Unioni gay e legge elettorale: il presidente Gallo richiama il legislatore

Venerdì 12 aprile 2013, presso il Palazzo della Consulta a Roma, si è tenuta una riunione straordinaria nel corso della quale il presidente della Corte Costituzionale, Franco Gallo, ha illustrato alle più alte cariche dello Stato l’attività giurisdizionale svolta nel 2012. Nell’occasione, Gallo ha anche evidenziato alcuni importanti problemi istituzionali e ordinamentali che la Corte ha potuto cogliere nello svolgimento delle sue funzioni tra questi, i diritti delle coppie omosessuali, gli aspetti critici dell’attuale legge elettorale e le accuse di politicizzazione talora rivolte alla Corte Costituzionale.

Tutti i numeri della Consulta. Nell’ultimo anno la Corte ha pronunciato 183 sentenze e 133 ordinanze, per un totale di 316 pronunce, con un aumento del carico di lavoro rispetto all’anno precedente nonostante questo, le decisioni vengono prese in tempi rapidi, dal momento che, tra il momento in cui la questione perviene alla Corte e la sua definizione, intercorrono mediamente poco più di 10 mesi. Da segnalare, quale indice delle difficoltà interpretative causate dal nuovo titolo V della Costituzione, il crescente numero dei ricorsi aventi ad oggetto il riparto delle competenze legislative tra Stato e Regioni, che hanno ormai raggiunto il 47,4% delle decisioni. Gli effetti della crisi economica. D’altra parte, la crisi economico-finanziaria e l’esigenza di rispetto degli equilibri di bilancio derivante dai vincoli europei, ha determinato un intervento più incisivo dello Stato sulle politiche di spesa e di entrata degli enti territoriali, con un più frequente ricorso alle norme statali di coordinamento finanziario e un significativo aumento delle impugnazioni di leggi regionali per violazione dell’art. 81 Cost. e, in particolare, della regola che impone la copertura delle leggi di spesa. Tale situazione ha comportato anche un consistente impiego della decretazione d’urgenza nell’ultimo triennio, infatti, i decreti legge adottati per lo più in materia finanziaria hanno raggiunto quasi il 40% rispetto al totale della produzione normativa parlamentare. Unioni gay e legge elettorale ignorata la Corte. Nel prosieguo della relazione, il presidente Gallo ha espresso il rammarico per le difficoltà di dialogo con il legislatore, specie nei casi in cui la Corte lo solleciti a modificare una normativa che ritiene in contrasto con la Costituzione. Un esempio di invito rimasto sinora inascoltato è quello relativo al riconoscimento giuridico, con i connessi diritti e doveri, della stabile unione tra due persone dello stesso sesso, fermo restando che le norme che limitano l’applicazione del matrimonio alle unioni tra uomo e donna sono non sono costituzionalmente illegittime. Va ricordata anche un’altra raccomandazione fondamentale mai attuata, e cioè quella volta a sollecitare la modifica della vigente legge elettorale, riconsiderandone gli aspetti problematici con particolare riguardo all’attribuzione di un premio di maggioranza senza che sia raggiunta una soglia minima di voti e/o di seggi. Anche le Regioni faticano ad adeguarsi. Neppure il legislatore regionale, del resto, è esente da critiche basti pensare che l’anno scorso, a fronte di un giudicato costituzionale, una Regione ha addirittura reiterato il contenuto delle discipline dichiarate costituzionalmente illegittime. Una Corte politicizzata? Da ultimo, Gallo ha richiamato l’attenzione sulla sempre più marcata tendenza a trasferire in sede giurisdizionale decisioni politiche complesse e difficili, con una conseguente sovraesposizione politica delle Corti costituzionali che alimenta le accuse di politicizzazione nei casi in cui le sentenze non corrispondano alle aspettative di talune forze politiche o gruppi di interesse. È innegabile che nell’interpretazione della Costituzione sia a volte consentita una certa flessibilità, ma anche in questi casi la discrezionalità interpretativa della Corte è sempre il prodotto di un bilanciamento con altri principi costituzionali, che ha di mira, in una visione sistemica, l’ampliamento della complessiva tutela dei valori consacrati nella Carta e non si risolve mai in una scelta di opportunità politica.

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