Mercoledì 10 dicembre 2014 si è svolta a Roma la Giornata Europea degli avvocati, che alla sua prima edizione ha affrontato il tema dei sistemi di sorveglianza di massa e della tutela del segreto professionale degli avvocati. Molte le autorità, italiane ed europee, intervenute al convegno e tutte concordi su un punto la confidenzialità tra clienti e avvocati è un principio insopprimibile dello Stato di diritto.
La parola d’ordine è riservatezza. Mercoledì 10 dicembre 2014, si è celebrata a Roma la prima Giornata europea degli avvocati, dedicata al tema dei sistemi di sorveglianza di massa e della tutela del segreto professionale degli avvocati. Si tratta di un evento organizzato in tutta Europa, in concomitanza con la ricorrenza della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo. Il convegno, organizzato dal Consiglio Nazionale Forense, ha avuto come tema centrale la tutela del segreto professionale forense e del diritto alla privacy dei cittadini nei confronti dell’autorità pubblica nell’era dei Big Data. E’ stato ribadito che la confidenzialità tra clienti e avvocati costituisce un principio insopprimibile dello Stato di diritto. I protagonisti. All’evento hanno partecipato Stefano Rodotà, garante nazionale per la protezione dei dati personali, Antonello Soro e il garante europeo per la protezione dei dati personali, Giovanni Buttarelli. Inoltre, è intervenuto il viceministro della Giustizia, Enrico Costa. Una richiesta ben precisa. Dal convegno è arrivata una richiesta precisa, espressa dalle parole del Presidente Guido Alpa «le nuove norme Ue in materia di circolazione dei dati personali e sull’uso dei dati nei sistemi di controllo per la sicurezza e nell’attività di giustizia prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento dei reati dovranno chiarire l’ambito della loro operatività, l’inclusione o meno della corrispondenza telematica nell’ oggetto del controllo esercitato dalla pubblica Amministrazione e dall’ Autorità garante sia in sede nazionale sia in sede europea e il tipo di controllo che i Garanti possano esercitare quando sono in gioco le garanzie del cittadino nella difesa giudiziale e stragiudiziale dei propri diritti e interessi». In più, ha aggiunto, «In ogni Paese i Consigli nazionali e gli Ordini locali sono invitati a discutere la problematica, specie nell’ottica della difesa del segreto professionale legal privilege . Occorrono in altri termini garanzie concrete perché il legale possa comunicare con il cliente in piena sicurezza. Ciò implica che la tutela della privacy sia rafforzata anche nei confronti della pubblica Amministrazione quando il segreto professionale è in pericolo». Una nuova Carta dei diritti. Stefano Rodotà ha ribadito la necessità di una Carta di cui è già pronta una bozza redatta da un’apposita commissione istituita presso la Camera dei Deputati, ora sottoposta a consultazione pubblica che tuteli i diritti delle persone e la loro autodeterminazione nell’era dei Big Data «La Rete è terribilmente regolata basti pensare ai regimi totalitari o ai grandi players di Internet». Protezione giudiziaria. Il Garante nazionale per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, ha ribadito, invece, che «la sorveglianza è indicativa dello stato di salute delle libertà dei cittadini. Due sfide si sovrappongono oggi quella tra tecnologia e umanità e quella tra privacy e sicurezza». La strada è quella dei Tribunali «è la giurisprudenza a segnare la strada di una maggior tutela dei diritti, come hanno dimostrato le due sentenze della Corte su Google diritto all’oblio e data retention e digital right». Norme europee. Il Garante Europeo, Giovanni Buttarelli, ha rivolto l’attenzione all’Europa «la riforma della normativa in materia di dati personali che si sta profilando in Ue dove è in corso di esame un nuovo regolamento e una nuova direttiva implicherà una revisione del sistema». Vera Jourova, Commissaria Ue Giustizia-Diritti dei Consumatori Pari opportunità, in un messaggio inviato in occasione dei lavori, ha messo in evidenza l’importanza della tutela della riservatezza tra avvocati e assistiti, ritenuta uno strumento essenziale della rule of law e al centro anche della nuova proposta della Commissione Ue sull’antiriciclaggio. La Commissaria Jourova ha anche parlato della formazione in ambito comunitario degli operatori di giustizia obiettivo della Commissione è di avere, entro il 2020, il 50% di avvocati e magistrati formati specificatamente nel diritto dell’Unione Europea. Invito alla crittografia. Infine, durante il convegno, è stato trasmessa un’intervista a Ben Wizner, il legale di Edward Snowden, il quale ha sottolineato che «per un professionista legale la riservatezza delle conversazioni con il proprio assistito/cliente è una “obbligazione sacra” e sarebbe opportuno che gli avvocati e loro organismi di rappresentanza adottassero sistemi crittografici sicuri».