Il progetto, che dovrebbe concretizzarsi con la presentazione di un emendamento al disegno di legge di stabilità, mira ad introdurre un credito d’imposta per recuperare i costi di arbitrati e negoziazioni assistite. Lo strumento ipotizzato sarebbe un aumento, contenuto ma generalizzato, del contributo unificato. L’idea del credito d’imposta è positiva per l’OUA, che però boccia seccamente la possibilità di un altro aumento del contributo unificato.
Credito d’imposta. Spunta una nuova idea per coprire i costi di arbitrati e negoziazioni assistite l’idea è quella di un credito d’imposta, da finanziare con un aumento, contenuto ma generalizzato, del contributo unificato. Come finanziarlo? Questo progetto si starebbe trasformando in un emendamento al disegno di legge di stabilità, che, al momento, è in discussione nell’aula della Commissione Finanze della Camera dei Deputati. Si introdurrebbe, in questo modo, un meccanismo fiscale che incentiverebbe il ricorso alle vie stragiudiziali di soluzione dei contenziosi civili. Mediante l’attribuzione di un credito d’imposta verrebbero soddisfatte le parcelle degli avvocati che svolgono attività di arbitrato o di negoziazione assistita. Una sonora bocciatura. La reazione dell’Avvocatura non si è fatta attendere se, da una parte, l’OUA ha approvato l’idea di un credito d’imposta che finanzi negoziazione e arbitrato, dall’altra ha bocciato nettamente la proposta di un ulteriore aumento del contributo unificato. Per Mirella Casiello, Presidente dell’OUA, i fondi per il credito d’imposta si devono trovare altrove «il credito di imposta per negoziazione assistita e arbitrato è necessario, ma non tartassando i cittadini le risorse ci sono e le produce lo stesso settore giustizia, che ha un saldo attivo che può essere utilizzato per potenziare questi strumenti alternativi di risoluzione delle controversie». Questo è un motivo per cui l’Organismo intende chiedere un incontro al Ministro Orlando, ma non l’unico. Da discutere ci sono, infatti, sia l’argomento generale della riduzione dei costi di accesso alla giustizia, sia le anticipazioni sul d.d.l. “competitività”, «che sembra voler riportare indietro le lancette della storia, affossando quanto ottenuto faticosamente con la legge forense, ma anche il clima di dialogo di questi mesi con l’avvocatura».