Intercettazioni illegali: l'intesa regge, la commissione approva

Il testo va all'Aula. Le modifiche che tutti ritengono necessarie confluiranno nel Ddl presentato dal governo l'estate scorsa. Mastella un atto di saggezza

L'intesa ha retto. Ieri mattina la commissione Giustizia di Montecitorio ha approvato senza modifiche il decreto legge sulle intercettazioni illegali nel testo già licenziato dal Senato lo scorso 18 ottobre vedi tra gli arretrati del 19 ottobre 2006 . Respinti tutti gli emendamenti di Forza Italia con l'astensione di An che aveva già ritirato i suoi mentre l'assenza di Udc e Lega, forse dovuta anche alla convocazione fissata per le 8,15 della mattina, ha fatto decadere tutte le altre proposte di modifica. Il decreto adesso potrebbe arrivare in aula anche oggi stesso dopo le 22 ma solo per la discussione generale, mentre per le votazioni si dovrà attendere la fine della sessione Finanziaria. Una decisione sofferta, quella di ieri che il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha definito un atto di saggezza, anche in considerazione del fatto che l'approvazione, più celere del previsto, è arrivata all'indomani dal suo intervento con il quale chiedeva il ritiro di tutti gli emendamenti pena la decadenza del provvedimento sull'argomento vedi tra gli arretrati del 4, 7, 9, 10, 11 e 14 novembre . Le richieste del Guardasigilli sono state recepite dalla commissione, ha spiegato il presidente Pino Pisicchio Idv sulla base del principio che l'intesa politica raggiunta a Palazzo Madama ha una sua validità anche alla Camera . Non a caso lunedì pomeriggio il ministro Mastella aveva ricordato a Gaetano Pecorella Fi , uno dei deputati più riluttanti ad approvare il testo così com'era, che a Palazzo Madama le modifiche erano state votate anche dagli esponenti di Forza Italia. Pisicchio però, non ha nascosto che la maggior parte dei deputati della commissione volesse modificare il Dl eventuali correzioni, comunque, potranno essere inserite durante la discussione del disegno di legge sulle intercettazioni presentato dal Governo la scorsa estate e ancora all'esame della commissione. Tutti, anche nella maggioranza, continuiamo a pensare che il testo avesse bisogno di profonde modifiche tecniche - ha detto il relatore al provvedimento Paolo Gambescia Ulivo - ma qualunque correzione avrebbe messo in discussione la sopravvivenza del decreto . Gambescia ha quindi confermato che ci sarà un ordine del giorno, che non sia soltanto simbolico, con il quale si specificherà che le modifiche tecniche necessarie saranno introdotte nel disegno di legge sulle intercettazioni lecite. Oltre a Gambescia, uno dei primi deputati ad essere stati particolarmente critici con il provvedimento era stata Paola Balducci, responsabile Giustizia dei Verdi. La nostra decisione di votare il decreto così com'era non è un gesto di sottomissione nei confronti del Senato - ha detto Balducci - ma la ferma volontà di chiudere con un'epoca di veleni. È sicuramente un provvedimento che non ci soddisfa e che penalizza per lo più i giornalisti, ma di tratta di una legge tampone poi si dovrà intervenire sul serio con il Ddl sulle intercettazioni e con una proposta di legge ad hoc che regolamenti in modo completo l'uso, la detenzione e la diffusione delle intercettazioni illegittime che definirei criminali . Il voto di An al provvedimento è stato un fatto politicamente dovuto, ha spiegato Giuseppe Consolo, soprattutto dopo le dichiarazioni favorevoli di Gianfranco Fini. Un testo sicuramente migliorabile, ha continuato Consolo, che ha anche confermato la notizia dell'ordine del giorno per inserire le modifiche sul disegno di legge, ma come ci insegna l'esperienza parlamentare, il meglio è nemico del bene e dunque con la volontà di migliorarlo avremmo rischiato di lasciare un vuoto normativo . Per la Lega Nord, invece, tutta la vicenda è stata una enorme farsa. Il decreto varato in tutta fretta dal governo non ha mai avuto senso - ha detto la responsabile Giustizia Carolina Lussana - ma per coprire la gaffe, prima ci hanno detto che non c'era urgenza di approvarlo perché disapplicato persino dalla Procura di Milano che lo considera inutile, poi che doveva essere approvato con modifiche perché poteva servire per il futuro, infine che deve essere approvato senza modifiche perché non ci sono i tempi tecnici per un ulteriore passaggio al Senato . Si sta impegnando il Parlamento su un provvedimento solo per gettare il contentino all'opinione pubblica - ha continuato - facendo credere che si sta intervenendo sugli scandali apparsi sui giornali nei mesi scorsi. Ma si continua a trascurare il nodo della questione la disciplina delle intercettazioni acquisite in maniera legittima. Abbandoniamo la politica della foglia di fico e affrontiamo con serietà la questione importantissima della tutela della privacy dei cittadini . Il testo, in estrema sintesi, prevede che a disporre in tempi rapidi e certi la distruzione delle intercettazioni illegalmente raccolte dovrà essere il Gip, mentre toccherà al Pm chiedere la secretazione e la custodia degli atti. Chi deterrà consapevolmente materiale illecito rischierà il carcere fino a cinque anni. Il giornale che pubblicherà le intercettazioni illecite rischierà una sanzione di 50 centesimi per ogni copia stampata e comunque non potrà essere inferiore a 10 mila euro. p.a.