Se il consigliere diventa assessore, sulla surroga decide il Tar

Bacchettato il Trga Trentino Alto Adige per aver dichiarato il proprio difetto di giurisdizione sull'impugnazione di atti invece prettamente amministrativi

Surroga dei consiglieri provinciali e comunali, spetta al giudice amministrativo decidere sulle relative controversie. Lo ha stabilito la quinta sezione del Consiglio di Stato con la decisione 2942/06 depositata lo scorso 22 maggio e qui leggibile nei documenti correlati . Ma andiamo con ordine. La legge provinciale 5/2003 sulle norme per l'elezione diretta del Consiglio e del presidente della Provincia di Trento prevede l'incompatibilità delle funzioni di assessore con quelle di consigliere provinciale. Per cui il consigliere nominato assessore deve essere sospeso per la durata dell'incarico e sostituito temporaneamente da coloro che avrebbero avuto diritto alla surroga se il seggio si fosse reso vacante. Il presidente della Provincia di Trento, dopo l'elezione del 2003, aveva nominato assessori alcuni consiglieri, e poi aveva convocato il Consiglio diramando la lettera di prima convocazione, contenente sia l'elenco di quelli nominati assessori sia l'elenco dei candidati che li avrebbero sostituiti provvisoriamente. Nel verbale della seduta del consiglio del 18 novembre 2003 non è contenuta, tuttavia, nessuna deliberazione in proposito, ma risulta che i consiglieri hanno prestato giuramento. Alcuni colleghi, avevano impugnato le surrogazioni al Trga Trentino Alto Adige allo scopo di difendere la rappresentatività dell'organo legislativo provinciale nonché la libertà e l'indipendenza della volontà del Consiglio, ma non solo. I consiglieri avevano espresso dubbi in merito alla legittimità costituzionale della disposizione di legge regionale che prevede la surroga, chiedendo che il giudice sollevasse la relativa questione. Infine, pretendevano anche che la nomina ad assessore comportasse la decadenza dalla carica di consigliere. Il Tribunale, però, ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione poiché la controversia è inerente l'assetto istituzionale degli organi provinciali e quindi incide su posizioni di diritto soggettivo tutelate dal collega ordinario. Di diverso avviso i giudici di piazza Capo di Ferro che hanno annullato la sentenza dei colleghi del Trentino Alto Adige, del resto, la cognizione sulle controversie relative ai provvedimenti di surroga spetta al giudice amministrativo, il quale ha giurisdizione generale sull'impugnazione degli atti amministrativi. La questione torna ora nelle mani del Tribunale amministrativo. cri.cap

Consiglio di Stato - Sezione quinta - decisione 7 marzo-22 maggio 2006, n. 2942 Presidente Santoro - Estensore Carboni Ricorrente Morandini ed altri Fatto La legge provinciale di Trento 5 marzo 2003 n. 5, contenente Norme per l'elezione diretta del Consiglio provinciale di Trento e del presidente della provincia all'articolo 8, comma 3, prevede l'incompatibilità delle funzioni di assessore provinciale con quelle di consigliere provinciale, e che il consigliere nominato assessore sia sospeso dalla carica di consigliere per la durata dell'incarico e sostituito temporaneamente, nel seggio di consigliere, da colui che avrebbe avuto diritto alla surrogazione se il seggio si fosse reso vacante. Il presidente della provincia di Trento, dopo l'elezione del 2003, ha nominato assessori provinciali alcuni consiglieri signori Marco Benedetti, Oliva Berasi, Marta Dalmaso, Mauro Gilmozzi, Silvano Grisenti, Tiziano Mellarini, Franco Panizza, Remo Andreolli, Roberto Pinter , e ha poi convocato il Consiglio per il giorno 18 novembre 2003, diramando la lettera di prima convocazione 10 novembre 2003 n. 2054/D301, contenente sia il predetto elenco dei consiglieri nominati assessori sia l'elenco dei candidati che li avrebbero sostituiti provvisoriamente signori Riccardo Dossi, Roberto Bombarda, Tiziano Odirizi, Claudio Molinari, Giorgio Viganò, Sandro Turella, Sergio Muraro, Paolo Barbacovi e Giuseppe Parolari . Nel verbale della seduta del consiglio del 18 novembre non è contenuta nessuna deliberazione in proposito, ma risulta che i consiglieri hanno prestato giuramento. Gli attuali appellanti ed altre cinque persone, consiglieri provinciali, con ricorso al tribunale regionale di giustizia amministrativa per il Trentino-Alto Adige, sezione di Trento, notificato tra il 16 e il 19 gennaio 2004, hanno impugnato le surrogazioni, indicandole come atto a verbale del Consiglio provinciale di Trento cioè verbale del 18 novembre 2003 , adducendo come interesse quello di difendere la rappresentatività dell'organo legislativo provinciale nonché la libertà e l'indipendenza della volontà del Consiglio e come motivo d'impugnazione l'illegittimità costituzionale della citata disposizione di legge regionale, chiedendo che il giudice sollevasse la relativa questione. In subordine i ricorrenti hanno chiesto che si dichiarasse che la nomina ad assessore comporta la decadenza dalla carica di consigliere, e a tal fine hanno impugnato anche i decreti di nomina degli assessori provinciali. Il tribunale regionale di giustizia amministrativa con la sentenza indicata in epigrafe, rilevato che il ricorso si condensava nella temporaneità della carica del consigliere subentrato a quello nominato assessore, ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo a conoscere della questione, la quale attiene all'assetto istituzionale degli organi provinciali e involge posizioni di diritto soggettivo . Appellano sei degli originari ricorrenti, sostenendo la giurisdizione del giudice amministrativo e riproponendo le domande formulate con il ricorso di primo grado. Il Consiglio provinciale di Trento eccepisce la tardività dell'appello, mentre i signori Bombarda ed altri sopra indicati consiglieri sostituti eccepiscono che i ricorrenti non hanno interesse al ricorso. Diritto L'eccezione di tardività dell'appello formulata dal Consiglio provinciale non è motivata, né se ne scorge la fondatezza. È fondato il motivo d'appello con il quale si afferma la giurisdizione del giudice amministrativo, da ritenere preliminare rispetto all'esame della questione sull'interesse dei ricorrenti ad agire Infatti i ricorrenti hanno impugnato un provvedimento di surrogazione, implicito nel verbale della seduta del 18 novembre 2003 dal che consegue che la cognizione del giudizio, così proposto, compete al giudice amministrativo, il quale appunto ha giurisdizione generale sull'impugnazione dei provvedimenti amministrativi. La sentenza va quindi annullata e la causa, in aderenza al disposto dell'articolo della legge 1034/71 sui tribunali amministrativi regionali, va rinviata al giudice di primo grado, il quale provvederà anche sulle spese di giudizio di questo grado. PQM Accoglie l'appello indicato in epigrafe e per l'effetto, ritenuta la giurisdizione del giudice amministrativo a conoscere dell'impugnazione proposta con il ricorso di primo grado, annulla la sentenza impugnata e rimette parti e causa davanti al giudice di primo grado. Spese al definitivo. 2 N . RIC. 2 N . RIcomma -05 MA