È di questi giorni la notizia che Cassa Forense ha investito 140 milioni di euro, che sono 280 miliardi circa del vecchio conio, nel capitale sociale di CDP Reti SpA. Vediamo di fare il punto della situazione alla luce della scarna documentazione disponibile.
Cassa Depositi e Prestiti SpA CDP è l’istituzione finanziaria leader in Italia, controllata dallo Stato italiano per l’80,1% e da diverse Fondazione bancarie per il 18,4%. CDP detiene il 100% di CDP Reti SpA la cui unica attività consiste in una partecipazione del 30% circa in SNAM SpA, società quotata sulla Borsa di Milano con 15,1 miliardi di capitalizzazione operante nel trasporto, stoccaggio, distribuzione e rigasificazione del gas. CDP detiene inoltre il 30% circa di TERNA SpA, società quotata sulla Borsa di Milano con 8,1 miliardi di capitalizzazione operante nel settore della trasmissione di energia. CDP ha conferito la partecipazione in TERNA in CDP Reti SpA. Come previsto dalle linee strategiche del piano industriale 2013 – 2015, alla fine del 2013 CDP ha avviato il processo di cessione di una quota fino al 49% del capitale di CDP Reti SpA ad uno o più investitori di lungo termine, mantenendo sempre il controllo della società. Nel luglio del 2014 CDP ha siglato l’accordo con il gruppo cinese State Grid Corporation per la cessione di una quota di minoranza del 35% in CDP Reti SpA. Nel proseguo CDP ha deciso di vendere un’altra quota di CDP Reti SpA, pari al 14%, ad un nucleo di investitori istituzionali italiani frazionati. Le notizie della stampa specializzata in questi giorni ci dicono che quel 14% di CDP Reti SpA è stato acquistato da 33 Fondazioni di origine bancaria e da Cassa Forense per un ammontare complessivo di 313,5 milioni di euro di cui 173,5 milioni provenienti dalle Fondazioni e 140 milioni provenienti da Cassa Forense. Attraverso questo investimento Cassa Forense ha dovuto vendere il proprio pacchetto azionario che aveva in TERNA SpA, portando a casa una ricca plusvalenza, un vero e proprio tesoretto, nella speranza, grazie alla leva finanziaria prevista in CDP Reti SpA, che il rendimento per l’azionista in CDP Reti SpA sia maggiore rispetto ad un investimento diretto in azioni SNAM o in azioni TERNA. Diligenza del buon padre di famiglia A questo punto occorre tenere presente che attualmente SNAM e TERNA offrono un dividend yield pari a circa il 5-6% che risulta perfettamente in linea con le attese di un investitore previdenziale secondo la diligenza del buon padre di famiglia. Cassa Forense, come le altre Fondazioni bancarie, è andata ad acquistare azioni di categoria C nell’ambito del capitale sociale di CDP Reti SpA e tali azioni non hanno una immediata commerciabilità perché qualora Cassa Forense intenda, successivamente al closing, cedere le proprie partecipazioni in CDP Reti SpA, CDP userà ogni ragionevole sforzo per supportare direttamente o attraverso CDP Reti SpA, Cassa Forense nella ricerca di possibili investitori interessati all’acquisto delle suddette azioni conservando CDP Reti SpA un diritto di prelazione. È vero che siamo di fronte ad un investimento di lungo termine per la valorizzazione dell’asset ma è altrettanto vero che Cassa Forense ritengo non abbia le competenze professionali per occuparsi in prima persona del settore dell’energia e del suo trasporto. Si sarebbe potuto investire ugualmente nel sistema Italia partecipando alla leva finanziaria prevista in CDP Reti SpA che presumibilmente CDP effettuerà per un importo di circa 1,5 miliardi di euro attraverso il debito bancario e obbligazionario quotato sul mercato secondario e quindi facilmente cedibile.