Il matrimonio e i Pacs

di Luigi Morsello

di Luigi Morsello * Affermare che il matrimonio è un valore costituzionale è affermare una ovvietà. L'articolo 29 della Costituzione repubblicana lo definisce in modo chiaro ed inequivocabile in questo modo La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sulla eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare. Queste verità sono state riaffermate dalla giurisprudenza costituzionale, che se ne è occupata anche a seguito di una questione di legittimità costituzionale sollevata dall'autorità giudiziaria torinese, giungendo alla conclusione della improponibilità della questione stessa con la sentenza n. 8 del 1996, la cui massima è opportuno riportare perché di esemplare chiarezza Non è fondata la questione di legittimità costituzionale degli articoli 384, 378 e 307 c.p., sollevata, in riferimento all'articolo 29 Costituzione, nella parte in cui non prevedono che la causa di non punibilità prevista a favore dei prossimi congiunti sia estesa al convivente more uxorio la Corte, richiamando la propria giurisprudenza, ha posto in luce la netta diversità della convivenza di fatto, fondata sull'affectio quotidiana, liberamente e in ogni istante revocabile, di ciascuna delle parti rispetto al rapporto coniugale, caratterizzato da stabilità e certezza e dalla reciprocità e corrispettività di diritti e doveri che nascono soltanto dal matrimonio, affermando che soltanto quest'ultimo rapporto può ritenersi ricondotto all'ambito della protezione offerta dall'articolo 29 Costituzione . È inammissibile la medesima questione sollevata in riferimento all'articolo 3 Costituzione la corte ha osservato che la questione, dedotta sotto il profilo della irragionevolezza, mira, come risultato, a una decisione additiva che manifestamente eccede i poteri della corte stessa a danno di quelli riservati al legislatore . Il giudice penale riteneva che fossero illegittime le norme degli articoli 384 Casi di non punibilità , 378 favoreggiamento personale e 307 Assistenza ai partecipi di cospirazione o di banda armata del codice penale nella parte in cui non prevedono che la causa di non punibilità prevista a favore dei prossimi congiunti sia estesa al convivente more uxorio . La sentenza osservava in diritto che a ragione l'ordinanza del Tribunale rimettente sottolinea la notevole diffusione della convivenza di fatto, quale rapporto tra uomo e donna ormai entrato nell'uso e comunemente accettato, accanto a quello fondato sul vincolo coniugale. Ma questa trasformazione della coscienza e dei costumi sociali, cui la giurisprudenza di questa Corte non è indifferente, non autorizza peraltro la perdita dei contorni caratteristici delle due figure in una visione unificante come quella che risulta dalla radicale ed eccessiva affermazione, contenuta nell'ordinanza di rimessione, secondo la quale la convivenza di fatto rivestirebbe oggettivamente connotazioni identiche a quelle che scaturiscono dal rapporto matrimoniale e dunque le due situazioni in nulla differirebbero, se non per il dato estrinseco della sanzione formale del vincolo. . Insomma, il Tribunale di Torino si era spinto troppo oltre e la Corte costituzionale non poteva non distinguere con nettezza le due posizioni, del matrimonio e della convivenza 'more uxorio', non trovando quest'ultima alcun riconoscimento nell'articolo 29 delle Costituzione, che non risultava pertanto violato, e non essendo compito 'additivo' della Corte di provvedere a colmare i vuoti legislativi, compito proprio del Parlamento, donde la mancata violazione dell'articolo 3 della Costituzione, che si riporta Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Ritornano dunque sul palcoscenico dell'attività legislativa i 'famigerati' Pacs, i patti civili di solidarietà, la pietra dello scandalo, che sono oggetto e motivo di asprissime battaglie, così come altri temi estremamente delicati e scottanti, quali lo studio sulle cellule staminali embrionali e sugli ovuli fecondati inutilizzati. Argomenti di tale rilevanza e peso etico - morale che a chi scrive non lasciano scampo, se non quello di richiamarsi ad una celebre frase attribuita a Galileo Galilei ma probabilmente inventata dal giornalista Giuseppe Baretti che ricostruiva la vicenda in una antologia pubblicata nel 1757 a Londra intitolato Itlalian Library , costretto all'abiura del suo pensiero scientifico da un tribunale ecclesiastico, il quale uscendo dall'aula avrebbe mormorato Eppure si muove . *ispettore generale dell'Amministrazione Penitenziaria, in pensione