Revocabili le misure di prevenzione patrimoniali

informativa provvisoria dalle sezioni unite applicabile la disciplina prevista dall'articolo 7 della legge 1423/56

Misure di prevenzione, la confisca si può revocare. Quindi si alla revoca, con efficacia ex tunc, anche per le misure di prevenzione patrimoniale. Estremamente dibattuta e contrastante risulta, a livello giurisprudenziale, la questione circa la possibilità di revocare la confisca. La stessa Cassazione si è espressa diverse volte in modo differente. A titolo esemplificativo si ricordano sentenze che si sono espresse in senso positivo Cass. pen. 3771/06 Cass. pen. 1547/06 laddove il provvedimento privativo sia ab origine privo dei presupposti che lo legittimino. Diversamente, altre decisioni Cass. pen 3772/04 Cass. pen. 465/06 hanno invece affermato che l'articolo 7 della legge 1423/56, circa la revoca delle misure di prevenzione, riguarda le sole misure di carattere personali e che non possa, dunque, applicarsi in via analogica. Quindi, proprio per i diversi indirizzi interpretativi si è, con l'ordinanza 34059/06, è stata rimessa la questione alle Sezione Unite. Il collegio ha adottato, con un'informazione provvisoria emessa il 19 dicembre, una soluzione affermativa al quesito sottoposto alla sua attenzione. Si è dichiarata, dunque, applicabile anche alle misure preventive patrimoniali la disciplina di cui all'art 7, comma 2 della legge 1423/56. Sara Nastri

Cassazione - Sezione prima penale cc - ordinanza 6-11 ottobre 2006, n. 34059 Presidente Silvestri - Relatore Canzio Pg Izzo - Ricorrente Auddino ed altri Ritenuto in fatto e in diritto Che con decreto del 6 maggio 2005 il Tribunale di Reggio Calabria rigettava l'istanza avanzata da Auddino Concetta, Auddino Francesco, Auddino Cesarina, Auddino Lucia, Auddino Raffaele, Auddino Nicola e Scriva Teresa per la revoca parziale del provvedimento emesso l'8 marzo 1995 nel procedimento di prevenzione a carico di Auddino Michele al quale aveva peraltro partecipato solo la Scriva, rimanendone estranei gli altri istanti , limitatamente alla confisca di due - un magazzino e un alloggio di edilizia residenziale pubblica - fra i beni ritenuti nella disponibilità dello stesso e definitivamente trasferiti al patrimonio dello Stato, in considerazione dell'inesistenza di vizi procedurali utilmente deducibili e dell'assenza di fatti nuovi inerenti alla legittima provenienza dei beni o alla pretesa assenza dell'interposizione fittizia - che la Ca di Reggio Calabria, con decreto dell'1 marzo 2006, senza affatto procedere all'esame del merito dei motivi di gravame, dichiarava inammissibile l'appello degli istanti, sull'assorbente rilievo della definitiva irreversibilità dell'effetto ablatorio della confisca, non rimediabile mediante l'istituto della revoca né della revisione - che la difesa degli istanti ha proposto ricorso per cassazione denunziando, sotto il profilo della violazione di legge, la non congruità della delibazione di inammissibilità della richiesta di revoca della concisa di due beni, di sicura provenienza lecita e dei quali essi erano legittimi proprietari, e richiamando a sostengo della doglianza la giurisprudenza di legittimità favorevole all'esperibilità del rimedio della revoca - che può dirsi consolidato l'orientamento ermeneutica per il quale l'istituto della revisione non è comunque esperibile per le misure di prevenzione, in generale Su 10 dicembre 1997 Pisco in Cassazione penale 1998, 1931 , e quindi anche per quella patrimoniale definitivamente disposta ed eseguita, pure in caso di sopravvenienza di nuove prove, asseritamene idonee, almeno secondo la prospettazione difensiva, a dimostrare l'assenza della interposizione fittizia o la legittima provenienza dei beni confiscati in base alla legislazione antimafia - che risulta, invece, tuttora controverso nella giurisprudenza di legittimità il tema dell'applicabilità alla misura della confisca, disposta rebus sic stantibus, dell'istituto della revoca ex tunc, ai sensi dell'articolo 7 comma 2 legge 1423/56, contrapponendosi decisioni che tale applicabilità ammettono ad altre che tale evenienza escludono - che in senso affermativo si sono, ancora recentemente, espresse Cassazione, Sezione quinta, 22 gennaio 2003, Surace in Cassazione penale 3771/04 , Sezione prima, 23950/04, Pangallo, Sezione sesta, 17 settembre 2004, Cerchia rv 230646 in Cassazione penale 1547/06 , Sezione prima 17084/05, Tagliavia e Sezione sesta 44985/05, Buda, per le quali il rimedio della revoca ex articolo 7 comma 2 legge 1423/56 può essere applicato anche alle misure di prevenzione patrimoniali, ove si tenda a dimostrare l'insussistenza ab origine delle condizioni legittimanti l'emissione del provvedimento, sicché, al di là della denominazione data dal ricorrente all'originaria istanza, essa non può qualificarsi come incidente di esecuzione allorché non sia diretta a fare valere un vizio attinente al titolo esecutivo relativo alla misura ablatoria, né un qualsiasi motivo di invalidità dell'esecuzione della stessa, ma sia fondata su di un fatto sopravvenuto che farebbe venire meno la base giustificativa della confisca e ne determinerebbe, per ciò, la caducazione ex tunc - che in senso contrario, Sezione quinta, 15 gennaio 2004, Pg in proc. D'Agata, rv 228073 in Cassazione penale 3772/04 , Sezione prima, 20 aprile 2005, Murando rv 231931, Sezione sesta, 41195/05, Cristalli e Sezione sesta 465/06, Collima, hanno sottolineato come lo strumento revocatorio della confisca non sia previsto dalla legge, in assenza di un esplicito richiamo dell'articolo 7 legge 1423/56 da p arte dell'articolo 3ter, comma 2 della legge 575/65, che invece rinvia all'articolo 4 commi 8, 9, 10, 11 legge 1423 per il regime delle impugnazioni, né il medesimo disposto dell'articolo 7, siccome riguardante le diverse misure di prevenzione personali, può essere applicato in via analogica - che infine quanto alla proponibilità di nuove prove con il mezzo dell'incidente di esecuzione, si sostiene Cassazione, Sezione sesta, 4 giugno 1997, Scuderi, rv 210320 e Sezione sesta 18 settembre 2002, Diana rv 222664 che il terzo che rivendichi la legittima titolarità del bene confiscato, chiedendone la restituzione, può proporre incidente di esecuzione solo se non abbia partecipato al procedimento di applicazione della misura patrimoniale, nel quale può svolgere le deduzioni e chiedere l'acquisizione di ogni elemento utile, di guisa che, qualora il terzo, formalmente intestatario del bene, abbia partecipato al giudizio di cognizione e non abbia osservato l'onere di allegazione di cui all'articolo 2ter, comma 5 legge 575/65, il ricorso all'incidente di esecuzione non sarebbe consentito - che, atteso il netto distacco tra i citati indirizzi interpretativi e condividendosi la richiesta in tale senso formulata dal Pg nella requisitoria scritta, appare opportuno rimettere il ricorso alla Su perché, a orma dell'articolo 618 Cpp, sia risolto il contrasto di giurisprudenza in ordine alla controversa questione dell'applicabilità, o no, dell'istituto della revoca, ex articolo 7 legge 1423/56, alla misura di prevenzione patrimoniale della confisca PQM Rimette il ricorso alle Su.