Procuratori calcistici, conclusa l'inchiesta dell'Agcm

Atteso per oggi il primo stralcio sui risultati dell'indagine conoscitiva iniziata nell'autunno del 2004 e ufficializzata il 31 marzo del 2005

I procuratori dei calciatori erano stati messi sotto inchiesta anche dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Nell'autunno del 2004, mentre la Procura di Torino sta ultimando le intercettazioni telefoniche su dieci utenze che coinvolgono tra gli altri Luciano Moggi e Antonio Giraudi, rispettivamente direttore generale e amministratore delegato della Juventus, l'Authority allora presieduta da Giuseppe Tesauro decide di verificare alcune segnalazioni. L'ipotesi è che qualcuno abbia raggiunto una posizione dominante tale da escludere di fatto dal mercato una ventina di procuratori. Vengono aperti dei fascicoletti che informalmente servono a raccogliere le prime documentazioni alla luce delle quali si deciderà successivamente se e come procedere. Nel luglio dello stesso anno anche la Procura di Napoli avvia un'indagine sul calcioscommesse un primo filone si esaurisce il 9 gennaio scorso con l'archiviazione per 24 persone, del secondo invece si viene a conoscenza il 6 maggio quando i pm Giuseppe Narducci e Filippo Beatrice indagano per l'ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva lo stato maggiore della Gea World la società dei procuratori presieduta dal figlio di Luciano Moggi, Alessandro, che conta circa trecento tra calciatori militanti tra i campionati di serie A, B e C, direttori generali e allenatori. Un vero e proprio esercito di professionisti controllato dalla società fondata nel 2001 e gestita anche da Chiara Geronzi figlia dell'amministratore delegato di Capitalia , Giuseppe De Mita figlio dell'onorevole Ciriaco , Davide Lippi figlio di Marcello, ct della Juventus e ora della nazionale , Franco Zavaglia e Riccardo Calleri. Una fitta rete di intercettazioni consente ai pm napoletani di monitorare l'intero campionato 2004/2005 e ricostruire il giro d'affari e di controlli che avrebbe favorito alcuni club - come la Juventus, la Lazio, la Fiorentina e il Milan - a danno di altri coinvolto direttori di gara e perfino il vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini. Franco Carraro, presidente della Figc, rassegna le dimissioni l'8 maggio al suo posto sarà nominato commissario straordinario Guido Rossi. Nello stesso giorno i pm Palamara e Palaia della Procura di Roma aprono un fascicolo sulla Gea l'ipotesi di reato è distorsione del mercato con minacce e violenza. L'indagine ufficiosa dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato procede quindi in contemporanea con l'inchiesta condotta dal pm torinese Raffaele Guariniello. La Procura piemontese il 21 settembre 2005 decide di archiviare e di trasmettere gli atti giudiziari alla Federcalcio l'Authority invece il 31 marzo del 2005 decide che il materiale raccolto è più che sufficiente per aprire un'indagine conoscitiva. Con il provvedimento n. 14156 leggibile tra i correlati i fascicoletti confluiscono nella pratica IC27. Relatore è Giorgio Guazzaloca, entrato a far parte dell'Authority come commissario dal gennaio. L'ex sindaco di Bologna, concittadino dell'industriale Gazzoni Frascara che in veste di presidente della squadra di calcio locale aveva denunciato il doping amministrativo di alcune società, è favorevole al proseguimento dell'iter. L'adunanza acconsente. Nel funzionamento del settore del calcio professionistico, riporta il provvedimento, sembrano emergere alcune anomalie che sarebbero, almeno in parte, favorite da previsioni normative e regolamentari di settore relative alle diverse tipologie di operatori. Tra queste rilevano, ad esempio, alcune norme contenute nel Regolamento per l'esercizio dell'attività di agente di calciatori . Il documento avallato dal commissario bolognese prosegue Con specifico riferimento ai comportamenti dei diversi operatori del settore, si rileva la presenza, nel mercato dei servizi di intermediazione inerenti le prestazioni sportive di calciatori professionisti, di imprese in posizione di particolare preminenza, anche in ragione dei rapporti con soggetti, privati e istituzionali, attivi a vario titolo nel medesimo settore. Detta situazione potrebbe comportare un affievolimento del gioco della concorrenza nel settore interessato, con conseguenti distorsioni sia sulla libertà di circolazione dei calciatori, sia sul più ampio funzionamento dei campionati di calcio professionistici. Le previsioni normative di settore e il ruolo di determinati operatori appaiono idonei ad individuare un sistema in grado di alterare, in modo anche significativo, le dinamiche concorrenziali del settore, sia con riferimento al trasferimento dei calciatori sia al più ampio contesto relativo all'andamento delle competizioni calcistiche . A quattordici mesi dal provvedimento, l'Authority presenta oggi pomeriggio le conclusioni relative ai procuratori. Si tratta di uno stralcio dell'intera indagine conoscitiva e comprende a corollario una serie di norme che potrebbero correggere quelle che hanno consentito lo sviluppo incontrollato e incontrastato di società come la Gea World. g.d.p.

Autorità Garante della concorrenza e del mercato Provvedimento IC27 del 31 marzo 2005 Settore del calcio professionistico Relatore Giorgio Guazzaloca CONSIDERATI i seguenti elementi 1. Il calcio professionistico in Italia è disciplinato e promosso dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio FIGC , in conformità con gli indirizzi dettati dalle federazioni sportive internazionali UEFA e FIFA . Sono tesserati della Federazione i dirigenti federali, gli arbitri, i dirigenti delle società di calcio ed i collaboratori nella gestione sportiva delle stesse, i tecnici e i calciatori. In particolare, lo Statuto della FIGC attribuisce alla Federazione il potere di emanare i principi informatori per i regolamenti dell'Associazione Italiana Arbitri A.I.A. e delle Leghe. Le norme federali riservano alla FIGC la nomina dei componenti degli organi di giustizia sportiva e disciplinano l'attività degli agenti di calciatori attraverso l'emanazione di un apposito Regolamento per l'esercizio dell'attività di agente di calciatori . 2. L'Autorità è consapevole delle peculiarità proprie del mondo dello sport e, in particolare, del calcio professionistico, che includono la definizione di regole non solo tecniche necessarie al corretto funzionamento delle competizioni sportive. Tali regole, qualora incidano sull'attività economica degli operatori coinvolti, potrebbero comunque giustificare delle restrizioni della concorrenza, quando siano finalizzate al raggiungimento del legittimo obiettivo di garantire un equilibrato svolgimento delle competizioni sportive, nonché parità di condizioni nello sviluppo dell'attività sportiva medesima. Tuttavia l'Autorità ritiene che le eventuali restrizioni di natura concorrenziale debbano rispondere al criterio di proporzionalità, dovendo quindi risultare strettamente necessarie e indispensabili per raggiungere i suddetti obiettivi, costituendo, al tempo stesso, la soluzione meno restrittiva della concorrenza. 3. In tale contesto, sembrano emergere alcune anomalie nel funzionamento del settore del calcio professionistico, le quali sarebbero, almeno in parte, favorite da previsioni normative e regolamentari di settore relative alle diverse tipologie di operatori. Tra queste rilevano, ad esempio, alcune norme contenute nel Regolamento per l'esercizio dell'attività di agente di calciatori , quali, tra le altre, l'obbligo, a carico dell'agente, di utilizzare, per la conclusione dei contratti, esclusivamente i moduli predisposti annualmente dalla Commissione Agenti istituita presso la FIGC , i quali fissano compensi percentuali minimi e massimi per le diverse prestazioni, nonché il meccanismo di penali, in caso di revoca unilaterale da parte di un calciatore. Le limitazioni concorrenziali che possono derivare da dette disposizioni regolamentari devono essere valutate secondo i criteri di necessarietà e proporzionalità con riferimento all'obiettivo, sopra richiamato, dell'equilibrato svolgimento delle attività concernenti il calcio professionistico. 4. Con specifico riferimento ai comportamenti dei diversi operatori del settore, si rileva la presenza, nel mercato dei servizi di intermediazione inerenti le prestazioni sportive di calciatori professionisti, di imprese in posizione di particolare preminenza, anche in ragione dei rapporti con soggetti, privati e istituzionali, attivi a vario titolo nel medesimo settore. Detta situazione potrebbe comportare un affievolimento del gioco della concorrenza nel settore interessato, con conseguenti distorsioni sia sulla libertà di circolazione dei calciatori, sia sul più ampio funzionamento dei campionati di calcio professionistici. 5. Le previsioni normative di settore e il ruolo di determinati operatori appaiono idonei ad individuare un sistema in grado di alterare, in modo anche significativo, le dinamiche concorrenziali del settore, sia con riferimento al trasferimento dei calciatori sia al più ampio contesto relativo all'andamento delle competizioni calcistiche. 6. In considerazione di tali elementi, ed in ragione della rilevanza economica e della complessità del sistema sportivo, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato intende procedere ad un'indagine conoscitiva di natura generale nel settore del calcio professionistico, con particolare riferimento alle previsioni normative e regolamentari di settore, all'individuazione dei mercati rilevanti, alla rilevanza concorrenziale dei comportamenti tenuti dagli operatori attivi nel settore del calcio professionistico. Tutto ciò premesso e considerato delibera di procedere, ai sensi dell'articolo 12, comma 2, della legge n. 287/90, a un'indagine conoscitiva riguardante il settore del calcio professionistico. Il presente provvedimento verrà pubblicato sul Bollettino di cui all'articolo 26 della legge n. 287/90.