Oltre alla persona offesa ci può essere anche l'animale offeso

Le associazioni di tutela possono costituirsi nel processo penale e hanno diritto all'avviso in caso di archiviazione per i fatti denunciati

Le Associazioni a tutela degli animali possono vestire i panni della persona offesa dal reato nel processo penale. Di conseguenza, tali Enti hanno diritto ad essere avvisati della richiesta archiviazione del pubblico ministero relativa a fatti di maltrattamenti da loro stessi denunciati. Lo ha chiarito la terza sezione penale della Cassazione nella sentenza 34095/06, depositata il 12 ottobre e qui integralmente leggibile tra i documenti allegati. L'occasione per l'affermazione del principio in esame è stata data dall'Associazione nazionale per la protezione degli animali che, nel 2003, aveva denunciato un episodio di maltrattamenti di animali presso un pubblico ministero del Tribunale di Alba. Il procedimento si era concluso con l'archiviazione e la pubblica accusa aveva ritenuto di non avvertire l'Anpa, perché non poteva qualificarsi come persona offesa dal reato. Il difensore dell'Associazione, però, non si è dato per vinto ed ha presentato ricorso per cassazione contro il provvedimento di archiviazione, deducendo la violazione dell'articolo 408, comma 2, del Codice di procedura penale. La Cassazione ha accolto il gravame sottolineando che, sebbene non sia stato ancora emanato il decreto ministeriale che - a norma dell'articolo 19quater della legge 189/04 - doveva individuare gli Enti e le Associazioni di protezione degli animali ai quali è affidata la tutela degli interessi lesi dai delitti contro il sentimento degli animali, un'Associazione per la tutela degli animali può essere qualificata come persona offesa dal reato in base ai principi generali e al disposto dell'articolo 90 Cpp .

Cassazione - Sezione terza penale - sentenza 12 maggio-12 ottobre 2006, n. 34095 Presidente De Maio - Relatore Onorato Fatto e diritto 1. Su denuncia dell'Associazione nazionale per la protezione degli animali Anpa , sezione di Alba Langhe Roero, il Pm presso il Tribunale di Alba apriva un procedimento penale in ordine al reato di maltrattamento di animali di cui all'articolo 727 Cp, che però - su istanza conforme dello stesso Pm - si concludeva con l'archiviazione. In data 5 maggio 2004 la stessa Anpa, in persona del suo presidente sezionale Rentata Cortinovis, formulava istanza di riapertura delle indagini indicando come fatto nuovo meritevole di investigazioni il decesso di un cane meticcio in circostanze non chiare. Il Pm riteneva che non fossero necessarie ulteriori indagini, in particolare perché la circostanza che il cane fosse stato portato a passeggio malgrado la malattia da cui era affetto non poteva configurare quel contributo doloso o colposo al decesso richiesto dalla norma per integrare la fattispecie di cui all'articolo 727 Cp vecchio testo . Per conseguenza, anziché richiedere la riapertura delle indagini ex articolo 414 Cpp, formulava nuova istanza di archiviazione, posto che la segreteria dell'ufficio, ricevuta l'istanza del 5 maggio 2004, l'aveva iscritta nel registro di cui all'articolo 335 Cpp come nuova notizia di reato. Riteneva inoltre il Pm di non dover dare avviso alla presidente Cortinovis ex articolo 408, comma 2. Cpp, ancorché questa avesse formalmente domandato di essere avvisata della richiesta di archiviazione, sia perché l'istanza del 5 maggio 2004 in realtà era - appunto - finalizzata solo alla riapertura delle indagini ex articolo 414 Cp, sia perché l'ente di protezione degli animali non poteva qualificarsi come persona offesa dal reato e non era neppure legittimata a costituirsi parte civile. Il Gip del tribunale, con provvedimento dell'11 gennaio 2005, condividendo integralmente la argomentazioni del Pm, disponeva l'archiviazione del procedimento. 2. Il difensore della Cortinovis, nella suddetta qualità, ha proposto ricorso per cassazione, chiedendo l'annullamento del provvedimento per violazione dell'articolo 408, comma 2. Cpp. Sostiene che trattasi di un provvedimento abnorme, perché non ha rispettato il diritto della persona offesa di essere avvisata della richiesta di archiviazione a norma di legge. Precisa che in base alla giurisprudenza corrente l'Anpa, anche indipendentemente dall'applicazione dell'articolo 91 Cpp, doveva essere considerata parte offesa, in quanto statutariamente portatrice di interessi lesi dal reato previsto dall'articolo 726 Cp. 3. Il Pg in sede ha chiesto dichiararsi inammissibile il ricorso. Nella sua requisitoria scritta osserva che il provvedimento impugnato non era in realtà un decreto di archiviazione e quindi si sottraeva alla disciplina prevista dagli articoli 408-410 Cpp. Infatti gli adempimenti amministrativi nella specie, l'iscrizione di un nuovo procedimento penale non possono modificare il contenuto giurisdizionale degli atti nella specie l'istanza di riapertura delle indagini , con la conseguenza che la richiesta di archiviazione formulata dal Pm in ragione di quella nuova registrazione equivaleva in realtà alla decisione di non accogliere la sollecitazione a formulare richiesta di riapertura delle indagini, che a lui solo spettava ex articolo 414 Cpp. 4. Con memoria depositata in cancelleria il 13 marzo 2006 ai sensi dell'articolo 121 Cpp il difensore di Enzo Novello, indagato nel procedimento de quo, argomenta ulteriormente per l'inammissibilità del ricorso. Sostiene che, per il principio di tassatività delle impugnazioni. se è possibile ricorrere contro il provvedimento di archiviazione ex articolo 406, comma 6. Cpp, non è possibile impugnare il diniego di riapertura delle indagini dopo la precedente archiviazione. Spetta solo al Pm, anche dietro sollecitazione del1'interessato, formulare al Gip richiesta per la riapertura delle indagini. Con un secondo motivo sostiene che non è possibile riesaminare in sede di legittimità la valutazione negativa che il giudice di merito ha operato circa i concreti presupposti di applicazione dell'articolo 91 Cpp relativamente all'ente esponenziale di interessi collettivi. 5. Ad avviso del collegio, il ricorso è fondato c merita accoglimento. Non può negarsi che l'istanza presentata il 5 maggio 2004 dalla presidente Cortinovis, nonostante sollecitasse formalmente una riapertura delle indagini già concluse con l'archiviazione, era in sostanza fondata su un fatto nuovo rispetto a quelli per cui era intervenuto il decreto di archiviazione, e cioè la morte di un cane meticcio in circostanze non chiare . Proprio perché il giudice aveva già disposto l'archiviazione delle indagini precedenti, sicuramente l'istanza non costituiva esercizio di quel potere che l'articolo 410 Cp attribuisce alla persona offesa di opporsi alla richiesta di archiviazione chiedendo la prosecuzione delle indagini. Risponde quindi al contenuto reale della predetta istanza-denunzia sia la scelta amministrativa dell'ufficio del Pm di iscrivere la nuova notizia di reato nel registro di cui all'articolo 335 Cpp, sia la successiva scelta giudiziaria del sostituto procuratore della Repubblica di chiedere l'archiviazione del procedimento ex articolo 408 Cpp, anziché di respingere la sollecitazione a richiedere la riapertura delle indagini ex articolo 414 Cpp. Per conseguenza, però, il Pm doveva preventivamente notificare la richiesta di archiviazione alla Cortinovis, quale presidente dell'Anpa che aveva chiesto di essere a tal uopo avvisata, ai sensi dell'articolo 408, comma 2, Cpp. 6. Non può infatti condividersi la tesi dello stesso Pm. poi accolta dal giudice. secondo cui l'ente di protezione degli animali non solo non poteva costituirsi parte civile, ma neppure poteva qualificarsi come persona offesa dal reato, e quindi non era legittimato ad opporsi alla richiesta di archiviazione e a chiedere di essere preventivamente avvisato al riguardo. In materia di legittimazione degli enti esponenziali di interessi collettivi a esercitare le facoltà processuali della persona offesa è recentemente intervenuta la legge 189/04 la quale - oltre a introdurre nel titolo IXbis del Cp i delitti contro il sentimento per gli animali c a modificare la contravvenzione di cui all'articolo 727 Cp - con l'articolo 7 ha stabilito che ai sensi dell'articolo 91 del Cpp, le associazioni e gli enti di cui all'articolo 19quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie del Cp perseguono finalità di tutela degli interessi lesi dai reati previsti dalla presente legge . L'articolo 19quater disp. coord. cod. pen., introdotto dall'articolo 3 della stessa legge, prevede che agli enti o alle associazioni di protezione degli animali individuati con decreto del Ministro della salute. di concerto con il ministro dell'Interno, siano affidati gli animali sequestrati o confiscati. Infine l'articolo 91 Cpp com'è noto - stabilisce che gli enti e le associazioni senza scopo di lucro ai quali, anteriormente alla commissione del fatto per cui si procede, sono state riconosciute, in forza di legge. finalità di tutela degli interessi lesi dal reato, possono esercitare. in ogni stato e grado del procedimento, i diritti e le facoltà attribuiti alla persona offesa dal reato . Si configura quindi un sistema in cui gli enti di protezione degli animali individuati con decreto ministeriale sono considerati per legge soggetti offesi dai reati previsti dalla legge 189/04 e cioè dai delitti contro il sentimento degli animali articoli 544bis544quinquies Cp e dalla contravvenzione prevista dal nuovo articolo 727 Cp. A tutt'oggi peraltro il decreto ministeriale previsto dal predetto articolo 19quater non è stato ancora emanato. sicché non è possibile identificare ex lege gli enti collettivi offesi dai reati suddetti. 7. Ciò però non esclude che un'associazione di protezione degli animali possa essere qualificata come persona offesa dal reato in base ai principi generali e al disposto dell'articolo 90 Cpp. e possa per conseguenza essere legittimata a chiedere di essere avvisata della richiesta di archiviazione ai sensi dell'articolo 408, comma 2, Cpp. Invero, se la persona offesa dal reato è - per unanime approdo di dottrina e giurisprudenza - il soggetto titolare del bene giuridico tutelato dalla norma incriminatrice, non può dubitarsi che un'associazione statutariamente deputata alla protezione degli animali sia portatrice degli interessi penalmente tutelati dai reati di cui agli articolo 544bis, 544ter, 544quater, 544quinquies e 727 Cp. Si deve quindi concludere che, anche indipendentemente dall'applicazione dell'articolo 91 Cpp, un'associazione che abbia come scopo statutario la tutela degli animali è legittimata a chiedere di essere avvisata ex articolo 408, comma 2, Cpp della richiesta di archiviazione per i suddetti reati, in quanto soggetto offeso dai reati stessi. Ne deriva per il caso di specie la nullità dell'impugnato provvedimento di archiviazione che essendo stato emanato senza previo avviso alla persona offesa che l'aveva richiesto, ha violato il diritto processuale di intervento della ricorrente Cortinovis, nella qualità di rappresentante legale dell'Anpa, ai sensi degli articoli 127, comma 5, 409, comma 6, Cpp così come interpretati e modificati dalla sentenza 353/91 della Corte costituzionale. Gli atti vanno restituiti al Pm competente per l'esercizio delle facoltà spettantegli secondo legge. PQM La Corte suprema di cassazione annulla senza rinvio il provvedimento impugnato e dispone la trasmissione degli atti al Procuratore della Repubblica di Alba.