Strutture sanitarie, un ""decalogo"" per la dignità degli utenti

Il Garante riepiloga gli obblighi di riservatezza sui dati sensibili dei cittadini che entrano in contatto con il pianeta sanità. E anche le regole a tutela dei diritti fondamentali e della dignità delle persone

Garanzie di riservatezza e rispetto dei suoi diritti e della sua dignità per il cittadino che entra in contatto con le strutture sanitarie per diagnosi, cure, prestazioni mediche, operazioni amministrative. Lo ricorda una nota dell'Autorità Garante per la privacy che, con un provvedimento generale di cui è stato relatore il presidente Francesco Pizzetti , ha prescritto ad organismi sanitari pubblici e privati aziende sanitarie territoriali, aziende ospedaliere, case di cura, osservatori epidemiologici regionali, servizi di prevenzione e sicurezza sul lavoro una serie di misure da adottare per adeguare il funzionamento e l'organizzazione delle strutture sanitarie a quanto stabilito nel Codice sulla privacy e per assicurare il massimo livello di tutela delle persone. I punti di maggior rilievo sono sintetizzati come di seguito nella nota informativa diffusa dall'Authority. Tutela della dignità - La tutela della dignità della persona deve essere sempre garantita. In particolare, riguardo a fasce deboli disabili, minori, anziani , ma anche a pazienti sottoposti a trattamenti medici invasivi o per i quali è doverosa una particolare attenzione es. interruzione della gravidanza . Nei reparti di rianimazione devono essere adottati accorgimenti anche provvisori es. paraventi per delimitare la visibilità dell'interessato, durante l'orario di visita, ai soli familiari e conoscenti. Riservatezza nei colloqui - Quando prescrive medicine o rilascia certificati, il personale sanitario deve evitare che le informazioni sulla salute dell'interessato possano essere conosciute da terzi. Stesso obbligo per la consegna di documentazione analisi, cartelle cliniche, prescrizioni etc. quando questa avvenga in situazioni di promiscuità es.locali per più prestazioni, sportelli . Distanze di cortesia - Ospedali e aziende sanitarie devono predisporre distanze di cortesia per operazioni amministrative allo sportello prenotazioni o al momento dell'acquisizione di informazioni sullo stato di salute, sensibilizzando anche gli utenti con cartelli, segnali ed inviti. Notizie al pronto soccorso - L'organismo sanitario può dare notizia, anche per telefono, sul passaggio o sulla presenza di una persona al pronto soccorso, ma solo ai terzi legittimati, come parenti, familiari, conviventi . L'interessato, se cosciente e capace, deve essere preventivamente informato es. all'accettazione e poter decidere a quali soggetti può essere comunicata la sua presenza al pronto soccorso. Notizie sui reparti - Le strutture sanitarie possono dare informazioni sulla presenza dei degenti nei reparti, ma solo a terzi legittimati familiari, conoscenti, personale volontario . Anche qui l'interessato, se cosciente e capace, deve essere informato al momento del ricovero e poter decidere quali soggetti possono venire a conoscenza del ricovero e del reparto di degenza. Chiamate in sale d'attesa - Nei locali di grandi strutture sanitarie i pazienti, in attesa di una prestazione o di documentazione es.analisi cliniche , non devono essere chiamati per nome. Occorre adottare soluzioni alternative, per esempio attribuendo un codice numerico al momento della prenotazione o dell'accettazione. Liste di pazienti - Non è giustificata l'affissione di liste di pazienti in attesa di intervento in locali aperti al pubblico, con o senza la descrizione della patologia sofferta. Non devono essere resi visibili ad estranei documenti sulle condizioni cliniche dell'interessato, come le cartelle infermieristiche poste vicino al letto di degenza. Informazioni sullo stato di salute - Si possono dare informazioni sullo stato di salute a soggetti diversi dall'interessato quando questi abbia manifestato uno specifico consenso. Tale consenso può essere dato da un familiare in caso di impossibilità fisica o incapacità dell'interessato o, valutato il caso, anche da altre persone legittimate a farlo, come familiari, conviventi o persone in stretta relazione con l'interessato stesso. I soggetti terzi che hanno accesso alle strutture sanitarie es.associazioni di volontariato , per poter conoscere informazioni sulle persone in relazione a prestazioni e cure devono rispettare tutte le regole e le garanzie previste dalle strutture sanitarie per il proprio personale, come ad esempio vincoli di riservatezza, possibilità e modalità di approccio ai degenti. Ritiro delle analisi - I referti diagnostici, i risultati delle analisi e i certificati rilasciati dai laboratori di analisi o dagli altri organismi sanitari possono essere ritirati anche da persone diverse dai diretti interessati purché munite di delega scritta e con consegna in busta chiusa. I medici di base, gli studi medici privati e i medici specialistici non rientrano nell'obbligo di adottare queste misure, ma sono comunque tenuti a garantire il rispetto della dignità degli interessati nonché del segreto professionale. Sulle modalità di applicazione delle norme sulla privacy al settore sanitario il Garante - conclude la nota dell'Authority - ha avviato una consultazione con organismi sanitari, associazioni e comitati interessati.