Aste via Internet: eBay boccia Postepay, non è un sistema di pagamento sicuro

Il meccanismo di ricarica di una card non solo quella di Poste Italiane altrui non può neppure essere ritenuto un mezzo idoneo perché, tra l'altro, non ha correlazione esplicita con gli acquisti. Ma gli utenti protestano

Sono milioni ogni anno gli italiani che, in veste di venditori, acquirenti o semplici curiosi navigano sulle pagine di eBay, il più celebre e grande sito di aste on-line di tutta la Rete. E non si tratta solo di gente che vuole disfarsi del vecchio stereo o di una collezione di fumetti, ma anche di venditori prestigiosi che offrono oggetti di grandissimo valore, sia esso intrinseco o semplicemente amatoriale, si pensi ad alcuni strumenti musicali appartenuti ai Beatles o alla vettura usata alcuni anni fa dall'attuale Papa Ratzinger. Vendere e comprare su eBay non è difficile e, se si rispettano attentamente tutte le regole della casa la policy in materia, chiaramente spiegata nelle varie versioni localizzate del sito , anche la prospettiva di fare affari appare ragionevolmente sicura. Ciò non vuol dire che il bidone non sia in agguato - come in tante altre forme di compravendita in apparenza più dirette e verificabili - ma certamente il numero delle frodi, statisticamente, non è in grado di minacciare il sistema. Tuttavia l'esperienza effettuata nell'arco di alcuni anni ha indotto il gigante delle aste telematiche a rimodulare alcune regole relative ai pagamenti in modo tale da garantire standard di sicurezza in grado di scoraggiare i furbetti della Rete. A farne le spese, da un paio di settimane, sono le modalità di pagamento effettuate attraverso la ricarica di carte tipo Postepay o Kalibra il cui utilizzo è stato ufficialmente bandito. In effetti non si trattava di un vero e proprio mezzo di pagamento, ma nonostante ciò era probabilmente per la semplicità d'uso tra i favoriti soprattutto per le transazioni di piccolo e medio valore. Il venditore infatti forniva all'acquirente il proprio numero di carta Postepay o simile sul quale effettuare una ricarica pari all'importo del bene in vendita. Tale dinamica, tuttavia, sebbene onorata dalla stragrande maggioranza dei venditori, non forniva alcuna tutela in caso di mancato invio della merce pattuita, o meglio aggiudicata nell'asta. La ricarica infatti, per le società emittenti delle carte in questione, risultava una mera alimentazione della capacità di spesa prepagata del titolare pur potendo essere effettuata da chiunque e l'operazione di accredito in quanto tale non poteva in alcun modo essere qualificata come pagamento di qualsivoglia bene o prestazione, ovvero non consentiva l'emissione di un giustificativo idoneo a provare tale circostanza. Di qui gli abusi, ovvero, da parte di alcuni, il mancato invio degli oggetti acquistati nonostante l'avvenuta ricarica e il successivo non facile contenzioso. Alla luce del proliferare delle frodi - anche se nessuna statistica in tal senso sia stata mai diffusa - eBay ha deciso di eliminare l'accettazione di transazioni basate sul sistema delle carte prepagate, sostenendo di voler mantenere solo sistemi in grado di offrire la massima sicurezza possibile ai soggetti coinvolti per il venditore onesto, in effetti, poteva risultare potenzialmente a rischio anche la fornitura dei numeri della propria carta prepagata-ricaricabile . Da un punto di vista logico, apparentemente, niente di grave, visto che i sistemi alternativi ammessi sono molteplici bonifici bancari, assegni, vaglia, carte di credito ove possibile ma anche il vecchio contrassegno o il sistema PayPal ma evidentemente gli appassionati delle vendite on-line sono rimasti delusi, al punto da affollare di proteste numerosi Forum telematici. Una delusione che non ha scalfito minimamente le nuove regole del colosso delle aste via Internet che, peraltro, ha operato le restrizioni non solo in Italia ma in tutti i mercati sui quali è presente forte anche della conferma delle società emittenti nel caso specifico Poste Italiane, Visa sulla circostanza che la ricarica non possa essere equiparata ad un pagamento. Con la evidente conseguenza che un sistema che non è di pagamento non possa essere ammesso tra i sistemi di pagamento. I maligni, tuttavia, insistono nelle proteste sostenendo che tanta cautela abbia un solo scopo quello di spingere sull'utilizzo di PayPal che, guarda caso, è un sistema di pagamento sicuro gestito dalla stessa eBay. Come dire quando c'è più sicurezza guadagnano tutti, ma qualcuno, probabilmente, guadagnerà di più. m.c.m.