Ha rilevanza la residenza anagrafica e non la realtà fattuale

La fruizione dell'agevolazione fiscale per l'acquisto della prima casa richiede che l'immobile sia ubicato nel comune ove l'acquirente ha la residenza.

In tema di imposta di registro ai sensi del comma 2 bis della nota all'art. 1 della tariffa allegata al d.p.r. n. 131/1986 comma, applicabile ratione temporis , introdotto dal d.l. n. 155/1993, art. 16, conv. in L. n. 143/1993 - che ricalca sostanzialmente la disposizione contenuta nel d.l. n. 12/1985, art. 2, conv. in L. n. 118/1985 - la fruizione dell'agevolazione fiscale per l'acquisto della prima casa richiede che l'immobile sia ubicato nel comune ove l'acquirente ha la residenza. Attesa la lettera e la formulazione della norma, nessuna rilevanza giuridica può essere riconosciuta alla realtà fattuale, ove questa contrasti con il dato anagrafico, o all'eventuale successivo ottenimento della residenza, essendo quest'ultima presupposto per la concessione del beneficio che deve sussistere alla data dell'acquisto. Tale principio è stato statuito dalla Cassazione, sezione Tributaria, con sentenza del 12 febbraio 2013, n. 3384. Il caso. Marito e moglie acquistarono un immobile sito in un comune della provincia di Milano da destinare a prima casa del loro figlio minore , usufruendo dei relativi benefici di cui alla nota 2 bis d.p.r. n. 131/1986, art. 1, e art. 43 c.c., comma 2, e art. 44 c.c., comma 1, e art. 144 c.c Dopo l'acquisto, peraltro, il padre trasferì la sua residenza in detto comune mentre il figlio che pur risiedeva di fatto presso il padre mantenne la sua residenza anagrafica presso la madre, in altro comune. L'amministrazione finanziaria ha recuperato le agevolazione e i contribuenti hanno impugnato il provvedimento davanti alla Commissione tributaria provinciale di Milano che ha accolto la loro impugnazione. La sentenza è stata confermata dalla Commissione tributaria regionale. Contro la pronunzia di quest'ultima ha proposto ricorso per cassazione l'Agenzia delle Entrate. Il ricorso è stato ritenuto fondato dal giudice di legittimità sulla base della consolidata giurisprudenza che, nell'interpretazione della norma in esame conferisce valenza decisiva alla residenza anagrafica. Chi può usufruire delle agevolazioni prima casa? A norma della nota IIbis all'art. 1 della Tariffa, parte I, allegata al d.p.r. n. 131/86, l'agevolazione prima casa compete a se l'immobile acquistato è ubicato nel Comune in cui l'acquirente ha la propria residenza o la trasferisce entro 18 mesi , ovvero b se l'immobile è ubicato nel Comune in cui l'acquirente svolge la propria attività. Invece, non è prevista la possibilità che l'acquirente trasferisca la propria attività nel Comune in un momento successivo all'acquisto. Pertanto, l'agevolazione non spetta se, al momento dell'atto, il contribuente non svolge la propria attività nel Comune in cui si trova l'immobile acquistato, anche se, nei successivi mesi, egli effettivamente ve la trasferirà. Un termine con carattere meramente sollecitatorio ? Secondo la Corte, il termine di 18 mesi per il trasferimento della residenza avrebbe carattere meramente sollecitatorio e non natura perentoria, sicché al suo decorso non potrebbe ricondursi alcuna decadenza per il contribuente, il quale perderebbe il diritto al beneficio, secondo la Corte, solo col decorso del termine triennale di cui all'art. 76 d.p.r. n. 131/1986, termine che, inoltre, la Corte sembra far decorrere, nel caso in esame, dalla data di registrazione dell'atto Cass. civ. Sez. V, 11-02-2011, n. 3507 . Ha diritto alle agevolazioni fiscali, infine, per la prima casa anche il contribuente che non ha ottenuto entro i termini di legge il trasferimento della residenza, pur avendone già fatto istanza.

Corte di Cassazione, sez. Tributaria, sentenza 17 dicembre 2012 12 febbraio 2013, n. 3384 Presidente/Relatore Pivetti Svolgimento del processo - Motivi della decisione I sig.ri P.M. e B.F. acquistarono un immobile sito in omissis da destinare a prima casa del loro figlio minore P.P.P., usufruendo dei relativi benefici di cui alla nota 2 bis D.P.R. n. 131 del 1986, art. 1, e art. 43 c.c., comma 2, e art. 44 c.c., comma 1, e art. 144 c.c Dopo l'acquisto, peraltro, il padre trasferì la sua residenza a omissis mentre il figlio che pur risiedeva di fatto presso il padre mantenne la sua residenza anagrafica presso la madre, in altro comune. L'amministrazione finanziaria ha recuperato le agevolazione e i contribuenti hanno impugnato il provvedimento davanti alla Commissione tributaria provinciale di Milano che ha accolto la loro impugnazione. La sentenza è stata confermata dalla Commissione tributaria regionale. Contro la pronunzia di quest'ultima ha proposto ricorso l'Agenzia delle entrate. Il ricorso è fondato sulla base della giurisprudenza di questa sezione che, nell'interpretazione della norma in esame conferisce valenza decisiva alla residenza anagrafica. Cass. n. 4628 del 22/02/2008, infatti ha affermato che in tema di imposta di registro ai sensi del comma 2 bis della nota all'art. 1 della tariffa allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 comma, applicabile ratione temporis , introdotto dal D.L. 22 maggio 1993, n. 155, art. 16, conv. in L. 19 luglio 1993, n. 143 - che ricalca sostanzialmente la disposizione contenuta nel D.L. 7 febbraio 1985, n. 12, art. 2, conv. in L. 5 aprile 1985, n. 118 - la fruizione dell'agevolazione fiscale per l'acquisto della prima casa richiede che l'immobile sia ubicato nel comune ove l'acquirente ha la residenza. Attesa la lettera e la formulazione della norma, nessuna rilevanza giuridica può essere riconosciuta alla realtà fattuale, ove questa contrasti con il dato anagrafico, o all'eventuale successivo ottenimento della residenza, essendo quest'ultima presupposto per la concessione del beneficio che deve sussistere alla data dell'acquisto . P.Q.M. - accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito rigetta il ricorso introduttivo dei contribuenti. Compensa le spese.