Professioni, gli accessi collaterali

Dopo le obiezioni del Consiglio di Stato, approvato il Dpr che rinuncia alla laurea obbligatoria per i giornalisti ma introduce la formazione universitaria

Professioni, il Consiglio dei ministri ha approvato ieri in via definitiva, dopo il via libera del Consiglio di Stato, la riforma dell'accesso agli Ordini professionali e degli esami di Stato messa a punto dal ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, Letizia Moratti. Del resto, ha ricordato la Moratti i professionisti iscritti agli Albi sono ormai un milione e 800 mila. Pertanto, ha continuato il ministro del Miur, abbiamo voluto focalizzare l'attenzione del Governo sulla riforma dell'accesso per dare un forte contributo all'ammodernamento del sistema ordinistico, guardando soprattutto al futuro dei nostri giovani e alla tutela degli interessi dei cittadini, che beneficeranno di professionisti più qualificati . Il Miur ha recepito nel regolamento le osservazioni di Palazzo Spada che aveva ritenuto impossibile introdurre in via regolamentare l'obbligo della laurea per accedere all'esame di Stato anche per quelle categorie che attualmente non lo richiedono. Tuttavia, si legge nel comunicato diramato ieri da viale Trastevere, per i giornalisti ha previsto un percorso più qualificante, che sarà parallelo a quello vigente, ossia al praticantato di diciotto mesi. Pertanto, potranno partecipare all'esame di Stato anche coloro che possiedono oltre alla laurea triennale una laurea specialistica magistrale il cui percorso formativo biennale sia almeno per il 50 per cento costituito da attività pratica orientata alla professione di giornalista e disciplinata sulla base di convenzioni tra l'università e il Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, che verifica anche l'effettivo tirocinio professionale svolto . Inoltre, hanno le carte in regola per diventare professionisti anche coloro che hanno frequentato oltre a un corso accademico triennale anche un master universitario biennale il cui percorso formativo sia disciplinato sulla base di convenzioni tra l'università e il Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, che verifica anche l'effettivo tirocinio professionale svolto . Infine, può aspirare alla carriera giornalistica anche chi oltre alla laurea triennale ha frequentato corsi biennali presso istituti di formazione riconosciuti con deliberazione del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti . Un percorso che fa rientrare dalla porta di servizio il titolo universitario, lasciando uno spiraglio anche per chi non ha svolto il praticantato di diciotto mesi. Del resto, così facendo si passa direttamente dai banchi di scuola alle redazioni e quindi l'intento di rendere la professione giornalistica più qualificata finisce per essere del tutto svilito. Inoltre, insieme alla riforma dei percorsi universitari revisione delle classi di laurea ex Dm 270/04 , è stato predisposto lo schema di regolamento che aggiornerà la struttura delle prove dell'esame di Stato ed i requisiti per l'accesso agli Ordini Laurea, laurea magistrale e tirocinio che sarà obbligatorio, serio, continuativo e certificato , nonché del Dm 9/9/1957, relativo alla composizione delle commissioni esaminatrici e le modalità di svolgimento degli esami di Stato, per renderli più trasparenti e qualificanti. Vengono così interamente ridisciplinati i requisiti per l'ammissione all'esame di Stato, le relative prove e commissioni esaminatrici per tutte le professioni già comprese nel Dpr 328/2001, e oltre a queste, per gli statistici, i tecnologi alimentari, i farmacisti ed i veterinari , ha proseguito la Moratti. Infine, il regolamento disciplina anche la composizione delle relative commissioni esaminatrici e le modalità di svolgimento degli esami per l'accesso alla professione di dottore commercialista ed esperto contabile, completando le norme presenti nel decreto legislativo 139/05. Per quest'ultima professione è stato inoltre previsto l'accesso agli esami, fin da quest'anno, dei laureati triennali per i quali la normativa precedente demandava la possibilità al 2008. Se i tempi saranno rispettati, conclude il comunicato di viale Trastevere, già dalla seconda sessione degli esami di Stato del 2006 saranno adottate le nuove discipline relative ai requisiti di accesso, alle nuove prove d'esame e alle nuove procedure per l'esame di Stato. Tuttavia, per evitare problemi sono state inserite delle norme transitorie al fine di garantire le aspettative dei giovani già in procinto di accedere alle professioni. cri.cap