Sicurezza stradale: dimezzare le vittime è un obiettivo realistico

Nel 2005 oltre 41 mila morti nell'Unione. Il piano d'azione per ridurre la sinistrosità più grave varato nel 2001 comincia a dare risultati. E oltre seicento imprese ed enti pubblici hanno sottoscritto la Carta europea della sicurezza

Una serie di approcci innovativi alla sicurezza stradale sono stati i materiali di lavoro sui quali si sono confrontati gli esperti e le delegazioni ministeriali oltre trenta, quindi anche extraeuropee intervenuti alla quarta conferenza di Verona, appuntamento inaugurato dal vice-presidente della Commissione europea Jacques Barrot e da Alessandro Bianchi, ministro italiano dei Trasporti. Un'occasione, quella veronese, di grande rilievo all'interno della campagna comunitaria, avviata nel 2001, per promuovere la sicurezza sulle strade dell'Unione e raggiungere l'ambizioso obiettivo di dimezzare il numero degli incidenti mortali entro il 2010. Barrot ha annunciato a Verona alcuni risultati intermedi che lasciano ben sperare e che rendono il traguardo conclusivo più realistico di quanto non potesse apparire appena un paio d'anni fa. Un dato in particolare, quello relativo agli ultimi dodici mesi, dall'autunno del 2005 ad oggi l'insieme dei dati più significativi dal 2001 è sintetizzato nella tabella qui leggibile come documento correlato , è stato evidenziato come particolarmente incoraggiante. In tale periodo, infatti, le vittime di incidenti mortali nell'Unione europea sono diminuite dell'otto per cento. Si tratta - ha sottolineato Barrot - di una percentuale doppia rispetto agli anni precedenti. Mantenendo questa tendenza, conseguiremo l'obiettivo ambizioso fissato entro la fine del decennio. Quanto alla conferenza veronese, sono state quattro le sessioni di lavoro la prima, rilevante per il carattere programmatico nel settore della prevenzione, dedicata alla mobilità dei bambini e alla loro graduale e sistematica sensibilizzazione sui temi della sicurezza stradale la seconda - anche alla luce dello straordinario sviluppo nelle aree urbane - centrata sulla sicurezza degli utilizzatori dei veicoli a due ruote. La terza e la quarta, di carattere più metodologico e con importanti connessioni con il mondo produttivo, inerenti, rispettivamente, la pianificazione e le politiche in materia di sicurezza sulle strade e la ricerca e l'innovazione tecnologica nel settore, elementi questi ultimi sui quali c'è viva attenzione per le potenzialità positive che possono concretizzarsi in una ulteriore riduzione degli effetti più gravi della sinistrosità stradale. Quanto alle cifre, il dato del 2005 parla di oltre 41 mila persone che hanno perso la vita in incidenti stradali nell'intero territorio dell'Unione. Un numero ancora elevatissimo, ma che le iniziative più concrete, come l'adozione della Carta europea della sicurezza stradale sottoscritta da circa seicento imprese ed enti pubblici che si sono dichirati disponibili ad un impegno effettivo , potrebbero ulteriormente abbassare in tempi relativamente brevi, come dimostrano in parte i dati statistici parziali rilevati negli ultimi dodici mesi. Bruxelles, d'altra parte, conta su risultati concreti in grado di fare scuola anche in quei Paesi alcuni del recente allargamento, ad esempio relativamente meno sensibili sul piano dell'educazione e della prevenzione. Nell'intento, oltre che di fermare un'assurda strage, anche di ridurre lo spaventoso costo sociale degli incidenti stradali. m.c.

Incidenti mortali sulle strade dal 2001 a oggi - Evoluzione 12 derniers mois connus progrès annuel moyen 2002/2001 2003/2002 2004/2003 2005/2004 2006/2005 nombre 2006/2001 Belgique/Belgi -12% -7% -4% -6% -14% 994 -33,1% -9,6% Cesk republika 7% 1% -4% -7% -25% 1.031 -22,7% -6,2% Danmark 7% -7% -15% -10% -24% 279 -35,3% -10,3% Deutschland -2% -3% -12% -8% -14% 5.001 -28,3% -8,0% Eesti 12% -26% 4% -1% -5% 161 -19,1% -5,2% ????da Ell da -13% -2% 4% -3% 0% 1.662 -11,6% -3,0% Espa a -3% 1% -12% -6% -13% 4.116 -25,4% -7,1% France -6% -21% -9% -3% -14% 4.754 -41,8% -12,6% Ireland -9% -10% 11% 7% 9% 409 -0,8% -0,2% Italia 1% -10% -7% -3% -14% 4.844 -27,6% -7,8% ??p??? Kypros /Kibris -4% 3% 21% -13% -25% 88 -10,0% -2,6% Latvija 8% -5% -3% -14% -27% 376 -27,3% -7,7% Lietuva -1% 2% 6% 1% 4% 781 10,6% 2,6% Luxembourg -11% -15% -6% -8% -14% 43 -38,3% -11,4% Magyarorsz g 15% -7% -2% -1% -8% 1.188 -4,1% -1,1% Malta 0% 0% -19% 31% 33% 17 8,3% 2,0% Nederland -1% 4% -22% -7% -13% 696 -29,9% -8,5% sterreich 0% -3% -6% -13% -26% 654 -31,7% -9,1% Polska 5% -3% 1% -5% -16% 4.826 -12,8% -3,4% Portugal -1% -7% -16% -4% -24% 982 -41,2% -12,4% Slovenija -3% -10% 13% -6% -1% 271 -2,4% -0,6% Slovensko -1% 6% -7% -7% -14% 519 -15,5% -4,1% Suomi/Finland -4% -9% -1% -1% -23% 289 -33,3% -9,6% Sverige -4% -6% -9% -8% -5% 456 -21,7% -5,9% United Kingdom 0% 2% -8% -1% -3% 3.253 -9,6% -2,5% EU25 -1% -6% -7% -5% -13% 37.691 -25,2% -7,0% très bien mieux que la moyenne projection 2010 9 ans passable au moins 5% de mieux, mais sous la moyenne -48,0% médiocre entre -5% et +5% 26008 mauvais augmentation d'au moins 5% ?? ?? ?? ?? 1