Concorsi, accesso libero anche al curriculum del vincitore

Il Tar Campania, richiamando la legge 241/90, censura una scuola che aveva respinto la domanda dell'avvocato Giuseppe Fusco escluso da una selezione per il reclutamento di esperti

Legge 241/90, è consentito l'accesso al curriculum del concorrente vincitore. A stabilirlo è stato il Tar Campania con la sentenza 3809/06 depositata lo scorso 20 aprile e qui leggibile nei documenti correlati . Pubblichiamo di seguito il commento dell'avvocato Teodoro Elisino. di Teodoro Elisino * Con la sentenza in esame, qui leggibile nei documenti correlati, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania ha accolto il ricorso di un partecipante ad una procedura selettiva per il reclutamento di esperti di cui all'avviso avverso il provvedimento con cui un dirigente scolastico gli aveva negato l'accesso all'istanza ed al curriculum dell'esperto selezionato . Nel dispositivo della sentenza, in realtà, non è chiaramente detto che il ricorrente possa avere copia del curriculum del concorrente selezionato in esso, infatti, si ordine genericamente di consentire l'accesso agli atti relativi alla procedura concorsuale, ivi inclusi quelli prodotti dal soggetto selezionato. La sintetica descrizione che seguirà dei fatti ci condurrà al principio secondo cui è consentito l'accesso al curriculum di altro concorrente vincitore della procedura concorsuale. L'avvocato Giuseppe Fusco, difensore di se stesso ai sensi dell'articolo 86 Cpc, ricorre contro il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Scientifica e la Scuola Media Statale Torricelli di Casandrino, avverso e per l'annullamento della nota 17 febbraio 2005 con la quale il Dirigente della Scuola Media Torricelli di Casandrino ha fornito notizie in ordine alla procedura selettiva ma ha respinto la richiesta di accesso all'istanza ed al curriculum dell'esperto selezionato l'avvocato lamenta la violazione degli articoli 22,24 e 25 della legge 241/90, ed eccesso di potere per illogicità, sviamento. A supporto del loro ragionamento, i giudici campani, dopo aver sottolineato che secondo un orientamento giurisprudenziale, costituente ormai jus receptum, il diritto di accesso agli atti relativi alle procedure concorsuali non può essere negato, essendo preminente rispetto alla tutela della riservatezza - in subjecta materia - la esigenza di massima trasparenza, richiamano precedenti decisioni del Consiglio di Stato ed una del Tar Campania, pronunciate in merito alla specifica materia. Alcune di queste decisioni, più attinenti al caso in esame, si ritiene utile citare, per completezza di esposizione del presente scritto. non sussistono motivi per negare l'accesso a documenti relativi alla formazione, all'assegnazione ed alla nomina dei vincitori di concorsi pubblici Cfr., per tutte, CdS, Ag, 16/1994 va accolto il ricorso proposto ai sensi dell'art. 25 L. 241/90, a fronte del diniego di accesso fatto valere dall'amministrazione in ordine ad elenchi riguardanti posizioni analoghe di terzi soggetti concorrenti onde verificare l'equità del comportamento dell'autorità amministrativa CdS, Sezione quinta, 291/96 3. il partecipante ad un concorso ad un pubblico impiego non ammesso alle prove orali ha un interesse giuridicamente rilevante ad accedere agli elaborati degli altri concorrenti, anche a prescindere dalla eventualità di un suo ricorso giurisdizionale contro l'esito della selezione CdS, Sezione quarta, 5/1995 . 4. le schede di valutazione e gli stessi elaborati redatti dai partecipanti ad un concorso pubblico costituiscono documenti rispetto ai quali deve essere esclusa in radice l'esigenza di riservatezza a tutela dei terzi, posto che i concorrenti, prendendo parte alla selezione, hanno evidentemente acconsentito a misurarsi in una competizione di cui la comparazione dei valori di ciascuno costituisce l'essenza tali atti, quindi, una volta acquisiti alla procedura, escono dalla sfera personale dei partecipanti che, pertanto, non assumono la veste di controinteressati in senso tecnico nel giudizio relativo all'istanza di accesso agli stessi, né, in concreto, l'omessa intimazione in giudizio dei concorrenti cui si riferiscono gli atti in esame arreca loro alcun significativo pregiudizio non potendo gli stessi, in ragione di quanto detto, opporsi all'ostensione dei documenti richiesti dalla ricorrente. Tar Campania Napoli, Sezione quinta, 1688/05 . Sulla base di quanto sopra esposto, il Tar per la Campania, Seconda Sezione, accoglie il ricorso dell'interessato, ricorso, si ricorda, presentato per il rigetto della richiesta di accesso del ricorrente all'istanza ed al curriculum dell'esperto selezionato . I giudici napoletani ritengono, infatti, che nella fattispecie dedotta in giudizio la parte ricorrente chiede di accedere agli atti della procedura concorsuale al fine di verificare se i criteri prestabiliti siano stati effettivamente seguiti ed applicati imparzialmente - e ciò al dichiarato fine di eventualmente tutelare la sua posizione giuridica in sede giudiziaria. Anche se implicitamente, dunque, come del resto in tutte le pronunce richiamante in sentenza, dove si parla sempre genericamente di accesso agli atti ed ai documenti relativi alla procedura , sembra che questa volta si sia superato, con molta evidenza, il tabù dell'accesso al curriculum di altri concorrenti , tabù che tanti grattacapi procura ai responsabili degli Uffici concorsi delle amministrazioni pubbliche. * Avvocato

Tar Campania - Sezione seconda - sentenza 20 aprile 2006, n. 3809 Presidente Onorato Ricorrente Fusco Fatto e diritto 1. L'evidente connessione oggettiva e soggettiva consiglia la riunione dei due ricorsi con i quali l'avv. Fusco ha chiesto tutela al suo diritto di accedere agli atti della procedura selettiva alla quale ha partecipato. 2. Come è stato rappresentato dai difensori presenti in camera di consiglio, i ricorsi, attesa l'evidente improcedibilità del primo e la chiara fondatezza del secondo, possono essere definiti immediatamente nel merito con sentenza redatta in forma semplificata. 3. Il primo ricorso risulta improcedibile in quanto l'Amministrazione dopo la sua proposizione con la nota impugnata col secondo ricorso ha fornito alcuni dei dati richiesti, ha consentito la consultazione dei verbali di valutazione ed ha esplicitamente negato l'accesso agli atri atti. 4. Risulta fondato il secondo ricorso che ha per oggetto la precitata nota del Dirigente scolastico nella quale viene escluso l'accesso alla domanda di partecipazione ed alla documentazione prodotte dall'esperto selezionato. Con unico articolato motivo di gravame la parte ricorrente lamenta violazione degli articoli 22, 24 e 25 della legge 241/90 ed eccesso di potere per illogicità, sviamento. Secondo un orientamento giurisprudenziale costituente ormai jus receptum, il diritto di accesso agli atti relativi alle procedure concorsuali non può essere negato, essendo preminente rispetto alla tutela della riservatezza - in subjecta materia - la esigenza di massima trasparenza. Ciò, a maggior ragione, se la richiesta di accesso sia motivata dall'esigenza di far valere un diritto in via giudiziale. Al riguardo, infatti, il Consiglio di Stato ha affermato che - non sussistono motivi per negare l'accesso a documenti relativi alla formazione, all'assegnazione ed alla nomina dei vincitori di concorsi pubblici Cfr., per tutte, CdS, Ag, 16/1994 - l'accesso di documenti amministrativi va consentito anche quando la relativa istanza sia preordinata alla loro utilizzazione in un giudizio, senza che sia possibile operare alcun apprezzamento in ordine alla fondatezza o ammissibilità della domanda o della censura che sia stata proposta o si intenda proporre, la cui valutazione spetta solo al giudice chiamato a decidere CdS, Ap, 6/1999 - va accolto il ricorso proposto ai sensi dell'art. 25 legge 241/90, a fronte del diniego di accesso fatto valere dall'amministrazione in ordine ad elenchi riguardanti posizioni analoghe di terzi soggetti concorrenti onde verificare l'equità del comportamento dell'autorità amministrativa CdS, Sezione quinta, 291/96 - Il partecipante ad un concorso ad un pubblico impiego non ammesso alle prove orali ha un interesse giuridicamente rilevante ad accedere agli elaborati degli altri concorrenti, anche a prescindere dalla eventualità di un suo ricorso giurisdizionale contro l'esito della selezione CdS, Sezione quarta, 5/1995 . - Le schede di valutazione e gli stessi elaborati redatti dai partecipanti ad un concorso pubblico costituiscono documenti rispetto ai quali deve essere esclusa in radice l'esigenza di riservatezza a tutela dei terzi, posto che i concorrenti, prendendo parte alla selezione, hanno evidentemente acconsentito a misurarsi in una competizione di cui la comparazione dei valori di ciascuno costituisce l'essenza tali atti, quindi, una volta acquisiti alla procedura, escono dalla sfera personale dei partecipanti che, pertanto, non assumono la veste di controinteressati in senso tecnico nel giudizio relativo all'istanza di accesso agli stessi, nè, in concreto, l'omessa intimazione in giudizio dei concorrenti cui si riferiscono gli atti in esame arreca loro alcun significativo pregiudizio non potendo gli stessi, in ragione di quanto detto, opporsi all'ostensione dei documenti richiesti dalla ricorrente. Tar Campania Napoli, Sezione quinta, 1688/05 . E poiché nella fattispecie dedotta in giudizio la parte ricorrente chiede di accedere agli atti della procedura concorsuale al fine di verificare se i criteri prestabiliti siano stati effettivamente seguiti ed applicati imparzialmente - e ciò al dichiarato fine di eventualmente tutelare la sua posizione giuridica in sede giudiziaria - è evidente che il provvedimento di diniego non resiste sotto alcun profilo alle dedotte censure. In considerazione delle superiori osservazioni, il silenzio serbato dall'Amministrazione va dichiarato illegittimo e, per l'effetto, va dichiarato l'obbligo della stessa di consentire l'accesso a tutti gli atti relativi alla procedura, ivi inclusi quelli prodotti dal soggetto selezionato entro il termine di giorni 30 trenta . Le spese, liquidate nella misura indicata in dispositivo, seguono, come di regola, la soccombenza. PQM Il Tribunale amministrativo regionale per la Campania, Seconda Sezione, definitivamente pronunciando, previa la loro riunione, dichiara improcedibile il ricorso n. 1367/2006 mentre accoglie il ricorso n. 1759/2006 per l'effetto, annulla la nota del Dirigente scolastico impugnata ed ordina al medesimo funzionario di consentire l'accesso agli atti relativi alla procedura concorsuale, ivi inclusi quelli prodotti dal soggetto selezionato, entro il termine di giorni trenta decorrente dalla data di comunicazione della presente sentenza o, se anteriore, da quella della sua notificazione a cura della parte ricorrente. Condanna le Amministrazioni intimate al pagamento in solido in favore del ricorrente delle spese di giudizio che, comprensive di diritti, onorari ed altre competenze, sono liquidate in complessivi euro 700 settecento . Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.