A rischio la presenza dei giudici di pace nelle aule dei Tribunali dal 29 settembre al 3 ottobre 2014. Proclamato sciopero di 5 giorni dall’Unione Nazionale Giudici di Pace, in risposta alla riforma della Giustizia, ritenuta deludente. Nessun accordo, tuttavia, è stato raggiunto con le altre sigle di categoria.
Il comunicato dell’Unagipa. L’Unione Nazionale Giudici di Pace, riunitasi a Roma lo scorso martedì 16 settembre, ha comunicato la proclamazione dello sciopero nazionale di categoria nella settimana che va dal 29 settembre al 3 ottobre 2014. L’Unione, fortemente insoddisfatta dell’incontro avuto con il Ministro Orlando, al quale viene rimproverato di non aver tenuto fede a quanto precedentemente promesso, manifesta tutto il suo disappunto sulla riforma della Giustizia. Dalla durata del rapporto di lavoro, ai compensi, sino ad arrivare alla tutela previdenziale questi i temi caldi toccati, o non toccati, dalla riforma della categoria, che hanno scatenato il malcontento dell’Unagipa, portandola a proclamare lo sciopero. L’Angdp si dissocia. Per l’Associazione Nazionale dei giudici di pace l’iniziativa rischia di essere «esiziale per i giudici di pace non solo mortificando il dialogo portato avanti faticosamente negli ultimi mesi, ma impedendo definitivamente l’approvazione della riforma che riconosca i sacrosanti diritti della magistratura di pace». L’Angdp apprezza l’azione riformatrice intrapresa dall’attuale Ministro della Giustizia e definisce «assolutamente incomprensibile» il ricorso alla estrema forma di protesta deciso dall’Unagipa.