Intercettazioni illegali, la fragile intesa

Se l'accordo tiene come spera Mastella il Dl potrà essere approvato oggi senza modifiche dalla commissione Giustizia. L'Ulivo ritira gli emendamenti per evitare il nuovo passaggio al Senato. Pecorella insiste tre i punti essenziali da modificare

Se l'intesa riuscirà a tenere fino ad oggi, il decreto legge sulle intercettazioni illecite dovrebbe essere approvato dalla commissione Giustizia di Montecitorio nel testo del Senato. Ieri alla Camera è intervenuto lo stesso ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che ha esortato gli esponenti di maggioranza e opposizione ad approvare il testo nella versione licenziata dal Senato perché non c'è il tempo per altre modifiche e bisogna colmare un vuoto legislativo . È stato lo stesso Guardasigilli poi ad annunciare il ritiro di gran parte degli emendamenti presentati le correzioni richieste, ha informato confluiranno negli ordini del giorno che il Governo ha intenzione di accettare . Mi pare che la valutazione emersa - ha detto Mastella - suffraga la tesi di conservare il decreto così com'è pur con diverse obiezioni che trovo anche intelligenti, ma i tempi sono stretti e il decreto rischia di decadere . La settimana scorsa l'iter del provvedimento aveva registrato un andamento altalenante in un primo momento anche gli esponenti della maggioranza di Centrosinistra chiedevano profonde modifiche. Successivamente il sottosegretario alla Giustizia Luigi Li Gotti, informava che dalla Procura di Milano arrivavano dati sconfortanti, dal momento che tra le carte dell'inchiesta Telecom non si registravano intercettazioni illecita e che quindi il decreto non aveva avuto alcuna attuazione. Si prospettava così una fine del Dl per morte naturale decadenza, prevista per il 21 novembre , poi però il giorno successivo, giovedì scorso, dopo un'attenta lettura del documento della Procura di Milano, anche l'esponente di An, Giulia Bongiorno affermava che non era poi così sicuro che in Procura non si lavorasse anche in presenza di intercettazioni illecite. Venerdì scorso, infine, si apriva la possibilità di una collaborazione tra Centrodestra e Centrosinistra per il mantenimento del provvedimento, tanto che il termine per la presentazione degli emendamenti veniva spostato a lunedì alle ore 14. Ieri mattina ancora un'inversione di rotta le proposte di modifica giunte in commissione Giustizia erano una sessantina, da parte di entrambi gli schieramenti, da Forza Italia alla Lega Nord per passare anche all'Italia dei valori, fino all'Ulivo, più un paio del Pdci. Durante la riunione con il ministro della Giustizia, però, si sarebbe giunti ad un accordo di massima, con Unione, An e Udc sostanzialmente disposti a ritirare le proposte di modifica, Forza Italia e Lega Nord fermi sulle loro posizioni, mentre l'Italia dei valori si è riservata di decidere in futuro. Di eventuali modifiche, ha affermato il ministro Mastella, si potrà parlare anche durante la discussione del Ddl sulle intercettazioni, varato dal governo lo scorso agosto. L'Udc però, attraverso il portavoce Michele Vietti, presente ai lavori della commissione, ha fatto sapere che prima di decidere su un eventuale ritiro degli emendamenti vuole verificare la reale possibilità di un ulteriore passaggio al Senato entro il 21 novembre. Abbiamo espresso non poche riserve sul testo di conversione arrivato dal Senato ha detto Vietti che ha anche sollecitato il ministro Mastella a riferire sui risultati degli accertamenti per verificare eventuali anomalie nelle procedure di intercettazione nell'ambito del cosiddetto caso Telecom . L'Ulivo ha ritirato le sue proposte di modifica per senso di responsabilità ha detto Lanfranco Tenaglia, responsabile Giustizia della Margherita, definendo una priorità l'approvazione del decreto L'accordo politico del Senato - ha detto - deve essere mantenuto anche se, nel merito, il testo licenziato da Palazzo Madama sarebbe migliorabile . A non mollare la presa è invece Forza Italia che, tramite Gaetano Pecorella, ha già detto che non solo non ritirerà gli emendamenti presentati, ma farà propri quelli ritenuti essenziali e necessari. Secondo l'esponente azzurro, il Centrosinistra non vuole tornare in terza lettura al Senato esclusivamente per problemi di tenuta della maggioranza, visto che a Palazzo Madama i rischi di essere battuti sul voto sono sempre in agguato. Tre i punti essenziali da modificare secondo Pecorella la prevista sanzione di 50 centesimi di euro a copia stampata in caso di pubblicazione di intercettazioni illecite, ritenuta abnorme l'errore di fondo che si è fatto quando vengono indicati tra i documenti da distruggere quelli formati attraverso le acquisizioni illecite, il che potrebbe significare anche gli articoli di giornale ed infine la parificazione tra i documenti acquisiti illecitamente dall'autorità giudiziaria e le intercettazioni illecite. Oggi, comunque, si passerà ai voti e si verificherà la tenuta dell'accordo. p.a.