Paradisi fiscali, uguale tassazione anche per le imprese controllate

Estesa alle società collegate la disciplina per le aziende estere residenti o localizzate in Paesi con regimi privilegiati

Paradisi fiscali, via libera alle disposizioni in materia di tassazione dei redditi di imprese estere controllate residenti o localizzate in Paesi con regimi privilegiati. Così il Consiglio di Stato con il parere 709/06 pubblicato ieri e qui leggibile nei documenti correlati ha licenziato lo schema di regolamento messo a punto dal ministero dell'Economia in attuazione dell'articolo 168 del Testo unico delle imposte sui redditi Tuir approvato con il Dpr 917/86. L'articolo 168 del Tuir estende alle imprese estere controllate residenti o localizzate nei cosiddetti paradisi fiscali la disciplina in ordine alle società collegate introdotta nel nostro ordinamento con l'inserimento dell'articolo 127bis oggi articolo 167 nel Tuir grazie all'articolo 1 della legge 342 del 2000. Durante la riforma dell'imposizione del reddito delle società, il D.Lgs 344/03, ha recepito, mediante le disposizioni contenute nell'articolo 168, uno dei principi innovativi della legge delega per la riforma del sistema tributario legge 80/2003 . Quest'ultima, infatti, all'articolo 4, comma 1, lettera o , ha previsto la riformulazione dell'articolo 127bis del Tuir - vigente fino al 31 dicembre 2003 - al fine di estendere l'ambito di applicazione anche alle società estere collegate residenti nei gli stessi Paesi a fiscalità privilegiata. I giudici di piazza Capo di Ferro hanno condiviso l'impostazione di via XX Settembre auspicando che il decreto entri in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale date le ragioni di urgenza legate al decorso del tempo dall'introduzione nell'ordinamento della disciplina prevista dall'articolo 168 Tuir. cri.cap

Consiglio di Stato - Sezione atti normativi - parere 27 febbraio 2006, n. 709 Presidente Coraggio - Estensore Roxas Oggetto ministero dell'Economia e delle finanze. Schema di regolamento recante disposizioni applicative in materia di tassazione dei redditi di imprese estere collegate in attuazione dell'articolo 168, comma 4, del Tu delle imposte sui redditi approvato con Dpr 917/86. Premesso Riferisce l'Amministrazione che lo schema di regolamento in esame reca disposizioni applicative in materia di tassazione per trasparenza dei redditi di imprese estere controllate residenti o localizzate in paesi con regimi fiscali privilegiati ed è stato predisposto in attuazione dell'articolo 168, comma 4, del Tu delle imposte sui redditi approvato con Dpr 917/86 Tuir . Il citato articolo 168 del Tuir estende alle imprese sopraindicate la disciplina concernente le imprese estere collegate CFC - Controlled Foreign Corporation introdotta nel nostro ordinamento con l'inserimento dell'articolo 127bis ora articolo 167 nel Tuir operato dall'articolo 1 della legge 342/00. In sede di riforma dell'imposizione del reddito delle società, il D.Lgs 344/03, ha recepito, mediante le disposizioni contenute nel predetto articolo 168, uno dei princip innovativi recati dalla legge delega per la riforma del sistema tributario legge 80/2003 . La citata legge delega, all'articolo 4, comma 1, lettera o , ha infatti previsto la riformulazione dell'articolo 127bis del Tuir - vigente fino al 31 dicembre 2003 - al fine di estendere l'ambito di applicazione anche alle società estere collegate residenti nei medesimi Paesi a fiscalità privilegiata. Nella nuova numerazione degli articoli del Tuir conseguente al D.Lgs 344/03, le disposizioni dell'originario articolo 127bis riferibili alle società controllate, sono ora contenute nell'articolo 167, mentre l'articolo 168, salvi gli effetti delle disposizioni dell'articolo precedente, regola l'estensione della tassazione per trasparenza alle ipotesi di collegamento. Lo schema di regolamento trasmesso si compone di sette articoli, sul contenuto dei quali l'Amministrazione espone gli elementi che vengono di seguito sintetizzati. Articolo 1 Presupposti di applicazione delle disposizioni concernenti l'imputazione dei redditi di imprese estere collegate riprendendo le disposizioni della norma primaria, che richiama esplicitamente l'articolo 167 del Tuir, la disposizione identifica tra i destinatari della disciplina non solo le persone fisiche titolari di reddito di impresa le società ed enti commerciali, ma anche le persone fisiche non titolari di reddito d'impresa, indicando le quote di partecipazione agli utili significative ai fini dell'applicazione della disciplina a seguito dell'anzidetto richiamo al precedente articolo del Tuir, è altresì previsto che, per le persone fisiche, si debba tener conto anche delle eventuali partecipazioni agli utili possedute dal coniuge, dai parenti entro il terzo grado e dagli affini entro il secondo grado articolo 5 del Tuir, ultimo comma . L'applicazione della disciplina è esclusa, al comma 2, nei confronti dei soggetti partecipati localizzati fuori dai Paesi a fiscalità privilegiata - questi ultimi individuati nel successivo comma 3 mediante rinvio al Dm 21 novembre 2001 - ma ivi operanti tramite proprie stabili organizzazioni che beneficiano del più favorevole regime tributario . Articolo 2 Determinazione dei redditi in relazione alla norma primaria, che stabilisce la determinazione del reddito del soggetto estero da imputare per trasparenza nella maggiore misura tra l'importo risultante dall'utile di bilancio prima delle imposte e quello determinato sulla base di coefficienti di rendimento riferiti alle categorie di beni che compongono l'attivo, viene specificato che la situazione economico-patrimoniale del soggetto non residente - di cui l'articolo 168 prescrive la redazione anche in assenza di un obbligo di legge - venga attestato, quanto all'utile lordo e alla congruità dei valori degli elementi dell'attivo - da uno o più soggetti iscritti nel registro dei revisori contabili di cui al D.Lgs 88/1992. Quanto alla commisurazione del reddito imputabile, la disposizione ripropone i coefficienti previsti dall'articolo 168 del Tuir. Articolo 3 Imputazione e tassazione dei redditi la disposizione precisa al comma 1 che il reddito determinato secondo i criteri del precedente articolo, da imputare per trasparenza in capo al soggetto residente deve essere assunto con riferimento alla data di chiusura dell'esercizio o periodo di gestione della partecipata estera a tale data va pertanto verificato il presupposto del possesso dei requisiti qualificati per valutare il collegamento, risultando esclusa la possibilità di una imputazione pro rata temporis. Rileva l'Amministrazione che la previsione, ripetuta nella disposizione in questione, dell'assoggettamento a tassazione separata con aliquota media comunque non inferiore al 27 per cento , allo stato attuale del prelievo fiscale finisce per trovare sostanziale applicazione solo per le persone fisiche e le società di persone e assimilate. Gli ultimi commi dell'articolo sono preordinati ad evitare fenomeni di doppia imposizione, riconoscendo la deducibilità delle imposte pagate all'estero in via definitiva comma 2 , la irrilevanza delle distribuzioni di utili già assoggettati a tassazione per trasparenza e la sterilizzazione delle plusvalenze relativamente a tali utili, dettando le regole per la pratica attuazione commi 3 e 4 . Articolo 4 Obblighi dichiarativi stabilisce che la dichiarazione dei redditi del soggetto partecipante, anche non titolare di redditi di impresa, debba contenere un prospetto con gli elementi richiesti per la determinazione del reddito. Articolo 5 Interpello tale articolo dello schema disciplina le ipotesi di disapplicazione della tassazione per trasparenza con richiamo a quanto previsto dal comma 5 dell'articolo 167 del Tuir, tramite l'esercizio dell'interpello, per il quale sono richiamate le disposizioni applicative recate dall'articolo 5 del decreto del ministro dell'Economia e delle finanze 429/01. Articolo 6 Rinvio contiene l'espresso rinvio, per quanto non espressamente disciplinato nei precedenti articoli, alle disposizioni contenute nel regolamento 21 novembre 2001, n. 429, relativo alla disciplina attuativa della tassazione delle imprese estere controllate. L'articolo 7, infine, concerne l'entrata in vigore del proposto decreto. Considerato Come accennato in premessa, lo schema di regolamento in esame è volto a dare attuazione alla disposizioni dell'articolo 168 del Tuir introdotto con il D.Lgs 344/03 , relativo alla materia della tassazione per trasparenza di redditi da partecipazione in società estere collegate, localizzate in Paesi con regimi fiscali privilegiati. In esecuzione di quanto espressamente previsto dal comma 4 del menzionato articolo 168, lo schema in questione è stato predisposto nella forma di decreto del ministro dell'Economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 400/88. Come rimarcato dall'Amministrazione, la disciplina in questione estende alle società collegate l'ambito di applicazione della normativa già vigente per le società controllate CFC , rifluita nell'articolo 167 del Tuir, di talché le modalità applicative dettate per queste ultime con il decreto del ministro dell'Economia e delle finanze 429/01, possono venir richiamate, in quanto compatibili e per quanto non espressamente disciplinato nello schema in esame a ciò provvede la norma di rinvio recata dall'articolo 6 dello schema. Come è ovvio, tale rinvio attiene alle sole disposizioni applicative che completano il quadro della disciplina attuativa esplicitamente contemplata nello schema in esame sotto tale profilo, l'impostazione adottata dall'Amministrazione appare condivisibile. Rileva la Sezione come talune disposizioni recate dallo schema appaiono meramente iterative di precetti recati nella norma primaria o già esplicitati nel citato decreto 429/01 tenuto conto dello schema redazionale adottato e della opportunità, anche in relazione alla materia trattata, di rendere il più possibile esaustivo il quadro applicativo della disciplina, può convenirsi con le formulazioni adottate, che riflettono l'analoga impostazione del regolamento concernente le società controllate. La Sezione dà altresì atto che la disciplina elaborata dal Ministero risulta coerente con le previsioni dell'articolo 168 del Tuir, nonché delle altre norme del medesimo Tu che incidono sulla materia. In particolare, il Collegio ritiene di poter esprimere le seguenti valutazioni a nell'articolo 1, comma 1, l'inclusione espressa dei soggetti non titolari di reddito di impresa appare in linea con le finalità della norma primaria e con la disciplina dettata in tema di società controllate. Quanto alla stesura, va rilevato che, nell'identificazione dei soggetti partecipanti non è esplicitata la locuzione residenti in Italia pur tenendo conto della chiarezza della norma primaria, sembrerebbe opportuno introdurre tale specificazione, anche per assicurare coerenza con il citato decreto 429/01 b nell'articolo 2, in relazione alla peculiarità dei soggetti esteri, appare condivisibile la prescritta asseverazione degli elementi reddituali e patrimoniali ad opera di revisori qualificati tenuto peraltro conto della varietà delle situazioni concrete, particolarmente nelle ipotesi nelle quali il soggetto estero non sia tenuto alla redazione del bilancio, sembra opportuna l'emanazione di apposite istruzioni amministrative che specifichino gli elementi richiesti, dei quali è prevista l'inclusione nel prospetto da includere nella dichiarazione dei redditi del soggetto residente c nell'articolo 3, la determinazione del momento di verifica della sussistenza ed entità del collegamento in coincidenza con quello di chiusura del periodo di gestione della società collegata, può ritenersi coerente con il sistema di determinazione reddituale e di imputazione disciplinato dalla norma, che prescinde dalle qualificazioni delle vicende gestionali concentrando i presupposti impositivi su elementi oggettivamente rilevabili alla chiusura dell'esercizio d nell'articolo 4 dello schema, rileva la Sezione come sia prescritta la dichiarazione degli elementi necessari per la determinazione del reddito in apposito prospetto e non, come comunemente disposto - ad esempio per le società collegate - in un prospetto allegato alla dichiarazione dei redditi attesa l'evoluzione dottrinaria sulla natura e valenza della dichiarazione in questione, il rilievo non appare determinante e lo si sottopone all'attenzione dell'Amministrazione ai soli fini di valutare l'opportunità di rendere omogenea la formulazione con quella adottata in casi consimili. e per quanto concerne le disposizioni recate dall'articolo 5 dello schema in tema di interpello, richiesto al fine di ottenere la disapplicazione della disciplina recata dall'articolo 168 del Tuir, le medesime ripropongono esplicitamente, con riferimento alle società collegate, le condizioni già richieste per le società controllate per l'ottenimento di una pronuncia favorevole, rinviando, per quanto non previsto, all'articolo 5 del decreto 429/01. Ciò comporta, per quanto non previsto espressamente in tale decreto, un rinvio alla disciplina generale dell'interpello recata dal Dm 209/01. In relazione alla previsione recata dall'articolo 5, comma 3, ultima parte, del predetto decreto, qualche perplessità sorge, in ragione dei soggetti considerati dall'articolo 168 del Tuir, circa la concreta possibilità di procedere al recupero delle imposte dovute e dei relativi interessi. L'Amministrazione valuterà, pertanto, se la norma sopra citata debba essere esclusa dal rinvio o modificata ai fini della disciplina della materia in questione. Infine, per quanto concerne la vigenza del decreto in esame, se ne condivide la prevista entrata in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione, attese le ragioni di urgenza legate al decorso del tempo dall'introduzione nell'ordinamento della disciplina recata dall'articolo 168 del Tuir. PQM Esprime parere favorevole. 4 norm/zac