La giustizia non può assumere se prima non esaurisce i trasferimenti in lista d'attesa. Le conseguenze dell'accordo sulla mobilità per l'amministrazione giudiziaria

di Teodoro Elisino

di Teodoro Elisino Nell'amministrazione giudiziaria non si può assumere neppure da vecchie graduatorie senza aver prima dato la possibilita di trasferirsi a chi è già in servizio. lo ha stabilito la sezione lavoro del tribunale di Torino con l'ordinanza dell'11 novembre 2005 qui pubblicata nei documenti correlati . 1. Prima di assumere vincitori di pubblici concorsi l'Amministrazione procede all'assestamento del personale in servizio . 2. L'assestamento del personale avviene a seguito di pubblico interpello straordinario. 3. All'interpello straordinario può partecipare tutto il personale in servizio. 4. All'interpello straordinario si applicano i criteri previsti per i trasferimenti a domanda. 5. Il personale che partecipa all'interpello straordinario non può chiedere di essere trasferito ad altro ufficio della medesima località dove presta servizio. 6. Nel caso dovessero risultare dopo l'interpello vacanti altri posti oltre a quelli pubblicati, le graduatorie del personale che ha chiesto di essere trasferito sono unificate in un'unica graduatoria generale per sede. Da tale graduatoria e secondo l'ordine nella stessa risultante, si attingono i nominativi delle ulteriori persone da trasferire, tenendo conto delle loro preferenze, nei posti risultati ancora disponibili. 7. Nella realizzazione degli interpelli straordinari non opera il vincolo biennale di permanenza nella sede. 8. Nessun movimento di personale può essere realizzato nel mese antecedente alla chiamata dei nuovi assunti per la scelta della sede e dell'ufficio di destinazione . Questa appena riferita è la disposizione contrattuale, precisamente l'articolo 19, contenuta nell'Accordo sulla mobilità interna del personale giudiziario, sottoscritto in data 28 luglio 1998 tra le Organizzazioni sindacali e il Ministero della giustizia - Direzione generale dell'organizzazione giudiziaria e degli affari generali, che disciplina l'assestamento del personale, prescrivendo, altresì, le regole applicabili alla procedura di interpello. Sulla base del predetto accordo, quindi, l'Amministrazione giudiziaria, prima di assumere vincitori di pubblici concorsi, deve procedere con interpello straordinario all'assestamento del personale già in servizio. Per il Tribunale ordinario di Torino - Sezione lavoro -, tuttavia, nel caso portato alla sua attenzione, il ministero della Giustizia non ha rispettato il dettato contrattuale in tema di interpello. Accogliendo il ricorso di un Ufficiale giudiziario, infatti, il Giudice torinese ha ordinato al citato dicastero di procedere all'interpello straordinario di cui all'articolo 19 del Ccnl del 1998 in favore del personale in servizio, prima di procedere alle nuove e definitive assegnazioni di sede per le assunzioni autorizzate dal Dpr 6 settembre 2005, con sospensione, medio tempore, dell'efficacia degli atti preordinati all'assegnazione definitiva delle sedi ai vincitori e agli idonei della graduatoria oggetto del ricorso, disponendo, altresì, che il Ministero provveda allo scorrimento delle graduatorie di cui al precedente interpello del gennaio 2004, sempre preventivamente all'assegnazione definitiva delle sedi di cui sopra. I fatti presi in esame dal giudice torinese possono così riassumersi. Nell'anno 2004, a seguito dell'approvazione delle graduatorie generali di merito, il Dipartimento della Funzione pubblica autorizzava l'assunzione di 248 vincitori di un pubblico concorso. Ai sensi dell'articolo 19 del Ccnl integrativo del 28 luglio 1998, l'Amministrazione della giustizia diramava un interpello straordinario per posti vacanti di Ufficiale giudiziario - posizione economico C1 - per consentire ai dipendenti in servizio di trasferirsi nelle sedi di loro interesse. La ricorrente, pur partecipando all'interpello, si collocava in posizione non utile per l'assegnazione dei posti da lei richiesti. Nel corso di quest'anno, con Dpr 221/05, è stata autorizzata l'assunzione di n. 350 nuove unità di Ufficiali giudiziari, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità. L'amministrazione della giustizia, a seguito di tale autorizzazione, decide di attingere i neo assumendi dalla graduatoria dei vincitori e degli idonei del concorso precedente. Nonostante si fossero resi disponibili, nel frattempo, altri posti nelle sedi pubblicate quasi due anni prima, il Ministero decide, tuttavia, di procedere all'assunzione di vincitori e idonei senza espletare preventivamente l'interpello straordinario in favore dei dipendenti già in servizio, contravvenendo, in tal modo, a parere del Tribunale di Torino, alla previsione di cui all'articolo 19 del Ccnl del 28 luglio 1998. Per lo specifico caso, il Tribunale ritiene sussistere il fumus boni juris in capo alla ricorrente, la quale chiede che le sia concessa la possibilità di partecipare all'interpello per le sedi giudiziarie a cui aspira, ed il periculum, tenuto conto delle difficoltà che potrebbero essere frapposte ad un suo eventuale diritto ad occupare una delle sedi richieste, nell'ipotesi in cui tali sedi fossero assegnate ai neo assunti.

Tribunale ordinario di Torino - Sezione lavoro - ordinanza 11 novembre 2005 Giudice Grassi - sciogliendo la riserva assunta all'udienza dell'11 novembre 2005 - visto l'articolo 134 Cpc che prevede per le ordinanze una motivazione succinta - visto l'articolo 889octies Cpc - tenuto conto - che la ricorrente, alle dipendenze del ministero della Giustizia dal 1997 con qualifica di Ufficiale giudiziario posizione economica C1 , risulta interessata a chiedere un trasferimento presso uffici giudiziari della sua regione di provenienza, avendo in proposito formulato idonea domanda - che a seguito dell'approvazione delle graduatorie generali di merito, il dipartimento della funzione pubblica autorizzava l'assunzione nell'anno 2004 di 248 vincitori del concorso pubblico indetto con provvedimento dell'8 novembre 2002 - che ai sensi dell'articolo 19 del Ccnl, integrativo del 28 luglio 1996, veniva diramato interpello straordinario in favore dei dipendenti già in servizio, per posti vacanti dalla figura professionale di Ufficiale giudiziario - posizione economica C1 - che la ricorrente partecipava quindi a tale interpello indicando diverse sedi della sua provincia di residenza - che tuttavia ella risultava collocata in posizione non utile ai fin dell'assegnazione delle sedi richieste - che successivamente con Dpr 221/05 era stata autorizzata l'assunzione di 360 nuove unità di Ufficiali giudiziari, allo scopo di fronteggiare un'indifferibile esigenza di servizio, ma comunque previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità - che a seguito di tale autorizzazione il Ministero decideva di attingere i neo assumendi dalla graduatoria dei vincitori e degli idonei del concorso di cui sopra - che nel frattempo numerose altre vacanze si erano determinate anche nelle sedi pubblicate quasi due anni prima - che tuttavia, in quest'ultimo caso il ministero della Giustizia decideva di procedere all'assunzione di vincitori e idonei senza espletare preventivamente l'interpello straordinario in favore dei dipendenti già in servizio. In tal modo contravvenivano alla previsione di cui all'articolo 19 del Ccnl del 28 luglio 1998 - che pertanto pare sussistere il fumus boni juris in capo alla ricorrente, la quale chiede che le venga concessa la possibilità di partecipare all'interpello per le sedi giudiziarie a cui aspira - che del pari sembra sussistere il prospettato periculum, tenuto conto delle difficoltà che potrebbero venire frapposte ad un suo eventuale diritto ad occupare una delle sedi richieste nell'ipotesi in cui tali sedi fossero assegnate a neo assunti - che il Ministero contenuto, nonostante la regolarità delle notifiche, non si è costituito in giudizio, né ha inviato suoi funzionari per comparire in udienza - che quindi da un lato possono considerarsi come ammessi i fatti capitolati in ricorso e dall'altro lato non sono state indicate disposizioni negoziali o legali che in qualche modo potessero considerarsi derogatorie rispetto alla clausola contrattuale che prevede il previo interpello - che pertanto la pretesa formulata in via d'urgenza deve trovare accoglimento PQM Ordina al ministero della Giustizia - Dipartimento della organizzazione giudiziaria del Personale e dei servizi, di procedere all'interpello straordinario di cui all'articolo 19 del Ccnl integrativo del 28 luglio 1998 in favore del personale in servizio, prima di procedere alle nuove e definitive assegnazioni di sede per le assunzioni autorizzate dal Dpr 6 settembre 2005, con sospensione medio tempore dell'efficacia degli atti preordinati all'assegnazione definitiva delle sedi ai vincitori e agli idonei della graduatoria concorsuale de qua, disponendo altresì che il Ministero provveda allo scorrimento delle graduatorie di cui al precedente interpello del gennaio 2004, sempre preventivamente all'assegnazione definitiva delle sedi di cui sopra dispone che il giudizio di merito venga iniziato nel termine di trenta giorni, rimettendo a tale successiva fase una pronuncia in punto spese.