Principi COVIP: enforcing sulle casse di previdenza dei professionisti

Le Casse di previdenza dei professionisti sono venti, contano circa due milioni di iscritti e gestiscono un patrimonio stimato in 46 miliardi di euro. La mission delle Casse, uguale per tutte, è quella di garantire previdenza e assistenza ai professionisti italiani.

Come ha scritto giustamente Vitaliano D’Angerio su Plus24 del 16.02.2013 siamo di fronte a enti pensione e non a società finanziarie . Solo promesse elettorali? In questi giorni le Casse di previdenza dei professionisti italiani, associate nell’Adepp, hanno incontrato Stefano Fassina, responsabile economia del PD, il quale ha riconosciuto alle Casse un ruolo fondamentale non solo per la tutela dei propri iscritti ma come attori di un nuovo progetto di welfare e di sviluppo del nostro Paese . Il responsabile economico del Partito Democratico ha ribadito la volontà di un futuro governo Bersani di considerare gli Enti di previdenza privatizzati una risorsa preziosa, degni di rispetto e di considerazione anche in funzione di un futuro ruolo attivo in programma di investimenti pubblici, di grande aiuto anche per i settori rappresentati, di soggetti con i quali confrontarsi per individuare strategie per un nuovo Welfare allargato. Quasi allo stesso modo l’Onorevole Angelino Alfano, segretario del Popolo della Libertà, ha assicurato il rispetto dell’autonomia delle Casse per essere una delle battaglie che portiamo avanti da tempo . Il segretario del PDL ha garantito l’impegno ad affrontare, in una logica di condivisione, le problematiche e le richieste presentate dagli Enti di previdenza privatizzati. Promesse elettorali ma nessuno ha affrontato un tema che io ritengo pregiudiziale se davvero le casse vorranno sottrarsi al bancomat dello Stato per le spese urgenti come ha ben chiosato da ultimo Ignazio Marino su Italia Oggi del 18 febbraio 2013. Casse dei professionisti da unificare. È venuto il tempo di sollecitare un vasto processo di unificazione fra le Casse dei professionisti dato che la loro mission è esattamente la stessa a prescindere dalla specificità di ogni singola professione. Il professionista che oggi difende la autonomia della propria Cassa sul presupposto di non avere bisogno degli altri, mentre gli altri potrebbero averne bisogno di lui, dimostra di non essere previdenzialmente lungimirante perché la ricchezza di oggi può diventare la povertà di domani e ricchezza e povertà meglio si affrontano uniti, tra il resto con notevole risparmio di risorse che potranno rimpinguare i montanti contributivi. In ogni caso fondamentale per la trasparenza verso tutti gli iscritti sarà la messa in rete di tutti i dati relativi ai bilanci, ai verbali degli organi collegiali relativi all’ asset allocation del patrimonio, alle decisioni circa gli investimenti finanziari e immobiliari, alle relazioni degli advisor e del collegio sindacale proprio perché sono enti di previdenza e non società finanziarie.