.A., ma non utilizzati ai fini dell'attività di quest'ultima, né incidenti nelle relative determinazioni. Tale assunto è in astratto corretto, ma non si attaglia alla specifica fattispecie. In relazione ai distributori di carburanti, pur essendo vero che né il Ministero né le Regioni esercitano funzioni amministrative in relazione al prezzo di vendita dei carburanti, va rilevato che, in sede di razionalizzazione del sistema di distribuzione dei carburanti, l'articolo 3, comma 9 del D. Lgs. 32/1998, richiamato dall'appellante, ha previsto che le regioni effettuano annualmente un monitoraggio per verificare l'evoluzione del processo di ristrutturazione della rete i cui risultati sono trasmessi al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato al fine dell'esercizio di alcune competenze, restate affidate allo stesso Ministero. I documenti relativi a tale attività non sono, quindi, occasionalmente detenuti dalle amministrazioni, ma sono in loro possesso in ragione di specifiche esigenze connesse a tale attività di monitoraggio. Va, comunque, rilevato che la richiesta di accesso del Codacons era diretta a poter accedere all'elenco dei c.d. distributori indipendenti e nell'ambito delle descritte competenze amministrative non si ricava un obbligo per le amministrazione di redigere tale elenco. Tuttavia, ogni richiesta di accesso non deve indicare in modo puntuale i documenti oggetto dell'istanza, in quanto molto spesso il privato non conosce in quali documenti sono contenute le informazioni che richiede. Pur dovendo essere ribadito che l'accesso non può riguardare documenti allo stato non esistenti e da formare per dare risposta alla richiesta ostensiva, spetta all'amministrazione individuare in quali documenti siano presenti le informazioni richieste nel caso in cui sussistano i presupposti per consentire l'accesso. Nel caso di specie, anche in caso di assenza di un già formato elenco dei c.d. distributori indipendenti, deve essere consentito al Codacons, quale associazione di consumatore avente interesse a conoscere gli esiti dell'attività di monitoraggio inerenti l'elenco dei distributori di carburante, di accedere agli atti in cui tale monitoraggio concerne l'indicazione dei distributori di carburante operanti sul territorio. La richiesta di accesso deve, pertanto, essere accolta sia nei confronti delle Regioni intimate, sia nei confronti del Ministero, che, ricevendo dalle Regioni gli esiti di tale attività, anche detiene i documenti richiesti. Se il carattere di distributori c.d. indipendenti non emerge da tali documenti, non può invece essere richiesto alle amministrazioni alcuna attività integrativa rispetto ai documenti già formati. Non essendo stato contestato che la Regione Basilicata abbia già fornito l'elenco regionale dei distributori di carburanti, come da questa dedotto, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere in ordine a tale parte del ricorso. 3. In conclusione, l'appello deve essere in parte accolta e, in riforma della sentenza impugnata, deve essere ordinato al ministero delle attività produttive e alle regioni Calabria, Sicilia e Lazio di consentire al Codacons l'accesso alla documentazione richiesta, secondo quanto in precedenza indicato. Deve, invece, dichiararsi la cessazione della materia del contendere per quanto riguarda la Regione Basilicata. Ricorrono giusti motivi per compensare integralmente tra le parti le spese di giudizio. PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Sesta, accoglie in parte il ricorso in appello indicato in epigrafe e per l'effetto, in riforma della sentenza impugnata, ordina la ministero delle attività produttive e alle regioni Calabria, Sicilia e Lazio di consentire al Codacons l'accesso alla documentazione richiesta, secondo quanto indicato parte motiva. Dichiara la cessazione della materia del contendere per quanto riguarda la Regione Basilicata. Compensa tra le parti le spese del giudizio. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa.