Fermo amministrativo, la competenza ""ordinaria"" può essere recuperata anche in appello

Palazzo Spada controlla d'ufficio se la controversia rientri o meno nella giurisdizione amministrativa, uniformandosi alla decisione dell'Adunanza plenaria

Ganasce fiscali, sul fermo amministrativo decide il giudice ordinario. Lo ha ribadito la quarta sezione del Consiglio di Stato con la decisione 421/06 depositata lo scorso 3 febbraio e qui leggibile nei documenti . Palazzo Spada ha dichiarato inammissibile, per difetto di giurisdizione, il ricorso proposto dal ministero dell'Economia contro la sentenza del Tar Lombardia che aveva accolto le rimostranze di un cittadino vittima delle ganasce fiscali. I giudici di piazza Capo di Ferro, del resto, nella decisione 4689/05 pubblicata sul quotidiano dello scorso 15 settembre avevano chiarito che l'introduzione del D.Lgs del 2001 non ha innovato la natura giuridica del fermo, ma è intervenuta esclusivamente ad eliminare l'intermediazione della direzione regionale delle entrate. Nessun vincolo quindi, neanche l'incombenza di dimostrare l'impossibilità di eseguire il pignoramento per mancato reperimento del bene. Per cui attualmente il concessionario può disporre direttamente il fermo dei beni mobili registrati, a condizione, però che siano decorsi sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento. Il fermo amministrativo, infatti, è un atto funzionale all'esecuzione e quindi deve essere inquadrato fra gli strumenti di conservazione dei cespiti patrimoniali sui quali può essere soddisfatto coattivamente il credito. Per cui, la cognizione delle relative controversie spetta al giudice ordinario. I consiglieri di Stato, inoltre, hanno sollevato d'ufficio l'eccezione di difetto di giurisdizione, applicando così quanto deciso dall'Adunanza plenaria nella decisione 4/2005 pubblicata sul quotidiano del 9 settembre scorso . Le Sezioni unite della giustizia amministrativa avevano, infatti, stabilito che sul difetto di giurisdizione l'ultima parola spetta comunque a Palazzo Spada anche nel caso in cui il Tar abbia già deciso nel merito. I giudici di appello, quindi, possono verificare d'ufficio se la controversia rientri o meno nella giurisdizione amministrativa, anche nel caso in cui sia già intervenuta la sentenza del Tribunale. cri.cap

Consiglio di Stato - Sezione quarta - decisione 6 dicembre 2005 - 3 febbraio 2006, n. 421 Presidente Salvatore - Relatore Patroni Griffi Ricorrente ministero Economia e finanze - controricorrente Baldino Considerato preliminarmente che - come ribadito di recente dall'Adunanza plenaria decisione 4/2005 , in coerenza con il prevalente orientamento giurisprudenziale anche della Corte di cassazione - il difetto di giurisdizione può essere pronunciato, in sede di appello, sia su specifico motivo di parte sia d'ufficio, purché, nel secondo caso, il giudice di primo grado non abbia espressamente statuito sul punto Ritenuto - conformemente a quanto di recente stabilito da questo Consiglio decisione V, 4689/05, che conferma la precedente giurisprudenza cautelare della stessa Sezione e non essendovi motivo di discostarsi da tale indirizzo - che le controversie concernenti la legittimità del fermo amministrativo sono sottratte alla giurisdizione del giudice amministrativo, in considerazione precipua della sua natura di strumento inteso alla conservazione del bene ai fini del soddisfacimento del credito tributario e della sua conseguente inerenza, quale mezzo cautelativo e anticipatorio degli effetti espropriativi, all'espropriazione forzata lato sensu intesa Ritenuto, pertanto, in via pregiudiziale che sulla controversia in esame debba essere declinata la giurisdizione del giudice amministrativo, con conseguente annullamento senza rinvio della sentenza del Tribunale amministrativo Considerato, infine, che le incertezze giurisprudenziali, solo di recente superate nel senso esposto, inducono la Sezione a ritenere sussistenti i giusti motivi per compensare tra le parti le spese del doppio grado PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione quarta, pronunciando sull'appello, dichiara il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo e annulla senza rinvio la sentenza del Tribunale amministrativo. Spese del doppio grado compensate. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa. 1 - 2 - N.R.G. 10643/2002 RL